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Crans-Montana, abbracci e lacrime l’ultimo viaggio dei ragazzi italiani

MILANO - Un aereo militare C30J dell'Aeronautica Militare italiana ha trasportato all'aeroporto di Milano Linate le bare contenenti i corpi di cinque giovani italiani morti la notte di Capodanno nell'incendio di una discoteca nella località svizzera di Crans-Montana. Ad accoglierli parenti e autorità locali. 5 gennaio (Milano - ,

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Il C130 di Stato ha riportato a casa i morti nel rogo del Le Constellation. A Milano lo strazio delle famiglie Barosi e Costanzo, sull’aereo fino a Roma anche la sorella di Minghetti sopravvissuta alla strage
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Matilde, 15 anni, il volto pallido che affonda nel pellicciotto del cappuccio, è seduta accanto alla mamma su uno dei lati del C-130. Davanti a lei la bara di legno grezzo, dentro c’è suo fratello Riccardo. Erano insieme la notte di Capodanno a Le Constellation, ma lei era andata via poco prima del rogo. Tornata indietro ha scavato tra le macerie a mani nude cercando disperatamente e invano suo fratello. Il feretro a fianco, nella enorme pancia dell’aereo dell’Aeronautica militare che ieri ha riportato a casa cinque dei sei ragazzi italiani morti nella strage di Crans-Montana, è quello di Chiara Costanzo. I suoi genitori, uno di fronte all’altro, non l’abbandonano un attimo con lo sguardo. Ma l’abbraccio delle due famiglie che hanno scelto di fare l’ultimo viaggio con i loro ragazzi si allarga anche alle bare di Emanuele Galleppini, Giovanni Tamburi, Achille Barosi. I loro genitori li aspettano a Linate, la prima delle due tappe del volo messo a disposizione dal governo italiano. E l…

Matilde, 15 anni, il volto pallido che affonda nel pellicciotto del cappuccio, è seduta accanto alla mamma su uno dei lati del C-130. Davanti a lei la bara di legno grezzo, dentro c’è suo fratello Riccardo. Erano insieme la notte di Capodanno a Le Constellation, ma lei era andata via poco prima del rogo. Tornata indietro ha scavato tra le macerie a mani nude cercando disperatamente e invano suo fratello. Il feretro a fianco, nella enorme pancia dell’aereo dell’Aeronautica militare che ieri ha riportato a casa cinque dei sei ragazzi italiani morti nella strage di Crans-Montana, è quello di Chiara Costanzo. I suoi genitori, uno di fronte all’altro, non l’abbandonano un attimo con lo sguardo. Ma l’abbraccio delle due famiglie che hanno scelto di fare l’ultimo viaggio con i loro ragazzi si allarga anche alle bare di Emanuele Galleppini, Giovanni Tamburi, Achille Barosi. I loro genitori li aspettano a Linate, la prima delle due tappe del volo messo a disposizione dal governo italiano. E l’abbraccio tra padri e madri straziati sulla pista dell’aeroporto di Milano è l’immagine simbolo di una tragedia di cui tutta l’Italia si è sentita partecipe.

Cras Montana. Arrivo a Ciampino della salma di Riccardo Minghetti. Roma, 05 gennaio 2025. Vincenzo Tersigni / F3 Press 

A Linate l’incontro tra i genitori degli amici

A Linate, le istituzioni schierate a bordo pista, ci sono il presidente del Senato Ignazio La Russa,il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, i presidenti delle Regioni Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, sono la cornice a uno scenario sospeso. Quando l’aereo militare apre le porte, mamma e papà dei due amici, Achille Barosi e Chiara Costanzo, si cercano: i figli erano amici, quella sera erano andati insieme alla festa al Le Constellation. Sulla pista, il padre di Achille stringe forte quello di Chiara, la mamma di Achille avvolge quella di Chiara in un abbraccio infinito,quello di due donne perse l’una nelle braccia dell’altra, in un dolore intimo che solo tra loro sembra poter trovare un riconoscimento reciproco. La madre di Chiara si è poi abbandonata alle braccia commosse del sindaco di Milano Beppe Sala. I carri funebri hanno atteso l’arrivo delle quattro bare bianche caricate sulle spalle dei militari. I soldati le hanno salutate, mano alla tempia. Il sacerdote ha benedetto le salme che, una alla volta, hanno lasciato il piazzale dell’aeroporto. «Mi ripeto di essere forte, come lo era Achille», ha detto Erica, in uno sfogo intimo a chi l’ha consolata. «Il momento più duro sarà il futuro – ha confidato il padre – quando torneremo a casa nostra. Affrontare la stanza di Achille».

A Ciampino l’ultimo bacio del padre sulla bara di Riccardo

Ad attendere la salma i familiari e i Ministri: Tajani e Abodi. Ciampino, 5 Gennaio 2026. ANSA/TELENEWS 

Alle due del pomeriggio quando i quattro carri funebri con le bare di Chiara, Achille, Emanuele e Giovanni lasciano Milano ( gli ultimi due diretti a Genova e Bologna) il C-130 riparte per Roma solo con Riccardo Minghetti e la sua famiglia. A Ciampino ad accoglierli ci sono il ministro degli Esteri Antonio Tajani,quello dello Sport Andrea Abodi ( amico dello zio di Riccardo), il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. In pista vengono ammesse anche quattro ragazze. Sono loro a stringere forte Matilde appena scende. La madre e il padre si avvicinano alla bara per un ultimo bacio prima che il carro funebre si allontani,la ragazza resta in disparte. «È tosta, tiene botta ma non ha ancora accettato quello che è successo, avrà bisogno di tempo per elaborare», spiega Gabriella Mommo Ugovizza, la psicologa che ha fatto il viaggio con lei.

Cras Montana. Arrivo a Ciampino della salma di Riccardo Minghetti. Roma, 05 gennaio 2025. Vincenzo Tersigni / F3 Press 

Tajani: “Resteremo vicini a queste famiglie”

Tajani si ferma a lungo a parlare con la famiglia,poi dice: «Oggi i corpi di Giovanni, Emanuele, Achille, Chiara e Riccardo sono tornati in Italia. Quello di Sofia dai suoi familiari a Lugano. Voglio ringraziare l’Aeronautica Militare, la Protezione Civile, il personale del ministero degli Esteri, in particolare la nostra ambasciata a Berna, il consolato di Ginevra e l’unità di crisi della Farnesina. Uomini e donne che da quella tragica notte di capodanno non hanno mai smesso di essere vicini alle famiglie delle vittime di Crans-Montana. Oggi ci stringiamo a loro in un lungo e silenzioso abbraccio».

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