Educazione sessuale, sì della Camera al consenso dei genitori. Flash mob delle opposizioni
di Viola GiannoliPer la Camera dei deputati l’educazione sessuale si può fare alle scuole medie e alle superiori solo per quegli alunni che avranno l'ok dei genitori. L’Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura il cosiddetto ddl Valditara sul consenso informato con 151 voti a favore e 113 contrari e 1 astenuto.
Restano escluse dalle attività di educazione sessuo-affettiva le scuole materne e le elementari. «Fatto salvo, specifica sempre il ddl e il ministro dell’Istruzione – quanto previsto dalle indicazioni nazionali», cioè dai programmi scolastici che però prevedono solo nozioni di biologia e clinica sull’anatomia dei corpi, le differenze biologiche tra uomo e donna, le funzioni riproduttive e le malattie sessualmente trasmissibili. Un richiamo al «rispetto» e all’«empatia» è invece contenuto nelle linee guida sull’educazione civica.
Si chiude, insomma, con piccole modifiche il primo percorso del disegno di legge che dovrà ora passare al Senato. Considerando gli impegni di Palazzo Madama su…
Per la Camera dei deputati l’educazione sessuale si può fare alle scuole medie e alle superiori solo per quegli alunni che avranno l'ok dei genitori. L’Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura il cosiddetto ddl Valditara sul consenso informato con 151 voti a favore e 113 contrari e 1 astenuto.
Restano escluse dalle attività di educazione sessuo-affettiva le scuole materne e le elementari. «Fatto salvo, specifica sempre il ddl e il ministro dell’Istruzione – quanto previsto dalle indicazioni nazionali», cioè dai programmi scolastici che però prevedono solo nozioni di biologia e clinica sull’anatomia dei corpi, le differenze biologiche tra uomo e donna, le funzioni riproduttive e le malattie sessualmente trasmissibili. Un richiamo al «rispetto» e all’«empatia» è invece contenuto nelle linee guida sull’educazione civica.
Si chiude, insomma, con piccole modifiche il primo percorso del disegno di legge che dovrà ora passare al Senato. Considerando gli impegni di Palazzo Madama sulla Manovra e altri provvedimenti, la norma non vedrà la luce prima del 2026.
Ma già scatena la reazione delle opposizioni uniti. Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, esponenti di M5s, +Europa e Azione scendono in piazza alle 13.30 per un flash mob. “Conro la violenza – commenta la segretaria dem – non basta la repressione, serve la prevenzione. Questo è un passo indietro”.
Per il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si tratta invece di “un testo che, nel combinato disposto con le nuove Indicazioni nazionali e quindi con le nuove Linee guida sulla educazione civica, dà vita a una regolamentazione innovativa che ha a cuore la crescita equilibrata dei nostri giovani e garantisce la serietà scientifica della trattazione di problemi eticamente delicati nel rispetto dei valori costituzionali".
Cosa dice il testo
Il ddl è composto da tre articoli e prevede “disposizioni in materia di consenso informato preventivo delle famiglie in relazione ad attività che riguardano tematiche dell'ambito della sessualità e disposizioni per il coinvolgimento di soggetti esterni in attività formative curricolari o extracurricolari”.
All'articolo 1 viene stabilito che "le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione a eventuali attività che riguardino temi attinenti all'ambito della sessualità, nonché ad acquisire tale consenso previa messa a disposizione, per opportuna visione, del materiale didattico che intendono utilizzare per le attività medesime, secondo le disposizioni del presente articolo".
L'articolo 2 prevede che "il coinvolgimento di soggetti esterni nello svolgimento di attività formative curricolari ed extracurricolari è subordinato alla deliberazione del collegio dei docenti e all'approvazione del consiglio di istituto. Ai fini della selezione dei soggetti esterni di cui al primo periodo, il collegio dei docenti definisce i criteri sulla base dei quali procedere alla comparazione e alla valutazione dei titoli e della comprovata esperienza professionale, scientifica o accademica nelle materie oggetto dell'intervento nonché della coerenza con la finalità educativa e dell'adeguatezza al livello di maturazione e all'età degli studenti".
L'articolo 3 sottolinea che "dall'attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".
La battaglia in Aula
Le minoranze avevano chiesto il rinvio del provvedimento in commissione, anche sulla base dell’ultimo episodio di sessismo e violenza verbale tra i giovani – la “lista stupri” comparsa al liceo Giulio Cesare di Roma – ma invano.
Esultano le associazioni pro-life a difesa del ruolo unico della famiglia nell’educazione dei bambini e dei ragazzi su alcuni temi come la sessualità. Esulta pure il deputato leghista Rossano Sasso che sostiene che così si sia bloccata la fantomatica “ideologia gender nelle scuole” che “cancella l’umanità”. E rispolvera un motto in auge nel fascismo – “Dio, patria e famiglia” – per spiegare che “nell'educazione dei figli vengono prima i genitori, la mamma e il papà, viene prima la famiglia e dopo, ma molto dopo, lo Stato”.
La sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti respinge con decisione le accuse: "Non è vero che abbiamo abolito l'educazione sessuale". Quanto approvato è “una misura di tutela”, fondata sul "diritto dei genitori di conoscere la capacità di apprendimento del loro figlio" e decidere di conseguenza.
Pronta la replica delle opposizioni. "Valditara riporta indietro le lancette dell'orologio del nostro Paese, con una legge anacronistica e antiscientifica. Ci mette fuori dall'Europa, dove è materia quasi ovunque obbligatoria fin dagli anni '50. La famiglia è fondamentale, non va esclusa ma non tutte hanno gli strumenti culturali”, spiega Maria Elena Boschi di Iv. Riccardo Magi di +Europa parla di “provvedimento censura”, di “marchetta ai ProVita”: “Il governo - dice – confonde l'educazione con l'indottrinamento, la prevenzione con l'intrusione”. Nicola Fratoianni di Sinistra italiana aggiunge: “Questo provvedimento è la fotografia di un’ossessione, puzza di ipocrisia, di integralismo, di fondamentalismo”. E Gilda Sportiello dai Cinque stelle commenta: “La gravità di questa norma va oltre il mondo della scuola. Non ci arrendiamo e continueremo a combattere per l’educazione sessuo-affettiva in tutti i gradi di istruzione”.
Qualche dubbio di interpretazione lo solleva il capo dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli: “Se si tratta di una attività curriculare non può esserci l'autorizzazione che, invece è richiesta per quelle extracurriculari". E lo stesso vale per i budget, mentre la legge parla di “costo zero". “I docenti già in forze alle scuole hanno le loro ore da svolgere - sottolinea Giannelli - Possono farne in più, ma chiaramente andranno pagate. Alle scuole andranno fornite linee guida per il loro svolgimento delle attività".