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Flotilla, Scotto ascoltato dai pm. “Sequestrati illegalmente. Fiducia nella magistratura”

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Il deputato dem ha parlato per oltre un’ora con i pm Stefano Opilio e Lucia Lotti della procura di Roma. Inizia l’attività investigativa dopo gli esposti di parlamentari e attivisti
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Non un fascicolo destinato a rimanere abbandonato sulla scrivania dei pm o in qualche schedario, ma un’indagine che già ha cominciato a camminare. Con l’audizione di Arturo Scotto, deputato dem imbarcato sulla Karma di Arci durante la missione della Global Sumud flotilla, è iniziata la raccolta delle testimonianze di parlamentari e attivisti attaccati dall’esercito israeliano in acque internazionali, portati contro la propria volontà ad Ashdod e lì trattenuti da 36 ore a quasi quattro giorni.

Il racconto

“Ho raccontato quello che è successo, come ho già fatto pubblicamente – spiega al termine dell’audizione il parlamentare dem - Abbiamo subito prima un attacco con droni e poi siamo stati sequestrati in acque internazionali con un atto che reputiamo illegale, abbiamo subito una detenzione senza che venissero formalizzate accuse”. E soprattutto, anche se questo il deputato non lo dice, senza che venissero rispettate le garanzie che il passaporto diplomatico concede. Ma non ha dubbi che …

Non un fascicolo destinato a rimanere abbandonato sulla scrivania dei pm o in qualche schedario, ma un’indagine che già ha cominciato a camminare. Con l’audizione di Arturo Scotto, deputato dem imbarcato sulla Karma di Arci durante la missione della Global Sumud flotilla, è iniziata la raccolta delle testimonianze di parlamentari e attivisti attaccati dall’esercito israeliano in acque internazionali, portati contro la propria volontà ad Ashdod e lì trattenuti da 36 ore a quasi quattro giorni.

Il racconto

“Ho raccontato quello che è successo, come ho già fatto pubblicamente – spiega al termine dell’audizione il parlamentare dem - Abbiamo subito prima un attacco con droni e poi siamo stati sequestrati in acque internazionali con un atto che reputiamo illegale, abbiamo subito una detenzione senza che venissero formalizzate accuse”. E soprattutto, anche se questo il deputato non lo dice, senza che venissero rispettate le garanzie che il passaporto diplomatico concede. Ma non ha dubbi che i militari israeliani fossero perfettamente consapevoli dello status suo e degli altri tre parlamentari: “Non siamo stati ammanettati con le fascette o bendati, gli altri sono stati trattati molto peggio”, spiega Scotto.

L’indagine

L’audizione di fronte ai pm Stefano Opilio e Lucia Lotti, durata circa un’ora e mezza, ha riguardato anche il furto degli effetti personali che il parlamentare e gli altri avevano a bordo. “Ci sono stati sequestrati dei beni, come la nostra imbarcazione e il mio cellulare con dati sensibili che è ancora, probabilmente, nelle mani di Israele”. È la prima attività investigativa nota di un’inchiesta che promette di essere lunga e complessa.

I pm hanno chiamato il primo firmatario di solo uno degli esposti presentati singolarmente o collettivamente alla procura di Roma, diretta da Francesco Lo Voi, insieme a innumerevoli denunce di furto. Come persone informate sui fatti dovranno essere sentiti i denuncianti, dovranno essere acquisiti i referti di chi abbia subito violenze e si sia fatto visitare dopo il rientro in Italia, dovrà essere analizzato il materiale video o audio che i singoli partecipanti o gli equipaggi di terra della flotilla siano riusciti a inviare in Italia prima che i device venissero sequestrati.

Al termine delle audizioni sarà più chiaro il novero dei reati, che potrebbero aumentare rispetto ai due – sequestro di persona e tentato da naufragio – per i quali al momento si procede. Tutta da determinare – e non sarà semplice – la competenza a giudicare sui singoli episodi di reato. Le singole posizioni dei denuncianti sono eterogenee, come gli status, non tutte le barche su cui erano imbarcati battevano bandiera italiana, sebbene italiana fosse la società armatrice. Un groviglio tecnico che adesso toccherà ai pm districare.

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