Quando dice — e lo dice un Papa, e lo dice scandendo le parole — che «la terra, la casa e il lavoro sono diritti sacri», nell’aula delle udienza esplode un applauso, un’ovazione. C’è l’emozione per la benedizione di una lotta faticosa, e si sciolgono mesi di un sospetto non detto, che cioè con la fine dell’era Bergoglio si fosse chiuso anche uno spazio nella Chiesa cattolica. E invece. Leone XIV ha ricevuto i movimenti popolari internazionali, e ha tuonato contro le nuove diseguaglianze sociali, le politiche che trattano i migranti come «spazzatura», le speculazioni dell’industria farmaceutica, i colpi di Stato per mettere le mani sulle materie prime. Un discorso radicale, in senso evangelico ovviamente.
Da Bergolio a Prevost
I movimenti popolari sono un’invenzione di Bergoglio all’epoca in cui era arcivescovo di Buenos Aires, città popolata in periferia di campesinos, contadini senza terra, cartoneros che raccolgono cartoni o bottiglie, emarginati di un’economia senza rappresentanza …
Quando dice — e lo dice un Papa, e lo dice scandendo le parole — che «la terra, la casa e il lavoro sono diritti sacri», nell’aula delle udienza esplode un applauso, un’ovazione. C’è l’emozione per la benedizione di una lotta faticosa, e si sciolgono mesi di un sospetto non detto, che cioè con la fine dell’era Bergoglio si fosse chiuso anche uno spazio nella Chiesa cattolica. E invece. Leone XIV ha ricevuto i movimenti popolari internazionali, e ha tuonato contro le nuove diseguaglianze sociali, le politiche che trattano i migranti come «spazzatura», le speculazioni dell’industria farmaceutica, i colpi di Stato per mettere le mani sulle materie prime. Un discorso radicale, in senso evangelico ovviamente.
Da Bergolio a Prevost
I movimenti popolari sono un’invenzione di Bergoglio all’epoca in cui era arcivescovo di Buenos Aires, città popolata in periferia di campesinos, contadini senza terra, cartoneros che raccolgono cartoni o bottiglie, emarginati di un’economia senza rappresentanza politica o sindacale. Eletto Papa li invitò a Roma: sbarcarono tra il soprassalto di non pochi monsignori di Curia, in Vaticano spuntò anche il Leoncavallo, Bergoglio nel corso degli anni li ha arringati e incoraggiati: «Dicono che sono comunista, ma è il Vangelo».
Reali e diseredati
Il nuovo Papa “americano” avrebbe interrotto o ripreso la consuetudine? Li ha citati nella sua prima esortazione apostolica dedicata all’amore per i poveri, ieri l’udienza. La mattina i reali inglesi, il pomeriggio i rappresentanti dei diseredati.
Americano, del sud
C’è il cappellano di Mediterranea Saving Humans don Mattia Ferrari, c’è il cardinale Michael Czerny, “padrecito” dei movimenti popolari, il Papa ricorda che sono arrivati camminando insieme «da un centro sociale — Spin Time — al Vaticano»: nuova ovazione. Robert Francis Prevost è americano, sì, ma del Sud, come diceva Bergoglio. «Come vescovo in Perù», ricorda, «sono felice di aver sperimentato una Chiesa che accompagna le persone nei loro dolori, nelle loro gioie, nelle loro lotte e nelle loro speranze». Per il nome si è ispirato a Leone XIII, il Pontefice che a fine Ottocento, in piena rivoluzione industriale, scrisse l’enciclica Rerum Novarum, e oggi «ci sono certamente “cose nuove” nel mondo, ma in genere adottiamo uno “sguardo dal centro” e ci riferiamo a cose come l’intelligenza artificiale o la robotica: oggi vorrei guardare alle “cose nuove” con voi, partendo dalla periferia», dice il Papa.
Ricchissimi e poverissimi
Leone parla di crisi climatica, «chi ne soffre di più? Sempre i più poveri», si scaglia contro il gioco d’azzardo digitale, ricorda che «i telefoni cellulari, i social network e persino l’intelligenza artificiale sono alla portata di milioni di persone, compresi i poveri», ma le persone sono «private di ciò che è necessario e sommerse da ciò che è accessorio», e «non avendo al centro la dignità umana, il sistema fallisce anche nella giustizia». Ha già preso di mira i trilioni di Elon Musk, ora insiste: «Il divario tra una minoranza — l’1% della popolazione — e la stragrande maggioranza si è ampliato in modo drammatico». Entra nei dettagli tecnici, parla delle «ambiguità» dell’industria farmaceutica, della diffusione a scopo di profitto del fentanyl, che negli Stati Uniti è «la seconda causa di morte tra i poveri». Dice chiaro e tondo che si promuovono «colpi di Stato e altre forme di destabilizzazione politica» nei paesi poveri per mettere le mani sul litio.
Migranti negli Usa e in Italia
Sui migranti è durissimo: «Con l’abuso dei migranti vulnerabili, non assistiamo al legittimo esercizio della sovranità nazionale, ma piuttosto a gravi crimini commessi o tollerati dallo Stato. Si stanno adottando misure sempre più disumane — persino politicamente celebrate — per trattare questi “indesiderabili” come se fossero spazzatura e non esseri umani». Si rivolge a Trump? Parla il Papa nato a Chicago? «È nato in questo mondo», risponde a Repubblica il cardinale Czerny, «purtroppo questo è vero di molti posti in questo mondo, Italia compresa».
Brogliaccio di enciclica
Non è un’enciclica, ma ne potrebbe rappresentare il brogliaccio. «Come la Chiesa ha accompagnato la formazione dei sindacati in passato, oggi dobbiamo accompagnare i movimenti popolari», spiega. Chissà, dice, «se i semi dell’amore, che voi seminate, potranno crescere in un mondo più umano per tutti e aiutare a gestire meglio le “cose nuove”. La Chiesa, e io — precisa — vogliamo esservi vicini in questo cammino».