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Tatiana Tramacere, l’amico Dragos: “Per due ore trattato da assassino. Mi scuso ma io la amo”

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Giovedì i carabinieri si sono presentati a casa sua con un mandato in cui era indagato per omicidio e occultamento di cadavere
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Nardò (Lecce) – Dragos, per due ore, giovedì sera, la gente di Nardò l’ha creduta un assassino. “Datelo a noi”, gridavano sotto casa tua. Come si è sentito?

«E lei come si sarebbe sentita? Io mi sono sentito morire. Quelle accuse di omicidio e occultamento di cadavere che ho letto nel mandato di perquisizione erano pesantissime, mi hanno fatto paura. Ma io mai, mai avrei fatto del male a Tatiana».

Alle 17.30, con i pesantissimi sospetti degli inquirenti ormai alle spalle, Dragos Gheormescu torna nel piccolo appartamento in cui per undici giorni, a meno di 500 metri da casa sua, è rimasta nascosta Tatiana Tramacere.

Lo aspetta il suo legale, l’avvocato Angelo Greco. È frastornato, stanco, confuso quando apre la porta di quello che più che un nido d’amore di una neo-coppia sembra il covo di un sequestro: una piccola cucina con decine di piatti sporchi e resti di cibo ovunque, il letto disfatto con lenzuola ingiallite,…

Nardò (Lecce) – Dragos, per due ore, giovedì sera, la gente di Nardò l’ha creduta un assassino. “Datelo a noi”, gridavano sotto casa tua. Come si è sentito?

«E lei come si sarebbe sentita? Io mi sono sentito morire. Quelle accuse di omicidio e occultamento di cadavere che ho letto nel mandato di perquisizione erano pesantissime, mi hanno fatto paura. Ma io mai, mai avrei fatto del male a Tatiana».

Alle 17.30, con i pesantissimi sospetti degli inquirenti ormai alle spalle, Dragos Gheormescu torna nel piccolo appartamento in cui per undici giorni, a meno di 500 metri da casa sua, è rimasta nascosta Tatiana Tramacere.

Lo aspetta il suo legale, l’avvocato Angelo Greco. È frastornato, stanco, confuso quando apre la porta di quello che più che un nido d’amore di una neo-coppia sembra il covo di un sequestro: una piccola cucina con decine di piatti sporchi e resti di cibo ovunque, il letto disfatto con lenzuola ingiallite, il piccolo bagno con il pavimento sparso di panni, posaceneri zeppi, la finestra che si affaccia sulla terrazza condominiale in cui giovedì sera, all’arrivo dei carabinieri, Tatiana, in stato confusionale, ha provato a nascondersi in un ripostiglio della terrazza dei vicini zeppo di vecchi cappotti.

Dragos, perché Tatiana si è nascosta in casa sua?

«Non era serena, aveva bisogno di staccare, di riflettere. Voleva cambiare vita. E vista la nostra vicinanza, abbiamo pensato che prendersi un po’ di libertà e stare da me le avrebbe fatto bene. Lo abbiamo deciso insieme, non l’ho fatto solo perché lei me lo ha chiesto. Sapevo che lei ne aveva bisogno e, visto il nostro rapporto, non volevo lasciarla sola. Anche adesso lei deve sapere che non la abbandonerei mai».

Insomma, dietro a questi undici giorni di angoscia per la scomparsa di questa ragazza c’è solo una storia d’amore?

«Diciamo che entrambi proviamo dei sentimenti, stavamo costruendo la nostra relazione che in questi giorni di convivenza si è rafforzata».

Ma che giorni sono stati per voi?

«Siamo stati bene, sereni. Lei voleva tanto rivedere quel gattino grigio che avevamo soccorso insieme un mese fa al parco».

Possibile che non abbiate compreso quello che stava accadendo fuori da casa sua? Che Tatiana non abbia pensato all’angoscia dei suoi genitori?

«Io chiedo scusa a tutti, ai genitori di Tatiana, ai suoi familiari, ai carabinieri, ai magistrati, ai cittadini di Nardò. Non abbiamo valutato le conseguenze di questa nostra scelta, ma succede che quando si è presi dalle emozioni la mente non sia più lucida e in grado di capire cosa è giusto fare. Certo, io lo sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento di tutto questo...».

Lo avrà capito quando i carabinieri sono venuti da lei la prima volta a sequestrarle il telefono. E però poi è andato davanti alle telecamere di Chi l’ha visto a recitare la sua parte.

«Forse non sapevamo come uscire da questa situazione. Abbiamo guardato la puntata di Chi l’ha visto a casa e Tatiana si è arrabbiata per quell’intervista. E mi ha detto di non parlare più con nessuno».

Ha sentito Tatiana in queste ultime ore dopo il ritrovamento?

«No. E sono molto in pensiero per lei. So che giovedì sera è stato molto difficile. Quando i carabinieri mi hanno detto che l’avevano trovata speravo di vederla in caserma, ma non è successo. E giustamente ora la sua famiglia le sta accanto. Ma io ho voglia di rivederla».

Dragos è stanco, insofferente per l’assedio delle telecamere sotto casa sua. Il legale ha premura di spiegargli che per la Procura di Lecce la cosa finisce qui. Ma lui ha il pensiero solo per il suo telefonino ancora sotto sequestro. Per il momento, fino a quando Tatiana rimarrà nel guscio protettivo di casa sua, è l’unico mezzo di comunicazione con la ragazza per la quale ha fatto tutto questo.

Dragos, lei è innamorato?

Ci pensa lunghi secondi: «Sì».

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