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L’agricoltore inglese che punta sul cambiamento climatico: il suo olio da 80 euro è già sold out

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Non è sicuro che le temperature più alte e le minori piogge stiano davvero trasformando il Lincolnshire nel nuovo paradiso nordico dell’extravergine. È però un fatto che un imprenditore sia riuscito nell’impresa di piantare, far crescere e spremere dieci ettari di olive
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Il primo extravergine del Lincolnshire è già in vendita. Non ne conosciamo la qualità, ma la quantità deve essere necessariamente modesta: e infatti se si va sul sito di The English Olive, alla voce “Raccolto 2025” si trova la scritta Sold Out. Perché le 18mila piante importate nel 2024 dalla Spagna, pur godendo di ottima salute nei 10 ettari di campagna inglese, sono ancora troppo giovani per entrare in produzione a pieno regime. Ed è tutto da dimostrare che il cambiamento climatico, con temperature più alte e meno piogge, stia davvero trasformando questo angolo Gran Bretagna nel nuovo paradiso nordico degli ulivi.

Ci crede David Hoyles, ultimo esponente di una famiglia che da oltre 250 anni coltiva i campi intorno a Spalding, 200 chilometri a nord di Londra. "All'inizio abbia…

Il primo extravergine del Lincolnshire è già in vendita. Non ne conosciamo la qualità, ma la quantità deve essere necessariamente modesta: e infatti se si va sul sito di The English Olive, alla voce “Raccolto 2025” si trova la scritta Sold Out. Perché le 18mila piante importate nel 2024 dalla Spagna, pur godendo di ottima salute nei 10 ettari di campagna inglese, sono ancora troppo giovani per entrare in produzione a pieno regime. Ed è tutto da dimostrare che il cambiamento climatico, con temperature più alte e meno piogge, stia davvero trasformando questo angolo Gran Bretagna nel nuovo paradiso nordico degli ulivi.

Ci crede David Hoyles, ultimo esponente di una famiglia che da oltre 250 anni coltiva i campi intorno a Spalding, 200 chilometri a nord di Londra. "All'inizio abbiamo preso in considerazione i vigneti, ma non si adattava al nostro tipo di terreno. Le olive rappresentano una scelta un po' estrema, ma abbiamo optato per questa”, ha raccontato alla Bbc. E così ha trascorso cinque anni a studiare, soprattutto in Italia. Cruciale l’incontro con l’imprenditore pugliese Pietro Leone, che lo ha poi assistito nell’impresa. Leone non è nuovo ad avventure del genere: nella sua Borgo Incoronata, in provincia di Foggia, decise di piantare olivi in una terra che da sempre aveva accolto il frumento e che molti ritenevano inadatta. Lo presero per matto, ora gode di una diffusa ammirazione. La stessa cosa è accaduta a Mr Hoyles: “I miei amici italiani mi chiamano l’inglese pazzo”.

In realtà l’imprenditore britannico è tutt’altro che folle. Gestisce i 700 ettari della propria azienda inglese, ne segue 400 in Italia e ben mille in Spagna, coltivando di tutto. E tutto sommato, visti i numeri complessivi, i dieci ettari destinati a uliveto in patria possono considerarsi quasi una sperimentazione. Leone e i suoi collaboratori hanno aiutato Hoyles a studiare le diverse specie di olivo e a valutarne l'idoneità alla coltivazione nel Lincolnshire.

“Sono stati tutti disponibili a condividere le loro conoscenze, la loro passione e il loro entusiasmo”, racconta. Perché oltre alla coltivazione, c’era da mettere in piedi tutta la filiera, a cominciare dal frantoio. E così, già quest’anno le olive sono state raccolte a mano, frante per estrarre l’olio, poi imbottigliato per la vendita al pubblico. Tutto esaurito in poche settimane, nonostante i prezzi decisamente alti per gli standard italiani: 70 sterline (80 euro) al litro. Ma è pur sempre l’olio d’oliva più nordico che ci sia.

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