Il Papa: “La Chiesa educhi alla pace e alla giustizia ambientale, la persona prima dell’algoritmo”
di Iacopo ScaramuzziL’educazione cattolica “deve unire giustizia sociale e giustizia ambientale, promuovere sobrietà e stili di vita sostenibili” e si deve impegnare per una “pace disarmata e disarmante”: lo scrive papa Leone XIV in una lettera apostolica sull’educazione nella quale insiste sul fatto che nell’attuale “ambiente educativo complesso, frammentato, digitalizzato” bisogna mettere “la persona prima dell’algoritmo”.
Il Giubileo dell’educazione
Robert Francis Prevost ha firmato lunedì sera a San Pietro, all’inizio della messa con gli studenti delle università pontificie per il Giubileo dell’educazione, la lettera apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza”. Accanto a lui il cardinale José Tolentino de Mendonca, ministro della Cultura della Santa Sede. L’occasione è il sessantesimo anniversario della dichiarazione Gravissimum educationis del Concilio vaticano II.
Tre priorità
Il Papa indica tre priorità: “La prima riguarda la vita interiore: i giovani chiedono profondità; servono spazi di silen…
L’educazione cattolica “deve unire giustizia sociale e giustizia ambientale, promuovere sobrietà e stili di vita sostenibili” e si deve impegnare per una “pace disarmata e disarmante”: lo scrive papa Leone XIV in una lettera apostolica sull’educazione nella quale insiste sul fatto che nell’attuale “ambiente educativo complesso, frammentato, digitalizzato” bisogna mettere “la persona prima dell’algoritmo”.
Il Giubileo dell’educazione
Robert Francis Prevost ha firmato lunedì sera a San Pietro, all’inizio della messa con gli studenti delle università pontificie per il Giubileo dell’educazione, la lettera apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza”. Accanto a lui il cardinale José Tolentino de Mendonca, ministro della Cultura della Santa Sede. L’occasione è il sessantesimo anniversario della dichiarazione Gravissimum educationis del Concilio vaticano II.
Tre priorità
Il Papa indica tre priorità: “La prima riguarda la vita interiore: i giovani chiedono profondità; servono spazi di silenzio, discernimento, dialogo con la coscienza e con Dio. La seconda riguarda il digitale umano: formiamo all’uso sapiente delle tecnologie e dell’IA, mettendo la persona prima dell’algoritmo e armonizzando intelligenze tecnica, emotiva, sociale, spirituale ed ecologica. La terza riguarda la pace disarmata e disarmante: educhiamo a linguaggi non violenti, riconciliazione, ponti e non muri; ‘Beati gli operatori di pace’ diventi metodo e contenuto dell’apprendere”. Scrive Leone: “Chiedo alle comunità educative: disarmate le parole, alzate lo sguardo, custodite il cuore”.
No alla “tecnofobia”
Il documento conciliare “mette in guardia da ogni riduzione dell’educazione a addestramento funzionale o strumento economico: una persona non è un “profilo di competenze”, non si riduce a un algoritmo previsibile, ma un volto, una storia, una vocazione”, scrive Leone. Bisogna “rafforzare la formazione dei docenti anche sul piano digitale; valorizzare la didattica attiva; promuovere service-learning e cittadinanza responsabile; evitare ogni tecnofobia”, ma “nessun algoritmo potrà sostituire ciò che rende umana l’educazione: poesia, ironia, amore, arte, immaginazione, la gioia della scoperta e perfino, l’educazione all’errore come occasione di crescita”, scrive Leone.
Intelligenza artificiale e dignità
Il punto decisivo, scrive il Papa, “non è la tecnologia, ma l’uso che ne facciamo. L’intelligenza artificiale e gli ambienti digitali vanno orientati alla tutela della dignità, della giustizia e del lavoro; vanno governati con criteri di etica pubblica e partecipazione; vanno accompagnati da una riflessione teologica e filosofica all’altezza”.
La “giustizia ambientale”
“Dimenticare la nostra comune umanità ha generato fratture e violenze; e quando la terra soffre, i poveri soffrono di più”, scrive il Papa in un passaggio del documento. “L’educazione cattolica non può tacere: deve unire giustizia sociale e giustizia ambientale, promuovere sobrietà e stili di vita sostenibili, formare coscienze capaci di scegliere non solo il conveniente ma il giusto. Ogni piccolo gesto — evitare sprechi, scegliere con responsabilità, difendere il bene comune — è alfabetizzazione culturale e morale”.