Crans-Montana – La verità sulla strage dei ragazzi è rimasta impressa in decine di video, girati anche da sopravvissuti, morti e feriti. Messi in sequenza, cominciano a formare il terrificante film della notte di Capodanno. A una settimana esatta dal massacro dentro Le Constellation tutte le immagini disponibili, comprese quelle delle telecamere interne al bar e delle due installate sui lampioni fuori dal locale, sono state acquisite dagli investigatori. A chiarire fatti e responsabilità stanno contribuendo in modo decisivo proprio i filmati delle vittime, nei giorni scorsi poste sotto accusa per aver continuato ad alzare i cellulari mentre fumo e fiamme le stavano per uccidere. Le registrazioni del massacro, incrociate con le testimonianze di chi è riuscito a fuggire, sono nelle mani di un pool di esperti e poliziotti, mobilitati dalle quattro procuratrici che seguono le indagini. Il montaggio di questo cruciale film investigativo è stato affidato ai tecnici della polizia della Scuol…
Crans-Montana – La verità sulla strage dei ragazzi è rimasta impressa in decine di video, girati anche da sopravvissuti, morti e feriti. Messi in sequenza, cominciano a formare il terrificante film della notte di Capodanno. A una settimana esatta dal massacro dentro Le Constellation tutte le immagini disponibili, comprese quelle delle telecamere interne al bar e delle due installate sui lampioni fuori dal locale, sono state acquisite dagli investigatori. A chiarire fatti e responsabilità stanno contribuendo in modo decisivo proprio i filmati delle vittime, nei giorni scorsi poste sotto accusa per aver continuato ad alzare i cellulari mentre fumo e fiamme le stavano per uccidere. Le registrazioni del massacro, incrociate con le testimonianze di chi è riuscito a fuggire, sono nelle mani di un pool di esperti e poliziotti, mobilitati dalle quattro procuratrici che seguono le indagini. Il montaggio di questo cruciale film investigativo è stato affidato ai tecnici della polizia della Scuola di scienza criminale dell’università di Losanna, a quelli dell’Istituto svizzero di polizia e agli specialisti dell’Istituto forense di Zurigo.
«Serviranno giorni — dice il capo della polizia cantonale Frédéric Gisler — per visionare tutti i video e selezionare quelli utilizzabili come prove. L’obbiettivo è fornire ai magistrati il documentario fedele del disastro». La sua visione non fornirà solo i particolari necessari per dare sostanza giuridica alle accuse finora ipotizzate contro i gestori Jacques e Jessica Moretti. Potrebbe presto modificare radicalmente le ipotesi di reato: aggravando la posizione della coppia, ma pure aumentando il numero degli indagati. Dal riserbo degli esperti filtra che tra i video più importanti c’è anche quello del Capodanno 2020, girato dentro Le Constellation e consegnato da una partecipante francese ai festeggiamenti. Si vedono le bottiglie scintillanti alzate verso il controsoffitto fonoassorbente e si sente la voce di un membro dello staff che per due volte grida spaventato: «Attenzione alla schiuma». Questo proverebbe che proprietari e dipendenti erano consapevoli del pericolo che il “marketing pirotecnico” potesse scatenare un incendio: e che per almeno cinque anni non hanno fatto qualcosa per evitarlo. La colposità delle responsabilità potrebbe dunque mutare in dolo eventuale, pena fino a 20 anni: accuse da provare in tribunale, ma tali da consentire subito l’arresto dei Moretti.
Tra le decine di video acquisiti, anche quello che pochi istanti prima del rogo ritrae una cameriera con un casco nero in testa, a cavalcioni sulle spalle di un ragazzo con il volto coperto da una maschera. Si vede chiaramente che le fiamme sono state innescate dalla sua bottiglia luminosa, alzata fino a sfiorare il controsoffitto del seminterrato. A interessare gli esperti della Kriminaltechnik, la nostra scientifica, sono però i video immediatamente successivi: uno mostra altri partecipanti alla festa unire e alzare le candele pirotecniche creando una sorta di falò, un altro riprende un ragazzino che da solo cerca di spegnere le prime fiamme con uno straccio bianco.
In nessun filmato finora recuperato compaiono dipendenti del locale intervenire: gettando acqua, accendendo le luci, spegnendo la musica, indicando e aprendo la porta sul retro, dando istruzioni per prevenire il panico e incanalare la folla verso la pur insufficiente scala principale. Decisivi anche i tempi: i video stanno fissando minuti e secondi trascorsi tra l’innesco e il flashover che ha causato 40 morti e 116 feriti, fondamentali per valutare atteggiamento e formazione professionale dello staff. Molti adolescenti sono deceduti, o risultati devastati dalle ustioni, dopo essere finiti a terra e calpestati, respirando fumo incandescente. Grazie ai filmati gli esperti stanno cercando di stabilire quante vite potevano essere risparmiate. La loro attenzione è però rivolta in particolare sulla titolare Jessica Moretti, presente dentro Le Constellation. Numerosi testimoni hanno riferito di averla vista scappare subito: per alcuni avrebbe messo in salvo solo la cassa con i soldi della serata più ricca dell’anno. In queste ore si cercano immagini per documentare le accuse. Non solo quelle girate all’interno: sui fermi delle telecamere esterne sarebbero impressi tempi e dettagli della sua uscita, la scena di chi l’ha portata via e come. La moglie di Jacques ha dichiarato di essere rimasta «leggermente ustionata a un braccio»: finora nessun ospedale o medico del Vallese ha esibito il certificato di queste lesioni.
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Grazie ai video interni ed esterni si stanno poi ricostruendo le fasi dei soccorsi: presto si saprà chi è davvero intervenuto e chi ha rotto i vetri della veranda per estrarre corpi ammassati in cerca di ossigeno. Se gli uomini della sicurezza si riveleranno inerti spettatori, si profila anche per loro l’omissione di soccorso. Al setaccio anche i filmati degli altri ristoranti dei Moretti: il Senso di Crans e Le Vieux Chalet di Lens. Le indagini qui mirano a chiarire le relazioni tra i proprietari, i vertici del municipio e i funzionari che hanno omesso i controlli. Si conoscevano? Con che livello di amicizia e con quale assiduità di frequentazione? Hanno mai ottenuto trattamenti di favore? Il sindaco Nicolas Féraud, ex farmacista, finora non ha fornito informazioni: la scorsa estate però una delegazione comunale è stata ospite in Corsica, luogo d’origine dei Moretti, annunciando per i prossimi mesi il finanziamento di un “festival di musica corsa” a Crans-Montana. I cultori del genere saranno delusi.