✕

Il Papa restituisce ai nativi canadesi 62 artefatti conservati ai Musei vaticani

(ansa)

Ascolta l'audio

Francesco viaggio nell’estremo nord del Canada per chiedere perdono per le conversioni forzate e gli abusi nelle scuole residenziali cattoliche. Ora il “dono” di Leone come indennizzo simbolico. Tra i reperti un kayak, una maschera e una cintura per bambini
2 minuti di lettura

Un antico kayak, una maschera, un paio di mocassini e un paio di guanti ricamati, incisioni su corteccia di betulla, una cintura per bambini, una scultura in avorio e pelle di foca. Con un gesto che ha il valore dell’indennizzo simbolico rispetto all’epoca nella quale furono convertiti a forza papa Leone XIV ha restituito alle popolazioni indigene del Canada alcuni artefatti che i missionari cattolici avevano portato un secolo fa nei Musei vaticani.

Il viaggio di Francesco

Quella di riappropriarsi di questi oggetti conservati in Vaticano era una storica richiesta delle comunità di Inuit, Metis e Prime nazioni, ed è stata ribadita dalle delegazioni di nativi canadesi che hanno incontrato papa Francesco sia a Roma, a marzo del 2022, quanto in Canada, l’estate successiva, quando Bergoglio si recò in Canada per un “viaggio penitenziale” durante il quale, già in sedia a rotelle, raggiunge l’estremo nord del paese. Nel corso degli anni sono infatti emerse differenti testimonianze di convers…

Un antico kayak, una maschera, un paio di mocassini e un paio di guanti ricamati, incisioni su corteccia di betulla, una cintura per bambini, una scultura in avorio e pelle di foca. Con un gesto che ha il valore dell’indennizzo simbolico rispetto all’epoca nella quale furono convertiti a forza papa Leone XIV ha restituito alle popolazioni indigene del Canada alcuni artefatti che i missionari cattolici avevano portato un secolo fa nei Musei vaticani.

Il viaggio di Francesco

Quella di riappropriarsi di questi oggetti conservati in Vaticano era una storica richiesta delle comunità di Inuit, Metis e Prime nazioni, ed è stata ribadita dalle delegazioni di nativi canadesi che hanno incontrato papa Francesco sia a Roma, a marzo del 2022, quanto in Canada, l’estate successiva, quando Bergoglio si recò in Canada per un “viaggio penitenziale” durante il quale, già in sedia a rotelle, raggiunge l’estremo nord del paese. Nel corso degli anni sono infatti emerse differenti testimonianze di conversioni forzate e abusi subiti dai bambini delle popolazioni indigene canadesi avvenute nelle scuole residenziali cattoliche – parte di una più ampia politica di assimilazione dei nativi canadesi – con tanto di un controverso ritrovamento di cadaveri accanto a un istituto scolastico religioso. Nel 2023 la Santa Sede ha ufficialmente revocato la “Dottrina della Scoperta”, la bolla papale del XV secolo che aveva giustificato la conquista coloniale dei territori indigeni.

(reuters)

“Segno di dialogo, rispetto e fraternità”

Ora l’impegno che già Francesco aveva preso è giunto a maturazione con Leone. Ieri mattina il Papa ha ricevuto in udienza i vertici della conferenza episcopale canadese e “durante l’udienza, il Sommo Pontefice ha donato alla Conferenza Episcopale del Canada sessantadue artefatti appartenenti alle collezioni etnologiche dei Musei Vaticani”, ha reso noto un comunicato congiunto. “A conclusione del cammino avviato da Papa Francesco, tramite il Viaggio Apostolico in Canada del 2022, le diverse udienze con le comunità indigene e la pubblicazione della Dichiarazione sulla Doctrine of Discovery del 2023, il Santo Padre Leone XIV ha voluto che questo dono rappresentasse un segno concreto di dialogo, rispetto e fraternità”.

Dono o restituzione

Il comunicato usa un linguaggio limato nei dettagli e usa la parola “dono” e non “restituzione”: è, questa, una scelta lessicale che corrisponde a una precisa esigenza giuridica. Quando infatti la Santa Sede consegna degli artefatti rivendicati da altri – è già avvenuto, ad esempio, con tre frammenti del Partenone alla Grecia – evita di creare un precedente giuridicamente vincolante nella restituzione di oggetti d’arte giunti a Roma nel corso di vicende storiche spesso complesse e lontane nel tempo.

Dai missionari al museo

I sessantadue artefatti, ricorda la nota di Vaticano e conferenza episcopale canadese, sono parte del patrimonio pervenuto in occasione della Esposizione Missionaria Vaticana del 1925, promossa da Papa Pio XI durante l’Anno Santo, per testimoniare la fede e la ricchezza culturale dei popoli. Inviati a Roma dai Missionari Cattolici tra il 1923 e il 1925, tali artefatti confluirono successivamente nel Museo Missionario Etnologico Lateranense, divenuto poi Museo Etnologico Anima Mundi dei Musei Vaticani. Ora “tali artefatti, accompagnati dalle informazioni in possesso dei Musei Vaticani, che ne attestano la provenienza e le circostanze del trasferimento a Roma per l’Esposizione del 1925, sono stati consegnati alla Conferenza Episcopale del Canada, che, in spirito di leale cooperazione e di dialogo con la Direzione dei Beni Culturali dello Stato della Città del Vaticano, si è impegnata affinché essi siano adeguatamente custoditi, valorizzati e conservati”.

“Una giornata storica”

L’ambasciatrice canadese presso la Santa Sede, Joyce Napier, ha definito quella di ieri una “giornata storica”. Parlando con la Canadian Broadcasting Corporation (Cbc) la diplomatica ha spiegato che "ci sono stati molti colloqui con il Vaticano e la conferenza episcopale canadese, ed era chiaro che il Vaticano desiderava restituire gli oggetti", con la malattia e la morte di Papa Francesco che, ha spiegato, hanno temporaneamente rallentato i negoziati. Napier ha affermato che i beni saranno imballati in casse e trasportati a Montreal via Francoforte con un volo Air Canada in arrivo il 6 dicembre. Da lì, saranno spediti al Museo Canadese di Storia di Gatineau, in Quebec, dove gli esperti ne valuteranno le condizioni, ne confermeranno l'origine e collaboreranno con i rappresentanti indigeni per decidere dove dovranno essere destinati. Anche la Ministra degli Esteri canadese Anita Anand ha accolto con favore la decisione. “Si tratta di un passo importante che onora il variegato patrimonio culturale dei popoli indigeni”, ha scritto su X, “e sostiene gli sforzi in corso per la verità, la giustizia e la riconciliazione”.

Leggi i commenti