Chiara non si trova, e neanche Riccardo. Non ha più risposto Emanuele che a Crans-Montana era arrivato con la famiglia che da alcuni anni aveva lasciato l’Italia per trasferirsi a Dubai. E il buio sembra avere inghiottito anche Giovanni che da Bologna era andato a passare le vacanze con il papà.
Sedici anni, diciassette, come gli altri due ragazzini italiani che erano andati a brindare al nuovo anno alla festa del “Le Constellation”, il locale ritrovo dei giovanissimi in vacanza nella località sciistica svizzera. I telefoni muti, le famiglie impazzite, la corsa davanti al pub carbonizzato, il vano peregrinare negli ospedali, le mille telefonate all’unità di crisi della Farnesina, il tam tam tra gli amici che sono riusciti a salvarsi e quelli che alla fine avevano deciso di andare altrove.
L’unità di crisi della Farnesina presa d’assalto
Una giornata intera di angoscia per decine di famiglie italiane, padri, madri, sorelle e fratelli che erano anche loro a Crans in vacanza e che, n…
Chiara non si trova, e neanche Riccardo. Non ha più risposto Emanuele che a Crans-Montana era arrivato con la famiglia che da alcuni anni aveva lasciato l’Italia per trasferirsi a Dubai. E il buio sembra avere inghiottito anche Giovanni che da Bologna era andato a passare le vacanze con il papà.
Sedici anni, diciassette, come gli altri due ragazzini italiani che erano andati a brindare al nuovo anno alla festa del “Le Constellation”, il locale ritrovo dei giovanissimi in vacanza nella località sciistica svizzera. I telefoni muti, le famiglie impazzite, la corsa davanti al pub carbonizzato, il vano peregrinare negli ospedali, le mille telefonate all’unità di crisi della Farnesina, il tam tam tra gli amici che sono riusciti a salvarsi e quelli che alla fine avevano deciso di andare altrove.
L’unità di crisi della Farnesina presa d’assalto
Una giornata intera di angoscia per decine di famiglie italiane, padri, madri, sorelle e fratelli che erano anche loro a Crans in vacanza e che, nella notte di San Silvestro, avevano dato il permesso ai più piccoli di andare a festeggiare da soli con gli amici, ma anche per i familiari che invece erano rimasti in Italia e avevano sentito i loro cari per gli auguri poco prima della tragedia. La linee della Farnesina prese d’assalto dall’alba, appelli, richieste di aiuto, notizie contrastanti, un’altalena di paura e di speranza, il ministro degli esteri Tajani impegnato a parlare in prima persona con le famiglie dei ragazzi dispersi garantendo tutto il sostegno possibile.
Molti dispersi poi ritrovati in ospedale
La strage dei minorenni quella di Capodanno a Crans-Montana, che avrebbe potuto avere anche numeri assai più devastanti. A sera, i numeri ufficiali forniti dalle autorità svizzere all’ambasciatore a Berna Gian Lorenzo Cornado riscrivono il bilancio: 47 morti ( quasi tutti difficilmente riconoscibili) e 112 feriti, 107 dei quali identificati. Sei i dispersi italiani, tredici i feriti ricoverati negli ospedali della Confederazione, tre dei quali trasferiti in serata al reparto grandi ustionati del Niguarda a Milano. Un bilancio pesantissimo, ma meno di quanto si era temuto a metà pomeriggio quando erano ancora diciannove i ragazzi italiani che mancavano all’appello, poi per fortuna ritrovati nei diversi nosocomi in cui i feriti erano stati trasferiti. La più grave un’altra sedicenne milanese, in coma all’ospedale di Zurigo.
Sono state le stesse famiglie italiane, avvertite man mano direttamente dalle autorità svizzere, a comunicare alla Farnesina che i loro ragazzi erano stati identificati tra i feriti ricoverati in ospedale e così la lista dei dispersi in mano all’ambasciatore Cornado è andata assottigliandosi.
Chi manca ancora all’appello
Manca all’appello Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna. Genitori separati, aveva salutato la mamma dopo Natale ed era andato a Crans in vacanza con il papà che ha una casa in Svizzera. La cena con gli amici allo Chalet, poi la decisione di proseguire la serata al pub. E lì lo hanno visto l’ultima volta mentre tentava la fuga. Al “le Constellation” c’era anche Riccardo Minghetti, sedicenne romano appartenente alla comunità ebraica che frequenta molto Crans-Montana. Proprio accanto al pub sorge una piccola sinagoga andata bruciata nell’incendio. Il nome di Riccardo compariva nella prima lista dei dispersi.
L’ultima telefonata di Emanuele Galeppini, 17enne genovese, a mezzanotte. Aveva lasciato l’Italia con la famiglia da qualche anno per trasferirsi a Dubai, in Europa erano tornati per le vacanze sulla nave. Anche lui come gli altri ragazzi dispersi, è stato visto per l’ultima volta insieme ad alcuni amici all’interno del pub andato a fuoco. L’appello rilanciato in tv dal padre alla disperata ricerca di notizie è rimasto senza risposta. In disperata attesa davanti all’unità di crisi italiana a Crans-Montana anche il papà di un’altra giovanissima italiana, Chiara Costanzo, 16 anni, milanese. Per ore la famiglia ha sperato che la figlia fosse stata ricoverata in un ospedale ma l’attesa telefonata non è mai arrivata.
I primi feriti trasferiti al Niguarda di Milano
Sperano ancora invece i genitori di Francesca Nota, anche lei 16 anni, di Milano. L’hanno ritrovata all’ospedale di Zurigo. le sue condizioni sono gravissime, è in coma, tanto che non è stato possibile trasportarla all’ospedale Niguarda di Milano dove invece in serata sono arrivati altri tre feriti: Giuseppe Giola, di Milano, e Manfredi Marcucci, romano, entrambi sedicenni, ed Eleonora Palmieri, 29 anni, di Cattolica. Hanno ustioni gravi ma le loro condizioni non destano preoccupazioni.
Oggi Tajani in Svizzera incontra le famiglie
L’arrivo a Crans-Montana di tantissimi familiari dei ragazzi coinvolti ha convinto il ministro Tajani dell’opportunità di mettere su una piccola unità di crisi in loco per fornire il massimo dell’assistenza pratica e psicologica a chi ancora cerca i propri ragazzi. Tajani, che sarà a Crans-Montana oggi per incontrare le autorità svizzere e le famiglie, ha annunciato l’arrivo anche della polizia scientifica italiana per aiutare nell’identificazione delle vittime: «Purtroppo sarà difficilissimo perchè sono carbonizzate, ci vorranno settimane».
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