Corse clandestine in mezzo al traffico, così Roma diventa un circuito
di Alessandra ZinitiIl piede a tavoletta sull’acceleratore, la lancetta del tachimetro che raggiunge i 150, due auto di grossa cilindrata, forse anche tre (ma non quella di Beatrice Bellucci e della sua amica) che si inseguono superando a destra e a sinistra le altre macchine che, alle 22 di venerdì sera, si ritrovano ignare in uno dei circuiti preferiti da chi si gioca la vita per qualche centinaio di euro.
In attesa che le immagini estrapolate dalle telecamere della Cristoforo Colombo e dai T-red (quelle dei semafori) precedenti al luogo dell’impatto confermino quello che è più di un sospetto di chi indaga, sono le testimonianze incrociate di chi era lì e l’ha scampata bella ad avvalorare la tesi che quella Bmw che ha “agganciato” da dietro la Mini Cooper sulla quale viaggiavano le due ragazze stava partecipando a una corsa clandestina.
Arrivavano da Anzio i due ventenni sulla Bmw e la “gara” con gli altri che non si sa ancora quanti fossero, da due a quattro – secondo una prima ricostruzione tutta d…
Il piede a tavoletta sull’acceleratore, la lancetta del tachimetro che raggiunge i 150, due auto di grossa cilindrata, forse anche tre (ma non quella di Beatrice Bellucci e della sua amica) che si inseguono superando a destra e a sinistra le altre macchine che, alle 22 di venerdì sera, si ritrovano ignare in uno dei circuiti preferiti da chi si gioca la vita per qualche centinaio di euro.
In attesa che le immagini estrapolate dalle telecamere della Cristoforo Colombo e dai T-red (quelle dei semafori) precedenti al luogo dell’impatto confermino quello che è più di un sospetto di chi indaga, sono le testimonianze incrociate di chi era lì e l’ha scampata bella ad avvalorare la tesi che quella Bmw che ha “agganciato” da dietro la Mini Cooper sulla quale viaggiavano le due ragazze stava partecipando a una corsa clandestina.
Arrivavano da Anzio i due ventenni sulla Bmw e la “gara” con gli altri che non si sa ancora quanti fossero, da due a quattro – secondo una prima ricostruzione tutta da confermare – era iniziata assai prima, almeno dall’obelisco dell’Eur: cinque chilometri, su quello che è uno dei circuiti più battuti delle corse clandestine. «Io c’ero - ha raccontato agli investigatori un giovane motociclista – e se non mi fossi fermato al semaforo forse sarei rimasto coinvolto pure io. Due macchine, quella che poi ha cappottato sullo spartitraffico e un’altra, mi sembrava fosse una Bmw grigio scura o nera, mi sono sfrecciate accanto, una a destra e una a sinistra, come fulmini. Andavano almeno a 150 all’ora. La Mini Cooper si è ritrovata in mezzo. Era evidente che si inseguivano. E infatti la macchina scura è volata via senza fermarsi».
Una scommessa o una sfida sui social?
Una corsa per scommessa? Una sfida lanciata su TikTok o sui gruppi chiusi di Telegram? O una bravata di giovanissimi che dalla provincia planano su Roma nel weekend?
Tutto sembra far propendere per l’ipotesi delle corse clandestine anche se l’ora (erano appena le 22 di venerdì) solleva non pochi dubbi in chi indaga visto che questo tipo di gare avvengono di solito a notte fonda quando le strade sono libere dal traffico e gli improvvisi assembramenti di decine di giovani a bordo “pista” passano più inosservati ai pattugliamenti delle forze dell’ordine. Tranne che ai residenti delle zone di Roma e dintorni che ormai da anni sono state scelte come circuito sempre più disseminato di lapidi di giovani vite infrante.
Il listino delle puntate
Da cento fino a cinquemila euro in una sera, dipende dal rischio che la tipologia di gara porta con sé: velocità oltre i duecento chilometri all’ora, sorpassi ciechi in strade con linea continua, numero delle auto partecipanti. C’è una sorta di listino delle scommesse sulle corse clandestine che gli investigatori che da anni cercano di intercettare e porre un freno al fenomeno stanno ricostruendo. E attorno, ovviamente, le quote di chi punta sui contendenti, con dirette TikTok seguite da decine di migliaia di spettatori e video condivisi il giorno dopo. Ed è anche dall’analisi dei social che si spera di trovare quanto può portare all’identificazione di chi venerdì sera partecipava a quella corsa ed è fuggito.
La mappa dei circuiti in piena città
È una mappa purtroppo nota da molto tempo quella dei circuiti sui quali nella notte giovani e giovanissimi mettono in palio le loro vite per qualche centinaio di euro: corse in auto, moto e minicar, quasi sempre con motori modificati, al volante ragazzi impasticcati e con un alto tasso alcolico nel sangue per attutire la paura. Da Centocelle a Ostia a Fiumicino, dall’Anagnina e Togliatti a via del Ponte delle Sette miglia alla Romanina: nei parcheggi e nei pressi dei centri commerciali, sulla via del Mare e sul raccordo anulare. Con centinaia di giovani che, soprattutto nel weekend, arrivano dai centri della provincia per sfidarsi.
Ma anche nel cuore di Roma, con circuiti (questi soprattutto per moto e minicar truccate guidate da minorenni) sul lungotevere e a Ponte Milvio tra piazzale Maresciallo Giardino e la circonvallazione Clodia. Punti di ritrovo noti alle forze dell’ordine che, in piena notte, vedono arrivare decine di moto e di appassionati di “tuning”, che con il rombo degli acceleratori e il frastuono di impianti audio potentissimi salutano gli sfidanti al nastro di partenza. Un fenomeno che, nonostante le denunce di comitati di residenti e gli occasionali interventi delle forze dell’ordine, nessuno sembra in grado di fermare. In una città che, dall’inizio dell’anno (al netto delle corse clandestine) ha già contato più di 22mila incidenti stradali e 94 vittime.