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Lo spavento di Federica Pellegrini: “Mia figlia non respirava, ho perso anni di vita”

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Notte di paura in ospedale per l’ex campionessa di nuoto e la piccola Matilde, colpita da febbre alta e convulsioni. Il pediatra: ecco cosa fare in questi casi
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La bambina è rimasta senza respiro. E anche la mamma quando l’ha vista nel letto ferma, bloccata: “Ho perso anni e anni di vita”. Il racconto che Federica Pellegrini fa sui social è angosciante, una madre che ha una figlia così piccola, appena due anni, con la febbre alta e con una crisi convulsiva. Lo spavento, il panico che travolgerebbe qualsiasi genitore, la corsa in ospedale e contro il tempo. Senza sapere cosa fare. E cosa stia succedendo.

“Aveva gli occhi in su e non respirava”

L’ex campionessa di nuoto era a casa con Matilde. La piccola, racconta Pellegrini, aveva la febbre alta: “Aveva convulsioni febbrili, le si è alzata la temperatura velocemente, questa volta stava dormendo quindi le non abbiamo dato la Tachipirina subito e dopo un minuto è andata in blocco”. Dice “questa volta” perché era già successo. Tre volte. Ma l’ultimo episodio è stato particolarmente violento: “Aveva gli occhi in su, la testa indietro e il respiro che pian piano si fermava”. Il panico, ma anche la …

La bambina è rimasta senza respiro. E anche la mamma quando l’ha vista nel letto ferma, bloccata: “Ho perso anni e anni di vita”. Il racconto che Federica Pellegrini fa sui social è angosciante, una madre che ha una figlia così piccola, appena due anni, con la febbre alta e con una crisi convulsiva. Lo spavento, il panico che travolgerebbe qualsiasi genitore, la corsa in ospedale e contro il tempo. Senza sapere cosa fare. E cosa stia succedendo.

“Aveva gli occhi in su e non respirava”

L’ex campionessa di nuoto era a casa con Matilde. La piccola, racconta Pellegrini, aveva la febbre alta: “Aveva convulsioni febbrili, le si è alzata la temperatura velocemente, questa volta stava dormendo quindi le non abbiamo dato la Tachipirina subito e dopo un minuto è andata in blocco”. Dice “questa volta” perché era già successo. Tre volte. Ma l’ultimo episodio è stato particolarmente violento: “Aveva gli occhi in su, la testa indietro e il respiro che pian piano si fermava”. Il panico, ma anche la ragione. Perché l’olimpionica ha avuto la lucidità e la calma per affrontare lo smarrimento e portare la figlia di corsa all’ Ospedale del Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar, a pochi km da Verona, dove l’hanno ricoverata.

L’esperto

Il prof. Rino Agostiniani, presidente della società italiana di pediatria, ha visto molti genitori terrorizzati: “Una volta una mamma è arrivata in pronto soccorso in vestaglia, di corsa, con il bambino in braccio. È normale la paura, sono momenti angoscianti. Comprendo la forte reazione emotiva che può avere una madre, ma nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi. Le convulsioni semplici sono fenomeni benigni che non hanno ripercussioni. Durano 2-3 minuti, per un genitore è un tempo interminabile, ma la soglia di preoccupazione è 15 minuti. Se durano di più si può decidere se sia il caso di fare un approfondimento diagnostico”.

La corsa in ospedale

Il giorno dopo la notte di paura Federica Pellegrini ritrova la calma e la freddezza di raccontare: “L’abbiamo ridestata dopo pochissimo (ma mi è sembrata una vita) con un asciugamano bagnato, cercando di abbassare la temperatura. Mia mamma le ha cantato tutte le canzoncine che sapeva in direzione ospedale per tenerla sveglia ed eccoci qui. Da ieri”. Posta la foto sul letto dell’ospedale mentre Matilde dorme tranquilla, la mamma la avvolge, ha lo sguardo stanco: “Quando succedono queste cose capisci che il resto è tutto superfluo… Ogni volta è perdere anni e anni di vita”.

Il racconto della vita privata

Non è la prima volta che l’ex nuotatrice racconta la sua vita privata sfidando le critiche di chi la giudica una mancanza di discrezione. Aveva parlato per prima, tra le atlete, di come mestruazioni e anticoncezionali condizionino gare e preparazione. Aveva rivelato il dolore per un parto difficile e prolungato, le 48 ore di travaglio, il rischio depressione. Era stata rimproverata, lei ha parlato “perché è giusto dire che succede a tutti e aiutare chi si sente solo”. Ora torna a farlo, le è tornato il respiro e nessuno le toglierà le parole.

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