C’è un rischio legato al digiuno: che insieme alla massa grassa si perda anche massa magra, cioè muscolo. Dopo circa 18-20 ore senza mangiare, l’organismo inizia infatti a consumare le proprie proteine». Laura Di Renzo, direttrice della Scuola di specializzazione in Scienze dell’alimentazione all’università di Roma Tor Vergata, invita a tenere in considerazione la naturale tendenza che il corpo ha a perdere osso e muscolo quando avanza con l’età. «Se a questo fenomeno fisiologico aggiungiamo anche un digiuno troppo lungo, potremmo creare problemi all’organismo».
Un digiuno più breve potrebbe essere benefico?
«C’è il digiuno che dura 16 ore, con i pasti concentrati nelle 8 ore rimanenti. O c’è quello che dura 12 ore. In questo caso c’è un beneficio importante: l’assunzione del cibo viene legata al ritmo circadiano. Con gli studi degli ultimi anni abbiamo imparato che l’ora dei pasti conta molto in una dieta. Il detto del…
C’è un rischio legato al digiuno: che insieme alla massa grassa si perda anche massa magra, cioè muscolo. Dopo circa 18-20 ore senza mangiare, l’organismo inizia infatti a consumare le proprie proteine». Laura Di Renzo, direttrice della Scuola di specializzazione in Scienze dell’alimentazione all’università di Roma Tor Vergata, invita a tenere in considerazione la naturale tendenza che il corpo ha a perdere osso e muscolo quando avanza con l’età. «Se a questo fenomeno fisiologico aggiungiamo anche un digiuno troppo lungo, potremmo creare problemi all’organismo».
Un digiuno più breve potrebbe essere benefico?
«C’è il digiuno che dura 16 ore, con i pasti concentrati nelle 8 ore rimanenti. O c’è quello che dura 12 ore. In questo caso c’è un beneficio importante: l’assunzione del cibo viene legata al ritmo circadiano. Con gli studi degli ultimi anni abbiamo imparato che l’ora dei pasti conta molto in una dieta. Il detto della nonna “colazione da re, pranzo da principe e cena da povero” ha senso anche per la scienza. L’andamento circadiano degli ormoni fa sì che durante la giornata l’insulina riesca a captare e consumare il glucosio rapidamente. Durante la notte la situazione si capovolge e le calorie vengono bruciate con più difficoltà».
Un digiuno così fa perdere peso?
«Solo se accompagnato da una restrizione calorica. Sappiamo che chi pratica il Ramadan non dimagrisce se continua ad assumere la stessa quantità e qualità di alimenti. Per perdere peso bisogna ridurre del 25% circa le calorie rispetto a quel che si mangia normalmente, sia che si segua una dieta normale sia che si segua un digiuno intermittente 8-16 o 12-12. E anche in questo caso è importante mantenere un livello di proteine adeguato per evitare la perdita di muscolo».
Come ci si deve regolare?
«Il limite sotto al quale non bisogna scendere è quello del metabolismo di base, cioè il minimo delle calorie che permettono all’organismo di sopravvivere. Un individuo tra 30 e 65 anni dovrebbe assumere fra 0,8 e 1 grammo di proteine per ogni chilo di peso corporeo. Con l’attività fisica bisogna salire, fino ai 2,5 grammi di un maratoneta. Se il dimagrimento è troppo rapido, probabilmente si sta perdendo massa magra. Già a partire dai 30 anni le ossa iniziano ad assottigliarsi, ma quando si diventa anziani l’osteoporosi è un problema cui va prestata molta attenzione».
L’anno scorso è uscito uno studio che notava un aumento delle malattie cardiovascolari in chi seguiva il digiuno intermittente. Che legame c’è?
«Il cuore è un muscolo. La perdita di tessuto muscolare danneggia anche lui. Non mangiare vuol dire anche non introdurre sali. Non basta infatti bere. Sodio e potassio sono contenuti nei cibi».
Riprendere a mangiare dopo un lungo digiuno non è fastidioso per lo stomaco?
«L’organismo ha una sua inerzia. Lo stomaco deve rimettersi in moto dopo una lunga inattività. Lo vediamo con le ragazze che soffrono di anoressia. Il ritorno a un’alimentazione normale deve essere molto graduale, per non causare problemi».
Lei cosa fa dopo le feste?
«A volte per detossificarmi uso la dieta del minestrone. Inizio con un paio di giorni di sole verdure, poi aggiungo le patate o poca pasta o riso, per poi tornare alle calorie normali. Praticato ogni tanto, il digiuno non è dannoso. Sono i periodi prolungati a intaccare il nostro prezioso patrimonio di ossa e muscoli».