Cronaca

Castel d'Azzano, tre fratelli fanno esplodere la casa durante lo sgombero: muoiono tre carabinieri, 18 feriti. Procuratore: “Arresto per omicidio premeditato, valutiamo strage”

La palazzina, che era saturata di gas, è completamente distrutta. I responsabili del gesto già noti per episodi analoghi un anno fa

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Tre carabinieri sono morti e 18 tra militari, agenti di polizia e vigili del fuoco sono rimasti feriti in un'esplosione che si è verificata in un casolare di Castel D'Azzano, in provincia di Verona. Le forze di polizia erano intervenute per sgomberare l'abitazione, al cui interno c'erano tre persone, Franco (65 anni), Dino (63 anni) e Maria Luisa Ramponi (59 anni), quando c'è stata la deflagrazione. L'intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti.

Nello scoppio sono rimasti feriti anche 14 carabinieri, trasportati - in codice rosso, non in pericolo di vita - in quattro ospedali della zona, mentre tre agenti delle Uopi (Unità operative di pronto intervento) della polizia di Stato hanno riportato lesioni. Tre i militari rimasti illesi. Anche un vigile del fuoco è rimasto ferito. Sul posto sono state impegnate 25 unità tra squadre ordinarie, unità cinofile e nuclei Usar (Urban Search and Rescue) per la messa in sicurezza dell'area.

In totale i feriti curati nei due ospedali di Verona di Borgo Roma e Borgo Trento.

I due codici rossi fanno riferimento a Maria Luisa Ramponi, in terapia intensiva e rimasta ustionata dall'esplosione da lei stessa innescata alle 3.14 di questa notte, e a un carabiniere che partecipava alla perquisizione del casolare.

Sul luogo è arrivato anche il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, che ha dichiarato che per i tre l’arresto "è per omicidio premeditato. Stiamo valutando anche il reato di strage". "Avevo delegato la perquisizione alla ricerca di bottiglie molotov perché, grazie ai carabinieri, avevamo delle foto dalle quali si vedevano queste molotov sul tetto", ha aggiunto il procuratore. Solo qualche giorno fa, alla fine del mese di settembre, i tre avevano minacciato "il custode giudiziario che era stato delegato alla vendita dell'immobile dal giudice civile" e "uno di loro ha detto che si sarebbe fatto esplodere". "È questo il motivo per il quale era stata autorizzata la perquisizione della casa", ha affermato Tito.

Castel d'Azzano, il procuratore di Verona commosso: "Tragedia premeditata, non si può morire così"

"Seguo con partecipazione e dolore gli sviluppi di questa drammatica vicenda, che ci richiama ancora una volta al valore e al sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato e i suoi cittadini", si legge in una nota della premier, Giorgia Meloni.

"Siamo davanti ad una autentica tragedia che si concretizza con un bollettino di guerra" ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha decretato tre giorni di lutto regionale. Un'ulteriore giornata di lutto è prevista nella giornata in cui si svolgeranno i funerali. Zaia ha dato disposizione di esporre bandiere a mezz'asta in tutte le sedi istituzionali della Regione, agli uffici e alle scuole. Il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha aggiunto: “Non abbiamo così tante perditedalla strage del Pilastro e da Nassiriya. Ci sono tre morti e circa 13 feriti, è qualcosa che pesa sull'organizzazione, ma noi siamo abituati a vedere sempre avanti e a svolgere il nostro servizio nello stesso modo”.

A innescare la miccia sarebbe stata la donna, mentre i due fratelli si sarebbero trovati in una sorta di cantina e non in una stalla come si era appreso in un primo momento. Tutti e tre si erano barricati in casa. La donna e un fratello, entrambi di età intorno a 60 anni, hanno riportato ustioni e sono stati trasportati in ospedale per le cure mediche. I due sono stati fermati, mentre un terzo familiare, che si era allontanato subito dopo lo scoppio, è stato rintracciato poche ore dopo.

Dentro l’abitazione bombole e molotov

Bombole di gas e quel che resta di molotov sono state rinvenute nella casa colonica esplosa. I vigili del fuoco hanno recuperato 5 bombole che erano state collocate in più stanze della casa. E ora si trovano accatastate nel cortile. La casa era satura di gas fatto uscire, si presume, da più bombole vista la potente deflagrazione che ha fatto crollare lo stabile.

