L’ultimo bilancio: 40 morti e 119 feriti. Si affievoliscono le speranze per i sei italiani dispersi
di Alessandra Ziniti“Speriamo che tra i sei feriti non ancora identificati negli ospedali ci siano anche i nostri connazionali” si augura il ministro degli Esteri Antonio Tajani mentre riceve dalle autorità svizzere gli aggiornamenti sul bilancio della strage di Capodanno.
I morti, i cui corpi sono stati trasportati in obitorio in attesa dell’inizio delle operazioni di identificazione che si prospettano complicate e lunghe, sono 40, i feriti 119, 113 dei quali identificati. Senza nome, in condizioni gravissime, restano in sei e la speranza è che qualcuno di loro sia nella lista dei sei italiani che risultano ufficialmente dispersi: Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Achille Barosi, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi.
Sceso a undici il numero dei feriti italiani ricoverati in ospedale: cinque sono già stati trasportati al Niguarda di Milano ed operati, in sei ( quelli in condizioni più gravi tanto da essere giudicati al momento intrasportabili) restano in Svizzera dove però vengono se…
“Speriamo che tra i sei feriti non ancora identificati negli ospedali ci siano anche i nostri connazionali” si augura il ministro degli Esteri Antonio Tajani mentre riceve dalle autorità svizzere gli aggiornamenti sul bilancio della strage di Capodanno.
I morti, i cui corpi sono stati trasportati in obitorio in attesa dell’inizio delle operazioni di identificazione che si prospettano complicate e lunghe, sono 40, i feriti 119, 113 dei quali identificati. Senza nome, in condizioni gravissime, restano in sei e la speranza è che qualcuno di loro sia nella lista dei sei italiani che risultano ufficialmente dispersi: Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Achille Barosi, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi.
Sceso a undici il numero dei feriti italiani ricoverati in ospedale: cinque sono già stati trasportati al Niguarda di Milano ed operati, in sei ( quelli in condizioni più gravi tanto da essere giudicati al momento intrasportabili) restano in Svizzera dove però vengono seguiti da personale medico in arrivo dal Niguarda.
Un bilancio destinato a cambiare ancora
Un bilancio che – avvisa la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud – non è da considerarsi definitive. “ Oggi sono state fornite cifre diverse. Il numero dei feriti comunicato oggi è più alto di quello fornito in precedenza perché "ci sono persone che si sono recate di persona in ospedale, al pronto soccorso, rendendosi conto che le loro ferite erano più gravi, il che ha aumentato il numero dei feriti". Pilloud ha anche spiegato che "i dati che vi abbiamo condiviso oggi riguardano persone che sono state finalmente e formalmente identificate" e che quindi non risultano più nell'elenco dei dispersi.
Il mistero sul nome del sesto disperso
Elenco in cui restano purtroppo ancora sei nomi italiani: quattro ragazzi e due ragazze, tutti minorenni anche se di una di loro, Sofia Prosperi, si sa poco. Il suo nome è entrato oggi nella lista dei dispersi e ha preso il posto di quello di Giuliano Biasini che compariva nella prima lista diffusa dall’unità di crisi di Crans-Montana nel pomeriggio dell’1 sulla scorta delle denunce dei familiari e non risultano aggiornamenti sulla sua sorte. La procuratrice generale ha chiesto prudenza specificando che le famiglie saranno avvertite direttamente dalle autorità svizzere in caso di novità.
Emanuele Galeppini, il golfista genovese: ritrovato il suo telefono
Degli altri cinque dispersi invece si va definendo il quadro: sembrano del tutto tramontate le speranze per Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese, promessa del golf, trasferitosi con la famiglia a Dubai da qualche anno. Galeppini, con i familiari, era arrivato a Crans-Montana per trascorrere le vacanze. Il ritrovamento del suo telefono accanto ad un corpo lascia presumere che possa essere quello di Emanuele che è già stato pianto dalla Federazione Italiana Golf anche se lo zio invita ancora alla prudenza visto che nessuno dei 40 corpi è stato identificato.
Giovanni Tamburi, il ragazzo bolognese in vacanza con il papà
Sono ore di attesa e di angoscia a Bologna per la sorte di Giovanni Tamburi, 16enne anche a lui, per il quale la madre Carla Masiello ieri ha lanciato un appello per avere sue notizie.Giovanni frequenta il liceo scientifico Righi di Bologna. Il ragazzo si trovava in Svizzera con suo padre, imprenditore bolognese, che ha una casa a Crans-Montana.
Riccardo Minghetti, il romano amico di uno dei superstiti ora al Niguarda
Lo cercano da 36 ore tutte le famiglie della comunità ebraica milanese in vacanza a Crans-Montana. Riccardo Minghetti, 16 anni, anche lui è romano ma la sua famiglia ha molti amici milanesi che stanno aiutando il padre nel suo pellegrinaggio nei diversi ospedali sperando che il ragazzo sia uno dei feriti non ancora identificati. Riccardo è amico di Manfredi Marcucci, uno dei feriti trasferiti al Niguarda di Milano e già operato. Il padre ha raccontato che non si trovano altri tre degli amici con cui suo figlio era uscito quella sera.
Achille Barosi, il 16enne milanese entrato quando c’era già il fuoco
Uno dei gli amici di Minghetti nella lista dei dispersi è Achille Barosi, 16 anni di Milano. I suoi genitori, Nicola ed Erica, lo continuano a cercare disperatamente ovunque. " Achille era lì con alcuni amici, tra cui Chiara Costanzo, anche lei data per dispersa – racconta il cugino Edoardo Sparacino -. Frequentavano la stessa scuola. È uscito di casa intorno all'una di notte per raggiungere il locale. Un suo amico lo ha visto entrare e gli ha detto di uscire perché all'interno erano già scoppiate le fiamme, ma lui è rientrato per recuperare la giacca e il cellulare. Purtroppo, non si è reso conto della gravità della situazione". Il cugino spiega che Achille aveva lasciato i documenti a casa e che dall’ultima localizzazione il suo telefono risulta all’interno del locale andato a fuoco.
Chiara, l’unica ragazza dispersa, compagna di scuola di Achille
I genitori di Chiara Costanzo, 16 anni di Milano, non hanno perso le speranze. Sanno che tra i sei feriti non ancora identificati c’è una ragazza e pregano che possa essere la loro figlia. Chiara era andata al pub con una comitiva di amici milanesi e tra questi Achille Barosi, suo compagno di scuola.