Cronaca

L’allarme di Leone XIV: “Strategie armate avvolgono il mondo”. E invoca un esame di coscienza

L’allarme di Leone XIV: “Strategie armate avvolgono il mondo”. E invoca un esame di coscienza

Il Papa presiede il Te Deum di fine anno e sottolinea: “Serve progetto libero, liberante e pacifico”. Nell’ultima udienza generale il bilancio del 2025 “segnato da eventi dolorosi”: la morte di Francesco e i conflitti. Il saluto a una delegazione dalla Palestina

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Ci sono “strategie armate” che “avvolgono il mondo”, avverte Leone XIV chiudendo il 2025 e affacciandosi al 2026. Il Papa ha celebrato nella basilica di San Pietro il rito dei primi vespri e il Te Deum in ringraziamento per l’anno trascorso: l'anno in cui il conclave gli ha affidato la Chiesa universale, ma anche l’anno del Giubileo che Francesco ha inaugurato e che ora Prevost definisce simbolo del “disegno di speranza sull’uomo e sul mondo”. Un disegno “sapiente, benevolo, misericordioso” al quale il pontefice contrappone altri disegni, da cui mette in guardia: strategie “che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza”. Il Papa le definisce appunto “strategie armate”, le descrive come “ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi”

E invece in questo tempo, dice Leone XIV, si sentirebbe il bisogno di un “progetto libero e liberante, pacifico, fedele”. Un progetto come quello che risuona nell’inno del Magnificat che viene proclamato nel Vangelo di Capodanno, festa mariana per la Chiesa. Il Papa lo ripropone quasi come un monito, ricordando che chi “vede le cose con lo sguardo di Dio” vede che l’Altissimo “con la potenza del suo braccio disperde le trame dei superbi, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, riempie di beni le mani degli affamati e svuota quelle dei ricchi”.

Già in mattinata, nell’ultima udienza generale dell’anno, Prevost citando le guerre in corso aveva invitato a “un onesto esame di coscienza”. Parlando davanti a una piazza San Pietro gremita di fedeli ha tracciato un bilancio: “L'anno che è passato è stato certamente segnato da eventi importanti: alcuni lieti, come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell'Anno Santo; altri dolorosi, come la dipartita del compianto papa Francesco e gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta. Alla sua conclusione, la Chiesa ci invita a mettere tutto davanti al Signore, affidandoci alla sua provvidenza e chiedendogli che si rinnovino, in noi e attorno a noi, nei giorni a venire, i prodigi della sua grazia e della sua misericordia”.

(ansa)

Un pensiero e un saluto speciale Leone XIV l’ha riservato ai 35 giovani palestinesi, partiti da Gerusalemme e da alcuni villaggi della Cisgiordania, giunto in Italia il 28 dicembre grazie a un gemellaggio avviato dal padre gesuita Massimo Nevola, assistente spirituale delle Comunità di Vita Cristiana (Cvx) in Italia. Due giorni fa, il gruppo, accompagnato da don Elias Tabban, parroco di Zababdeh, villaggio nei pressi di Jenin, e il francescano Johnny Jallouf, parroco a Beit Hanina (a Gerusalemme est). Due giorni fa, tutto il gruppo è stato ricevuto al Quirinale, dove ha avuto modo di salutare il presidente Sergio Mattarella.

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