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I vicini: “Peggio di un terremoto. Uno dei fratelli voleva farsi saltare in aria pochi giorni fa”

(ansa)

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I testimoni dell’esplosione a Castel d’Azzano: “Svegliati dal boato. Quei tre vivevano chiusi in casa, uscivano di notte per rubare perché non avevano più niente”
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É rimasto solo un cumulo di macerie, in via San Martino. Quella che fino a stanotte poteva sembrare una tranquilla strada di campagna, a Castel d’Azzano, nel veronese, ieri é diventata il teatro di una tragedia. Attorno alle tre di notte tre carabinieri sono morti in un’esplosione e altri undici sono rimasti feriti, insieme a quattro agenti della polizia. E altri sette vigili del fuoco sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti. Al momento sono tre i pazienti gravi ricoverati all’ospedale di Borgo Trento, fa sapere l’Azienda ospedaliera universitaria di Verona: due in prognosi riservata in terapia intensiva, intubati ma senza lesioni ad organi interni, il terzo – la donna che avrebbe materialmente innescato l’esplosione – al Centro grandi ustionati.

Il casolare era saturo di gas, e quando le forze speciali sono entrate é letteralmente saltato in aria. I vicini raccontano di aver sentito tremare i letti, un boato “peggio di un terremoto”. Poi sirene, grida per la strada, gli …

É rimasto solo un cumulo di macerie, in via San Martino. Quella che fino a stanotte poteva sembrare una tranquilla strada di campagna, a Castel d’Azzano, nel veronese, ieri é diventata il teatro di una tragedia. Attorno alle tre di notte tre carabinieri sono morti in un’esplosione e altri undici sono rimasti feriti, insieme a quattro agenti della polizia. E altri sette vigili del fuoco sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti. Al momento sono tre i pazienti gravi ricoverati all’ospedale di Borgo Trento, fa sapere l’Azienda ospedaliera universitaria di Verona: due in prognosi riservata in terapia intensiva, intubati ma senza lesioni ad organi interni, il terzo – la donna che avrebbe materialmente innescato l’esplosione – al Centro grandi ustionati.

Il casolare era saturo di gas, e quando le forze speciali sono entrate é letteralmente saltato in aria. I vicini raccontano di aver sentito tremare i letti, un boato “peggio di un terremoto”. Poi sirene, grida per la strada, gli agenti che urlavano chiedendo acqua per gli intossicati.

Un piano disperato concepito da tre fratelli, agricoltori, poi fermati: Franco Ramponi, 65 anni, Dino, 63 anni e Maria Luisa, 59 anni. Erano sotto sfratto, la loro casa era andata all’asta, c’era un ipoteca. C’era già stato un primo tentativo di sgombero mesi fa. I fratelli erano saliti sul tetto, avevano minacciato di buttarsi giù “e si erano cosparsi di benzina”. Stavolta la donna si sarebbe chiusa al piano di sopra, dove l’aria era già satura di gas e quando ha sentito entrare le forze speciali avrebbe innescato l’esplosione. Ora è ricoverata in prognosi riservata, assieme a due militari.

La dinamica: ad aprire il gas sarebbe stata la donna

Il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, ha dichiarato che per i tre occupanti l’arresto è “per omicidio premeditato e si sta valutando anche il reato di strage”. “Avevo delegato la perquisizione alla ricerca di bottiglie molotov perché, grazie ai carabinieri, avevamo delle foto dalle quali si vedevano queste molotov sul tetto”, ha aggiunto. Solo qualche giorno fa, alla fine del mese di settembre, i tre avevano minacciato “il custode giudiziario che era stato delegato alla vendita dell'immobile dal giudice civile” e “uno di loro ha detto che si sarebbe fatto esplodere”.

“L’esplosione è avvenuta al secondo piano, dove si trovava la donna – dice il comandante provinciale dei carabinieri Claudio Papagno – Quando i carabinieri delle forze speciali sono saliti é avvenuta l’esplosione. Molto probabilmente lei ha acceso il gas, mentre gli altri fratelli erano già scappati in cortile. Abbiamo portato via almeno sei bombole e due molotov ancora inesplose, c’era benzina per terra. I nostri carabinieri erano ben equipaggiati avevano le tute e tutto ma è stata un’esplosione fortissima, un gesto folle”.

I vicini: “Quei tre vivevano chiusi in casa”

“Ci siamo svegliati di soprassalto e siamo scesi in strada, c’erano questi poliziotti intossicati qualcuno ha chiesto dell’acqua ma non è servita a niente poverini – racconta una vicina, Maria Pia Martini – Quei tre vivevano chiusi in casa, uscivano di notte per rubare perché non avevano più niente. Uno è scappato e l’hanno trascinato fin qui davanti a casa nostra, non riuscivano a farlo salire in macchina”.

Con immenso dolore ho appreso stamattina della tragica scomparsa di tre carabinieri, caduti in servizio questa mattina a Castel d'Azzano, travolti da un'esplosione durante un'operazione di sgombero. Desidero rendere onore alla memoria del Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, del carabiniere scelto Davide Bernardello e del brigadiere capo qualifica Speciale Valerio Daprà, che hanno sacrificato la propria vita compiendo fino all'ultimo il loro dovere al servizio del Paese. In questo momento di profonda tristezza, a nome mio personale, come ministro della Difesa, come padre e come cittadino, e a nome di ogni donna e uomo della Difesa, esprimo il più sincero e commosso cordoglio alle famiglie delle vittime, ai loro cari e a tutta l'Arma dei carabinieri", ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

I carabinieri morti prestavano servizio due a Padova e uno a Mestre. "Tutte le volte che c'è una tragedia di questo tipo, piangiamo e ci inchiniamo a queste persone che sono morte mentre facevano il loro dovere, ma purtroppo con la pazzia, così come col terrorismo e qualunque tipo di incidente, non è possibile prevenire la drammaticità di questi eventi", ha detto ancora il ministro, che ha garantito che le famiglie dei militari non saranno lasciate sole.

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