Stefano Farronato, Alessandro Caputo, Paolo Cocco, Marco Di Marcello e Markus Kirchler sono i cinque italiani che hanno perso la vita sotto la valanga in Nepal. Ognuno di loro aveva una professione, una famiglia, età differenti, ma un’unica grande passione: la montagna.
Stefano Farronato, lo scalatore di alberi
Aveva dedicato la vita all'esplorazione estrema Stefano Farronato, uno degli alpinisti italiani morti in Nepal. L'arboricoltore bassanese, assieme ai compagni di cordata - l'alpinista Valter Perlino e il maestro di sci Alessandro Caputo – aveva deciso di affrontare in Nepal la scalata con gli sci del Panbari Himal, tra le montagne più difficili dell'Himalaya nepalese, al confine tra i distretti nepalesi di Gorkha e Manang. Il capocordata, che si trovava al campo base, è stato salvato domenica da un elicottero. A lungo territorio inesplorato e chiuso agli stranieri, il Panbari Himal venne scalato nel 2006 grazie a una spedizione francese. Per Farronato si trattava della sua 18esima spedizione, dopo quelle in giro per il mondo tra Ecuador, Patagonia, Groenlandia e Mongolia, tra le altre destinazioni. Farronato era partito il 7 ottobre scorso con Perlino e Caputo, per il progetto 'Panbari Q7' e il team aveva raccontato dell'impresa dicendo di affrontare questa sfida "con grande rispetto per la montagna e per la cultura nepalese" come racconta Bassanonet. Il Panbari "rappresenta un obiettivo di valore e per noi un'occasione di misurarci con l'imprevisto e con i limiti personali, nel solco di un alpinismo che ama la scoperta e l'essenzialità" avevano spiegato.
Alla vigilia della partenza, Farronato, ribattezzato 'lo scalatore di alberi' che amava definire "la mia meravigliosa priorità" aveva ammesso: "È la mia diciottesima spedizione ma ogni volta è come fosse la prima. Non si tratta solo di una scalata, ma di un viaggio dentro sé stessi, un confronto diretto con i propri limiti e con l'imprevedibilità della natura. Davanti alla grandezza delle montagne himalayane ci si sente piccoli, eppure è proprio lì che si ritrova l'essenza dell'esplorazione: il silenzio, la fatica, la meraviglia di un mondo incontaminato. È questo che mi spinge a partire: la possibilità di andare oltre, fuori e dentro di me". Farronato era originario di Bassano del Grappa, ed era il titolare di Aforest, un'azienda di arboricoltura con sede a Cassola (Vicenza).
Alessandro Caputo: il più giovane
Alessandro Caputo, giovane milanese di 28 anni, era uno studente di Giurisprudenza in Statale e maestro di sci della Schweizer Skischule di Saint Moritz, in Svizzera. Era il più giovane dei tre partecipanti alla spedizione Panbari Q7. “È una montagna un po’ ‘fuori categoria’: non abbastanza per i 7000, troppo per i 6000. Un ‘quasi settemila’ che noi abbiamo deciso di chiamare Q7”, scrivevano in uno dei post su Instagram che hanno accompagnato la loro avventura fino a una settimana fa.
Paolo Cocco: il fotografo
Paolo Cocco, 41 anni, fotografo ed ex vicesindaco di Fara San Martino è tra le vittime della valanga. La conferma è arrivata dal sindaco di Fara San Martino che aveva sperato con tutte le forze in un altro epilogo, assieme a tutta la comunità. "Paolo è stato ritrovato senza vita. Era un ragazzo straordinario, un amico, una persona generosa e piena di vita. Tutta la comunità è sconvolta. Siamo vicini alla famiglia e continuiamo a sperare per Marco", ha detto.
Marco Di Marcello: il biologo
Con Paolo Cocco c'era anche Marco Di Marcello, guida e biologo 37enne di Teramo che viveva in Canada. Cocco e Di Marcello prima di partire per la spedizione hanno registrato un video dove annunciavano la loro impresa: "Ciao a tutti! Siamo Marco Di Marcello e Paolo Cocco, e oggi, 27 ottobre alle 5.40 del mattino, vi stiamo mandando questo messaggio da Kathmandu. Siamo pronti a partire per la via delle montagne, con l'obiettivo di tentare la prima salita italiana al Dolma Khang, nel Parco Nazionale del Gaurishankar, nella valle della Rolwaling. Questo parco nazionale è praticamente adiacente a quello dell'Everest. Da oggi e per una settimana - dicono - ci avvicineremo alla zona, ci acclimateremo, e la settimana successiva tenteremo di salire la vetta. Speriamo di riuscirci intorno al 9-10 novembre, ma ovviamente dipenderà dalle condizioni meteorologiche. Vogliamo ringraziare tutti, in particolare il presidente nazionale Michele Paternoster, il presidente della sezione di Teramo, e il sostituto commissario Giuseppe Calandrini. Tutto ciò lo facciamo per mio padre, Francesco Di Marcello, ex sostituto commissario della polizia stradale di Teramo, in quiescenza da più di quarant'anni, e membro Anps (Associazione nazionale Polizia di Statì, ndr). Un abbraccio a tutti e grazie mille! A breve notizie".
Markus Kirchler
C'è anche un alpinista altoatesino di San Genesio (Bolzano), Markus Kirchler, di 30 anni, tra le vittime della valanga. Secondo il sito del The Himalayan Times, l'alpinista tedesco Jakob Schreiber e l'italiano Kirchler "facevano parte di una spedizione separata organizzata da Wilderness Outdoors".