Visi da ragazzini, pallidi e smarriti. Sfilano stretti l’uno all’altra nelle navate della Basilica dei Santi Pietro e Paolo, in mano un fiore bianco. Davanti e a fianco dell’altare è un tappeto infinito di gigli bianchi e corone, la semplice bara di legno chiaro in cui è tornato a casa Riccardo Minghetti fa quasi fatica a trovare spazio entrando nella chiesa stracolma. Ci sono tutti i ragazzi del liceo Stanislao Cannizzaro: i compagni di classe di Riccardo non trattengono le lacrime, molti distolgono lo sguardo, qualcuno mormora: «Lì dentro poteva esserci chiunque di noi». I più piccoli, compagni di Matilde, fanno cerchio attorno alla sorella più piccola di Riccardo che, nella tragica notte di Crans-Montana, si è salvata e ha scavato a mani nude per cercare il fratello nelle macerie del locale da cui lei era uscita poco prima.
Visi da ragazzini, pallidi e smarriti. Sfilano stretti l’uno all’altra nelle navate della Basilica dei Santi Pietro e Paolo, in mano un fiore bianco. Davanti e a fianco dell’altare è un tappeto infinito di gigli bianchi e corone, la semplice bara di legno chiaro in cui è tornato a casa Riccardo Minghetti fa quasi fatica a trovare spazio entrando nella chiesa stracolma. Ci sono tutti i ragazzi del liceo Stanislao Cannizzaro: i compagni di classe di Riccardo non trattengono le lacrime, molti distolgono lo sguardo, qualcuno mormora: «Lì dentro poteva esserci chiunque di noi». I più piccoli, compagni di Matilde, fanno cerchio attorno alla sorella più piccola di Riccardo che, nella tragica notte di Crans-Montana, si è salvata e ha scavato a mani nude per cercare il fratello nelle macerie del locale da cui lei era uscita poco prima.
Il papà abbraccia i compagni: “Riccardo vi ringrazia tutti”
Massimo Minghetti, il papà di Riccardo, li abbraccia forte uno per uno: «Riccardino vi ringrazia tutti». Riccardo sul suo banco di scuola, Riccardo nel classico selfie con le compagne che fa le linguacce. Riccardo in gita di classe, Riccardo sull’autobus, Riccardo con i compagni di squadra. Il collage di foto di vita quotidiana su un cartellone che campeggia sul tappeto di fiori è l’omaggio della sua classe: «Riccardo vive in tutti noi, per sempre parte della 4°E». A loro si rivolge commosso il papà: « Riccardo aveva sempre una parola per tutti, era amico di tutti. Mi viene da pensare che lassù si sia già organizzato con gli altri ragazzi che oggi vogliamo ricordare insieme a quelli che stanno lottando per la vita. Continuate a vivere e sognare con amore, entusiasmo e passione, siete il motore del mondo».
Il ricordo commosso dei ragazzi della 4°E
Oltre un migliaio le persone presenti, quelle che non riescono ad entrare aspettano fuori in una mattinata gelida sul sagrato della Basilica, pieno fino all’ultimo scalino in un abbraccio collettivo alla mamma, al papà, alla sorella, all’anziana nonna che si china commossa ad accarezzare il feretro del nipote. In chiesa, i ministri della Salute Orazio Schillaci e dello Sport Andrea Abodi, il sindaco Roberto Gualtieri, il governatore Francesco Rocca.
Una compagna di Riccardo si sente male e viene accompagnata fuori, un’altra singhiozza, Matilde fa fatica a restare nel banco della famiglia, si alza e preferisce seguire la funzione stretta tra gli amici in piedi nella navata laterale. Le ragazze della 4°E ricordano Riccardo così: «Non riusciamo a immaginare un futuro senza le tue battute fuori tempo e il tuo sorriso. Ci mancherai in ogni piccola cosa. Il vuoto lo riempiremo con tutto quello che ci hai lasciato».
La preghiera della mamma per le altre vittime e i feriti
Alla preghiera della mamma Carla si unisce idealmente tutta la chiesa: «Preghiamo per tutti, e un abbraccio speciale a Manfredi, che ho visto nascere». Il ragazzo, tra gli ustionati ricoverati al Niguarda, era il migliore amico di Riccardo.
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