Cronaca

La misteriosa scalata dei Moretti: dai guai in Corsica ai locali vip

La misteriosa scalata dei Moretti: dai guai in Corsica ai locali vip
Tre night e uno chalet di lusso, un “sistema” collaudato per fare soldi: “Ora siamo devastati ma siamo pronti a collaborare”

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CRANS-MONTANA – «I Moretti? Curioso che proprio nei loro locali, dal 2019, non siano stati effettuati controlli sulla sicurezza». Philippe Nicolle, gestore del Monk’is di Crans-Montana, tira fuori i documenti con timbri e date delle verifiche. «Siamo iper-monitorati – dice – 140 visite all’anno per 128 tra bar e ristoranti: forse hanno saltato chi investiva di più».

Nelle sue parole si nascondono sorpresa e rabbia, miste a un sottinteso timore, che in paese covavano da tempo. La strage di Capodanno dentro Le Constellation imprigiona i pensieri di tutti; con i giorni il turbamento si va però orientando anche su irresistibile ascesa e tragica caduta del misterioso impero rapidamente costruito dalla coppia che fino a una settimana fa è stata l’indiscussa “signora delle feste”. “I corsi”, come vengono chiamati, per ognuno risultano «semplicemente un enigma»: paragonabile solo al sistema che ha loro permesso di collezionare due ristoranti, un disco bar e uno chalet in poco più di un decennio. «Investimenti da oltre 15 milioni di franchi – spiegano all’agenzia Luxury Homes – a cui sommare i costi per ristrutturazioni, arredi, cucine e servizi. Si sale ben oltre i 20: ampiamente finanziati dalle banche». Mutui con rate mensili da capogiro, che non hanno però spaventato Jacques Moretti, 47 anni di Ghisonaccia, paesino di pastori nel dipartimento dell’Alta Corsica, e sua moglie, Jessica Anne Jeanne Maric, 40 anni, pure corsa ma nata a Cannes in Costa Azzurra.

La scalata di Jacques e Jessica

Sull’altopiano del Vallese i due sono comparsi nella primavera del 2011, entrambi in fuga da storie che dovevano dimenticare. Il trentenne Jacques era da poco uscito da una prigione dell’Alta Savoia, prima destinazione delle sue imprese fondate sul commercio di salumi tipici, formaggi e mirto. In galera era finito per un giro di prostituzione, arrestato però anche per sequestro di persona e truffa. Saldato il conto era rientrato a Ghisonaccia, per ripartire presto direzione Vallese, si dice in fuga da chi sulle montagne savoiarde non lo stesse aspettando per abbracciarlo. A Crans-Montana non si è però presentato solo: questa volta con lui c’era Jessica, conosciuta e sposata in Corsica, reduce da un altro matrimonio che gli aveva lasciato un figlio. Papà Jean Paul Maric pompiere a Cannes, zio Jean Pierre capo del comitato contro gli incendi boschivi di Auribeau-Sur-Siagne: un macabro destino di famiglia, alla luce del rogo dentro Le Constellation, lottare contro le fiamme. Nel curriculum di Jessica, la vocazione per gli affari: liceo ad Antibes, università internazionale nel principato di Monaco, master nel Sud del Galles e alla Business School di Montpellier. Ex carcerato ed economista atterrano sulle Alpi elvetiche nel 2011 ed esibiscono all’istante il fiuto per il successo che li unisce. La prima mossa è affittare Le Vieux Chalet, stanco ristorante tipico a Lens, sei chilometri dalla più glamour Crans. Al vecchio proprietario offrono di finanziare la ristrutturazione, per trasformarlo in una locanda chic con brace e fonduta. “Design cozy e live music”, il marchio di fabbrica: Le Vieux ingrana e proietta i gestori nell’alta società internazionale di chi, per la settimana bianca, compra ville da 10 milioni di franchi. La rete sociale, sapientemente distribuita tra politici e imprenditori, viene presto definita «fitta», la vita mondana «brillante»: per i Moretti si aprono sia le occasioni riservate delle immobiliari, che le porte del credito cantonale. «La gente in montagna non vuole più vivere – dice il ristoratore Ferenc Gabioud - I prezzi delle seconde case è esploso, quello dei locali crollato».

Il modello di business

I “due corsi”, grazie alle banche, acquistano sia Le Vieux Chalet che una villa poco lontana, vista Cervino: valore stimato dell’operazione, oltre 5 milioni di franchi. Nel 2015 sono così pronti per il debutto a Crans-Montana: affittano sia il decrepito bar Le Constellation, con biliardo e freccette nel seminterrato, che la brasserie Le Petite Maison, oggi trasformato nel più seducente Senso, che fino a Capodanno serviva «hamburger gourmet con tartufo e foie gras». Il “sistema Moretti” ormai è collaudato: si entra in affitto offrendo il doppio dei concorrenti, si finanziano modifiche e ristrutturazioni per moltiplicare i clienti e pagare pigioni da 40 mila euro al mese, si risparmia su sicurezza e personale e infine si acquista perché il canone costa più del mutuo.

Anche Le Constellation, due anni fa, è diventato loro: l’ultimo proprietario, Julien Beytrison, lo ha ceduto per oltre 1,5 milioni. «Cifra fuori mercato – dice Arthur Praz nell’agenzia Casalp – considerati gli ampliamenti in cantiere e i soli 200 clienti ufficialmente ospitabili». Peccato che, al momento della strage, i ragazzi intrappolati per saldare gli investimenti fossero almeno 400 e che le telecamere fissate su due lampioni abbiano infine ripreso il neroniano crollo dell’impero dei Moretti: il figlio più grande di Jessica, avuto dall’ex marito, che da “capo staff” cerca di rompere i vetri dell’ex terrazza mutata in veranda; la madre, che cresce oggi anche i due figli di 4 anni e pochi mesi concepiti con Jacques, ustionata a un braccio mentre fugge tra le fiamme con la cassa del locale stretta nelle mani. I filmati, compresi quelli delle telecamere interne, sono al vaglio della procuratrice cantonale di Sion: se emergesse che Jessica e suo figlio si sono davvero dileguati senza cercare di salvare decine di teenagers, attratti con l’esca delle scintillanti bottiglie free di vodka e champagne, Beatrice Pilloud è pronta a contestare anche l’omissione di soccorso.

(afp)

«Siamo devastati dal dolore – si difendono ora in una nota Jacques e Jessica – ma abbiamo piena fiducia negli inquirenti, a cui offriamo piena collaborazione. In nessun caso cercheremo di sottrarci alle nostre responsabilità”. Niente fuga e arresto evitato: solo macerie però, dopo il massacro. Chiusi tutti i loro locali, una montagna di debiti, immobili pronti per l’incanto, risarcimenti alle vittime difficili da onorare. «Questa volta – dice Denis Leroy, ex dipendente - nemmeno i Moretti possono risorgere».

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