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Cade dalle scale di Trinità dei Monti, la Cassazione: “Nessun risarcimento, doveva stare attenta”

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Decisione della Cassazione: “È un bene monumentale e noto per la sua irregolarità”
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Nessun risarcimento per chi si ferisce attraversando un monumento storico all’aperto. Lo dice la Cassazione - terza sezione civile - rigettando il ricorso di una signora contro il Comune di Roma. La donna è caduta nel luglio del 2014 sulla scalinata di Trinità dei Monti. Si è fratturata braccio, spalla, ginocchio, e ha subito due interventi. Per i giudici è colpa sua, doveva essere cauta e “adottare le cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze”.

Oltretutto, ricordano i giudici, davanti a lei non c’era nessuno che le oscurasse la vista. Perché, come ha dichiarato la donna, stava scendendo le scale in una parte dove non c’erano altre persone davanti a lei. La richiesta di risarcimento di 130mila euro non è mai stata accolta in nessun g…

Nessun risarcimento per chi si ferisce attraversando un monumento storico all’aperto. Lo dice la Cassazione - terza sezione civile - rigettando il ricorso di una signora contro il Comune di Roma. La donna è caduta nel luglio del 2014 sulla scalinata di Trinità dei Monti. Si è fratturata braccio, spalla, ginocchio, e ha subito due interventi. Per i giudici è colpa sua, doveva essere cauta e “adottare le cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze”.

Oltretutto, ricordano i giudici, davanti a lei non c’era nessuno che le oscurasse la vista. Perché, come ha dichiarato la donna, stava scendendo le scale in una parte dove non c’erano altre persone davanti a lei. La richiesta di risarcimento di 130mila euro non è mai stata accolta in nessun grado di giudizio e adesso la malcapitata dovrà sborsare circa 10mila euro per le spese di giudizio sostenute dal Comune. La Corte ha anche aggiunto che si tratta di un caso fortuito “trattandosi di un bene monumentale antico e noto per la propria irregolarità”.

Questo significa che l’unico responsabile, anche se il pavimento di un monumento che si trova esposto alle intemperie non è in ottime condizioni, è chi lo attraversa. Quel giorno il tempo era buono, la donna portava ai piedi scarpe comode, come lei ha ammesso. “La mia assistita – spiega il suo avvocato – ad oggi non ha recuperato tutta la funzionalità del braccio sinistro. Le è stato contestato anche di non avere prodotto le fotografie del luogo esatto in cui era caduta. Ma lei era svenuta e poi è stata portata via dall’ambulanza. Noi abbiamo consegnato le foto scattate giorni dopo”.

Sul punto la Cassazione è chiara: “Una caduta su di una scala” non può equivalere a quella di una caduta “a causa della scala” se non si somministrano al giudice elementi certi e affidabili sulle complessive condizioni della stessa nel punto esatto della caduta”. Il legale, durante i processi, negli anni aveva anche allegato un articolo di giornale che dimostrava l’inizio dei lavori sulla scalinata storica nel 2015 che, come dichiarava un tecnico, erano stati decisi anche per motivi di sicurezza.

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