Cronaca

Chi sono le sei vittime italiane di Crans-Montana

Sofia Prosperi, la vittima più giovane
Sofia Prosperi, la vittima più giovane 
Si tratta del sedicenne bolognese Giovanni Tamburi,
del sedicenne milanese Achille Barosi, del quasi diciassettene genovese Emanuele Galeppini e della sedicenne milanese Chiara Costanzo, cui si aggiungono la quindicenne italosvizzera Sofia Prosperi ed il sedicenne romano Riccardo Minghetti

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Emanuele, una vita per il golf tra Dubai e la Liguria

La vita a Dubai, i viaggi in Liguria e a Rapallo per giocare a golf con risultati più che lusinghieri. Di Emanuele Galeppini, 17 anni il prossimo gennaio, nell’inferno di Crans-Montana è stato trovato solo il cellulare. E così per il padre Edoardo, la madre Beatrice, lo zio Sebastiano, tutti genovesi, la tragedia nella tragedia è dover fare i conti con l’abisso del dolore.

Emanuele Galeppini

Emanuele Galeppini

 

Giovanni, liceale modello, da Bologna in vacanza con il papà

Sedici anni, studente modello, attivo in parrocchia, Giovanni Tamburi discende per parte della nonna paterna da una delle famiglie più in vista di Bologna: i Sassoli de’ Bianchi. A Crans-Montana era in vacanza con il padre Giuseppe Tamburi e una delle sorelle maggiori. È invece rimasta nel capoluogo emiliano - i genitori erano separati da tempo - la mamma Carla Masiello.

Giovanni Tamburi
Giovanni Tamburi 

Riccardo, amante del tennis e delle materie umanistiche

La passione per il tennis e per le materie umanistiche. Riccardo Minghetti, 16enne proveniente dal quartiere romano dell’Eur, era andato al bar Le Constellation insieme alla sorella Matilde per trascorrere la notte di Capodanno. Con loro c’era anche Manfredi Marcucci, l’amico di Roma, che avevano conosciuto proprio sulle montagne svizzere insieme alle rispettive famiglie.

Riccardo Minghetti
Riccardo Minghetti 

Sua sorella Matilde, che era uscita dal locale poco prima dell’incendio, è rimasta ustionata alle mani mentre aiutava i soccorritori a scavare subito dopo la tragedia. «Cercava il fratello, ma non l’ha trovato», spiegava all’indomani del rogo Giuseppina Tomei, la preside del liceo Cannizzaro frequentato dai Minghetti. Il 16enne era iscritto al prestigioso Sporting club dell’Eur, dove giocava a tennis. Fino a qualche anno, invece, si dilettava con il nuoto.

Achille, liceo artistico a Milano e le amicizie in Svizzera

Achille Barosi aveva 16 anni ed era uno studente milanese. Frequentava il liceo artistico dalle suore Orsoline e la sera di San Silvestro si trovava al pub Le Constellation assieme a un’altra giovane, Chiara Costanzo, anche lei milanese e amica di Achille. I genitori hanno una casa a Crans-Montana, avevano trascorso la giornata insieme. «Ha brindato a casa, poi è all’una di notte è andato al locale con Chiara e altri amici tutti della stessa età”, raccontava il cugino Edoardo Sparacino. “Achille era stato visto l’ultima volta da un coetaneo che è scampato alla tragedia, intorno all’1,30 mentre rientrava nel pub per prendere giacca e telefono, quando le fiamme erano già divampate».

Achille Osvaldo Giovanni Barosi
Achille Osvaldo Giovanni Barosi (ansa)

Chiara, milanese che amava la scuola, danzare e viaggiare

Sedici anni. L’amore per i viaggi, il ballo e la scuola. Voti alti in tutte le materie al liceo Scientifico Moreschi di Milano. Il sogno dell’università, magari di una carriera all’estero. «Simpatica e generosa», la ricordano la famiglia e gli amici.

Chiara Costanzo
Chiara Costanzo 

Chiara Costanzo era nel bar Le Constellation la notte di Capodanno con le sue amiche. Dopo la trappola di fuoco nella quale si è trasformato il locale, è stata riconosciuta oggi. «Una ragazza brillante. Molto brava a scuola, nello sport, amata dai suoi amici, dai professori, dagli allenatori. Una ragazza che si impegnava tanto in quello che faceva», il ricordo di chi le voleva bene.

Sofia riconosciuta in un video di quella notte

Il suo nome era comparso sabato sera nella lista dell’unità di crisi della Farnesina. Sofia Prosperi, 15 anni appena, era infatti il sesto nome dei dispersi italiani nella strage di Capodanno a Crans Montana. Doppia nazionalità italo-svizzera, famiglia di origine romana, Sofia era nata e cresciuta a Castel San Pietro nel Canton Ticino a pochi chilometri da Mendrisio dove il padre si era trasferito per lavoro. E dove la piccola comunità in cui i genitori sono noti e apprezzati, aspettavano con angoscia l’identificazione del corpo della ragazza. A Crans Montana, Sofia era andata a trascorrere la notte di Capodanno con le amiche al pub “Le Constellation”. Il suo viso, di sbieco, è stato riconosciuto da alcuni amici in uno dei video della serata che girano sul web. Era nel piano di sotto del pub proprio nel momento in cui il soffitto ha preso fuoco e, come tantissimi altri ragazzi, non è riuscita a uscire in tempo.

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