(ansa)

Le vittime

"Con immenso dolore ho appreso stamattina della tragica scomparsa di tre carabinieri, caduti in servizio questa mattina a Castel d'Azzano, travolti da un'esplosione durante un'operazione di sgombero. Desidero rendere onore alla memoria del Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, del carabiniere scelto Davide Bernardello e del brigadiere capo qualifica Speciale Valerio Daprà, che hanno sacrificato la propria vita compiendo fino all'ultimo il loro dovere al servizio del Paese. In questo momento di profonda tristezza, a nome mio personale, come ministro della Difesa, come padre e come cittadino, e a nome di ogni donna e uomo della Difesa, esprimo il più sincero e commosso cordoglio alle famiglie delle vittime, ai loro cari e a tutta l'Arma dei carabinieri", ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto. I carabinieri morti prestavano servizio due a Padova e uno a Mestre. "Tutte le volte che c'è una tragedia di questo tipo, piangiamo e ci inchiniamo a queste persone che sono morte mentre facevano il loro dovere, ma purtroppo con la pazzia, così come col terrorismo e qualunque tipo di incidente, non è possibile prevenire la drammaticità di questi eventi", ha detto ancora il ministro, che ha garantito che le famiglie dei militari non saranno lasciate sole.

La dinamica

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha spiegato in un punto stampa com’era organizzato l’intervento: “Si è trattato di un'operazione curata nel dettaglio. Ciononostante era inimmaginabile ci potesse essere un livello di aggressività di questo tipo in cui sono rimasti vittime i tre carabinieri. Un intervento molto rischioso, ma preparato benissimo. Dovremmo riflettere sul lavoro che fanno le forze di polizia troppo spesso sottovalutato", ha aggiunto.

Il vicesindaco di Castel D’Azzano ha dichiarato che gli occupanti “non volevano lasciare la casa” e che il sottotetto dell’abitazione era “saturo di gas”. "L'operazione era pianificata perché le forze speciali arrivavano da fuori provincia e quindi era già programmato anche con le ambulanze, perché si sapeva che potevano esserci dei feriti, ma mai si immaginava che avessero progettato un'esplosione del genere che è stata sentita nel raggio di 5 chilometri", ha dichiarato Antonello Panuccio, vicesindaco di Castel d'Azzano.

L'esplosione è stata innescata all'apertura della porta d'ingresso e ha investito le forze dell'ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. Lo sgombero era stato programmato da giorni dopo vari tentativi di convincere i tre fratelli a lasciare il fondo: gli occupanti più volte avevano minacciato di farsi saltare in aria. Così sono stati fatti arrivare sul posto carabinieri dei Reparti speciali e agenti dell'Uopi, specializzati in azione antiterrorismo considerato il pericolo dell'intervento.

I precedenti

I tre fratelli sono già noti per due episodi con la stessa dinamica - la casa saturata di gas - avvenuti un anno fa. I tre sono agricoltori e allevatori con problemi finanziari e ipotecari. Prima in ottobre, e poi il 24 novembre del 2024 si erano opposti all'arrivo dell'ufficiale giudiziario aprendo una bombola di gas. Franco e Maria Luisa erano anche saliti sul tetto. Sul posto erano arrivati i vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale, che dopo una mediazione avevano evitato il peggio.

I tre sostenevano di essere stati "ingannati" e che la sentenza del Tribunale che li sfrattava dal casolare era sbagliata. La vicenda nasce da un mutuo che avrebbero sottoscritto nel 2014, con l'ipoteca di campi e casa. I tre avevano però sempre sostenuto di non aver mai firmato i documenti per il prestito, e che anzi le firme erano state contraffatte. L'iter giudiziario era però arrivato fino alla decisione di esecuzione dell'esproprio.

"Sapevamo che la situazione era disastrosa Si erano cosparsi di benzina l'ultima volta. Avevano perso tutto ormai... vivevano senza corrente, senza gas, vivevano come dentro ad una grotta – ha raccontato un vicino -. Sapevamo tutti che era una situazione difficile, e già in 4-5 occasioni avevano preannunciato il peggio. Ora che gli avevano pignorato tutto dicevano: piuttosto che lasciare casa ci facciamo saltare in aria".

Le testimonianze

Il boato "tremendo", lo scoppio, l'onda d'urto. Chi era a Castel d'Azzano, quando è esploso il casolare, parla di uno scenario da guerra. "Nessuno si è fermato, ci siamo tutti buttati di corsa a cercare chi era sotto le macerie, c'era gente che non si rendeva conto di essere ferita, che stava sanguinando - racconta un esponente delle forze dell'ordine che era presente al momento dell'esplosione -. Toglievamo le macerie con le mani, cercavamo i colleghi". I reparti tattici sono entrati nella struttura dopo aver rotto tutte le finestre, nel tentativo di scongiurare l'esplosione che, però, è avvenuta al piano di sopra. "Le finestre erano state rotte - prosegue il racconto - io ero là quando i militari dei reparti tattici sono entrati e c'è stato il botto".

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