Scale anguste e un’unica uscita. “Noi in gabbia”
di Giada Lo PortoDietro la facciata glamour del pub Le Constellation, luogo di ritrovo gettonatissimo a Crans-Montana che da anni attirava un pubblico prevalentemente internazionale, ci sarebbero state gravi carenze in termini di sicurezza. Nelle ore successive al devastante incendio che ha causato 47 morti e oltre cento feriti, l’indagine si concentra infatti sul luogo della tragedia. La polizia cantonale del Vallese che sta conducendo le indagini e le autorità si pongono due domande: come è possibile che l’incendio si sia propagato così rapidamente? Le misure di sicurezza erano adeguate?
A quanto si apprende, era presente una sola via di accesso e di fuga ufficiale o quantomeno nota agli avventori, nel locale che accoglieva in media 400 persone a evento, il che avrebbe ostacolato l’evacuazione durante l’emergenza. Alcuni giovani scampati all’incendio hanno però segnalato che nel seminterrato dove si sono sviluppate le fiamme c’era un’altra uscita ma non segnalata: «Non c’era la scritta exit — rac…
Dietro la facciata glamour del pub Le Constellation, luogo di ritrovo gettonatissimo a Crans-Montana che da anni attirava un pubblico prevalentemente internazionale, ci sarebbero state gravi carenze in termini di sicurezza. Nelle ore successive al devastante incendio che ha causato 47 morti e oltre cento feriti, l’indagine si concentra infatti sul luogo della tragedia. La polizia cantonale del Vallese che sta conducendo le indagini e le autorità si pongono due domande: come è possibile che l’incendio si sia propagato così rapidamente? Le misure di sicurezza erano adeguate?
A quanto si apprende, era presente una sola via di accesso e di fuga ufficiale o quantomeno nota agli avventori, nel locale che accoglieva in media 400 persone a evento, il che avrebbe ostacolato l’evacuazione durante l’emergenza. Alcuni giovani scampati all’incendio hanno però segnalato che nel seminterrato dove si sono sviluppate le fiamme c’era un’altra uscita ma non segnalata: «Non c’era la scritta exit — raccontano i superstiti — ce ne siamo accorti solo poco prima di fuggire via. Ma in quegli attimi è accaduto di tutto, abbiamo seguito il nostro istinto di sopravvivenza».
A confermare la mancanza di altre vie di fuga nel locale anche la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud: «Sono stata anche io in quel locale e la scala che portava nel seminterrato era angusta — osserva — le indagini verificheranno se sono stati rispettati gli standard di sicurezza e faranno chiarezza sulle uscite di emergenza, è ancora prematuro arrivare a delle conclusioni». Secondo gli esperti sarebbero servite almeno cinque porte. «Un’uscita di sicurezza ogni 75 persone”, sostiene Antonio Bandirali, per tanti anni responsabile della sicurezza del Centro comune di ricerca dell’Unione Europea a Ispra, proprietario di una casa che dista poco più di un chilometro da Le Constellation. Insomma, il pub si sarebbe trasformato in una trappola per i ragazzi che partecipavano alla serata di Capodanno.
Inoltre, il ristorante era arredato con molti elementi in legno, lo erano le sedie e il soffitto: questo è un dettaglio che, a posteriori, appare particolarmente critico. Terzo fattore: il soffitto non sarebbe stato ignifugo, il che sarebbe servito a impedire o quantomeno a limitare la combustione di materiale di facile accensione. Ancora da capire se all’interno fossero presenti le bombole antincendio.
Ieri la domanda che circolava fra superstiti e residenti era una soltanto: «Perché nessuno ha posto il problema prima? La strage si sarebbe potuta evitare con dei controlli puntuali». Una donna che abita poco distante dal locale piange e prega per le vittime e i dispersi: «Non è possibile che si sia potuto sviluppare un incendio di simili proporzioni — dice — evidentemente non era tutto a norma e qualcuno deve rispondere di questi giovani morti in una sera che doveva essere di festa». Un farmacista in pensione, originario del Veneto e in vacanza nella località sciistica fa una considerazione: «In Italia la normativa sui locali pubblici è particolarmente severa e i controlli sono serrati, chissà se qui è avvenuta la stessa cosa o si è sorvolato sulla sicurezza».
Secondo le guide turistiche e le recensioni presenti online, il bar era considerato un luogo alla moda per l’après-ski e la vita notturna, un posto dove concludere la serata in grande stile. Ma sulle piattaforme di valutazione, il locale ha ottenuto solo 6,5 punti su 10 proprio nella categoria sicurezza.
Il locale Le Constellation è stato fondato nel 2015 da una coppia francese originaria della Corsica, che ha rilevato l’edificio allora fatiscente e lo ha ristrutturato. La coppia gestisce diversi ristoranti nella regione. La presenza online del pub è scomparsa poco dopo l’incendio: le pagine Facebook e Instagram sono state chiuse (è rimasta la pagina social precedente alla nuova gestione). Non è ancora chiaro se queste misure siano direttamente collegate all’incendio.