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Crans-Montana, l’addio dei genitori a Sofia Prosperi: “Era una figlia libera, vivete come lei”

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I funerali della 15enne italo-svizzera nata a Roma, la più giovane vittima italiana del rogo si sono svolti ieri nella cattedrale di San Lorenzo a Lugano
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Lugano – Sugli annunci funebri di ieri compariva un grande cuore con la foto di Sofia Prosperi. “Il nostro amore vincerà la morte”, hanno scritto i genitori Roberta e Matteo con l’altra figlia, Lavinia. I funerali della 15enne italo-svizzera nata a Roma, la più giovane vittima italiana del rogo di Crans-Montana, si sono svolti ieri nella cattedrale di San Lorenzo a Lugano, in una giornata soleggiata e molto fredda. Era presente una folla numerosa e composta, che solo in parte è riuscita a trovare posto all’interno. Eppure, a testimonianza del dolore e dell’incredulità suscitati dalla tragedia, in molti sono rimasti sul sagrato, in segno di raccoglimento. Tra i presenti anche l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. «Sono qui a rappresentare il presidente Mattarella, in omaggio al raggio di luce che era Sofia», ha dichiarato a Repubblica. Il feretro della giovane, in una bara di legno chiaro, è arrivato con un carro funebre beige, preceduto da due moto della polizia c…

Lugano – Sugli annunci funebri di ieri compariva un grande cuore con la foto di Sofia Prosperi. “Il nostro amore vincerà la morte”, hanno scritto i genitori Roberta e Matteo con l’altra figlia, Lavinia. I funerali della 15enne italo-svizzera nata a Roma, la più giovane vittima italiana del rogo di Crans-Montana, si sono svolti ieri nella cattedrale di San Lorenzo a Lugano, in una giornata soleggiata e molto fredda. Era presente una folla numerosa e composta, che solo in parte è riuscita a trovare posto all’interno. Eppure, a testimonianza del dolore e dell’incredulità suscitati dalla tragedia, in molti sono rimasti sul sagrato, in segno di raccoglimento. Tra i presenti anche l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. «Sono qui a rappresentare il presidente Mattarella, in omaggio al raggio di luce che era Sofia», ha dichiarato a Repubblica. Il feretro della giovane, in una bara di legno chiaro, è arrivato con un carro funebre beige, preceduto da due moto della polizia con i lampeggianti accesi.

All’interno della Cattedrale, stracolma di gente, molte le adolescenti in lacrime, con in mano un giglio bianco. Sulle colonne della cattedrale campeggiava la richiesta dei genitori di non riprendere con telecamere o foto la cerimonia. «Non si può morire a 15 anni», il messaggio vibrante del Vescovo Alain De Raemy. «Sofia — ha detto ancora il prelato — era un sì alla vita, a nuove scoperte. A nuovi orizzonti. Ci sembra tutto un incubo quello che è capitato. Ma oggi Sofia, che era indomabilmente tenace, come la ricorda suo padre Matteo, si trova con Dio, ci ascolta e ci parla».

Monsignor De Raemy ha avuto un pensiero anche per Lorenzo, il coetaneo amico di Sofia, ricoverato al Niguarda di Milano con ustioni sul 40% del corpo. Durante la cerimonia funebre ha preso la parola anche la mamma di Sofia, Roberta. «Sofia — ha detto — era una ragazza solare. E aveva sempre la capacità di comunicare i suoi sentimenti. Auguro a tutti i giovani di riuscire a fare altrettanto. Liberamente. Buon viaggio Sofia». L’ultimo viaggio della 15enne è iniziato al termine della cerimonia, verso le 15.45. Il carro funebre, scortato dai poliziotti in moto, è partito per il cimitero di Castel San Pietro, il villaggio del Mendrisiotto dove era iniziata la sua breve vita in Svizzera.

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