Ne è passato di tempo da quel dicembre del 1960, quando Giovanni XXIII ricevette l’arcivescovo di Canterbury Geoffrey Fisher, la prima volta dalla riforma anglicana, e tale fu lo sconcerto in Curia per un gesto così pericolosamente ecumenico che l’Osservatore Romano non mandò un fotografo, quasi che non immortalando l’evento potesse non esistere — e infatti di quell’incontro non c’è traccia fotog…