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Crans-Montana, l’inchiesta si allarga: adesso c’è il Comune nel mirino della procura

La solidarietà per Crans-Montana delle famiglie dei morti nella strage di Konani, nel Nord Macedonia; dove nel marzo 2025 morirono per un incendio in una discoteca 59 giovani

 

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La vicesindaca: “Siamo stati maldestri, ci scusiamo ma non ci dimettiamo”, l’amministrazione in bilico: l’arrivo di avvisi di garanzia potrebbe cambiare tutto
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CRANS-MONTANA – Arrestati i proprietari, la procura ora punta le autorità comunali. I faldoni con i documenti su concessioni, licenze e verifiche sulla sicurezza dentro Le Constellation, posti sotto sequestro, sono infine arrivati sul tavolo del pool di magistrati che indaga sulla strage di Capodanno. Altro che “municipio di Crans-Montana parte civile” in un processo circoscritto a Jacques e Jessica Moretti, come annunciato dal sindaco subito dopo il disastro. Nicolas Féraud, che aveva osservato “come un capitano non abbandona la nave nella tempesta”, potrebbe presto essere raggiunto da “comunicazioni di garanzia” tali da imporgli l’atterraggio.

epa12630406 Nicole Bonvin Clivaz (L) Vice Mayor of Crans-Montana, and Nicolas Feraud (R), Mayor of Crans-Montana, speak at a press conference of the Crans-Montana Municipal Council following the tragic events of New Year's Eve in Crans-Montana, Switzerland, 06 January 202…

CRANS-MONTANA – Arrestati i proprietari, la procura ora punta le autorità comunali. I faldoni con i documenti su concessioni, licenze e verifiche sulla sicurezza dentro Le Constellation, posti sotto sequestro, sono infine arrivati sul tavolo del pool di magistrati che indaga sulla strage di Capodanno. Altro che “municipio di Crans-Montana parte civile” in un processo circoscritto a Jacques e Jessica Moretti, come annunciato dal sindaco subito dopo il disastro. Nicolas Féraud, che aveva osservato “come un capitano non abbandona la nave nella tempesta”, potrebbe presto essere raggiunto da “comunicazioni di garanzia” tali da imporgli l’atterraggio.

epa12630406 Nicole Bonvin Clivaz (L) Vice Mayor of Crans-Montana, and Nicolas Feraud (R), Mayor of Crans-Montana, speak at a press conference of the Crans-Montana Municipal Council following the tragic events of New Year's Eve in Crans-Montana, Switzerland, 06 January 2026. 40 persons lost their lives and over 100 were severely injured in the fire that devastated the bar 'Le Constellation' on New Year's celebration in the Swiss Alps resort of Crans-Montana. EPA/CYRIL ZINGARO 

Un salto di livello, nelle indagini sulla sua amministrazione: imporrebbe un passo indietro sia a lui che ai consiglieri coinvolti con permessi e sicurezza nei locali pubblici. Obiettivo degli inquirenti: scongiurare inquinamenti delle prove, pressioni su funzionari e società esterne, titolari di appalti sugli omessi controlli. Il primo segnale dell’isolamento di Féraud si è avuto con la sua esclusione dalla commemorazione ufficiale delle vittime. Il secondo è arrivato dall’intervista della sua vice Nicole Bonvine Clivaz, responsabile del suolo pubblico e titolare dell’Amadeus Bar, specializzato in feste pirotecniche stile Le Constellation. “Non ci sono scuse per non aver chiesto scusa – ha detto alla tivù svizzera – quando si è sulla linea di fuoco a volte si è maldestri: È chiaro che sui controlli c’è stata una mancanza: non li abbiamo fatti e lo ammettiamo, assumendocene la responsabilità”.

Da bunker antiatomico a discoteca

È la seconda confessione, dopo che Féraud aveva ammesso i mancati controlli da fine 2019: la vice del consiglio ha però confermato anche l’allargamento dell’inchiesta. “Durerà a lungo – ha detto allontanando lo spettro di imminenti dimissioni – ci sono molte cose da scoprire. Abbiamo recuperato tutto dagli archivi, consegnato i documenti che ricostruiscono sessant’anni di storia del locale”. Decisivo il riferimento cronologico: la strage di San Silvestro si sarebbe consumata in un vecchio bunker antiatomico, trasformato in night club. La polizia cerca di ricostruire come si è arrivati al cambio di destinazione d’uso, per sostanziare “l’originaria non idoneità ricettiva” del seminterrato che ha intrappolato le vittime. Il locale in passato fungeva da rifugio del condominio di Rue Centrale 35: uno dei 370 mila presenti in Svizzera, che li impone per legge.

Spazi spartani e blindati, finanziati con contributi pubblici. Con il tempo, certificando di poter contare su luoghi d’emergenza in edifici vicini, molti sono stati riconvertiti a business privati: bar e discoteche. Stesso destino per l’ex Le Constel: di qui la presunta “uscita d’emergenza”, per altro chiusa a chiave, con apertura verso l’interno e non affacciata sulla strada, ma sul vano ascensore chiuso che scende negli scantinati. L’inchiesta che coinvolge il municipio vuole accertare tempi, modi, richieste, mancati adeguamenti e permessi nel passaggio da bunker a night. I fronti sotto i riflettori, dentro l’amministrazione, sono però anche altri.

Tutte le anomalie del locale

Dal suo sito web risulta cancellato un atto del luglio 2025: all’interno, “novità su procedure e controlli di pubblica sicurezza e antincendio”. Il documento fissa gli obblighi comunali: licenze ai locali pubblici timbrabili solo “dopo aver analizzato le precauzioni adottate, valutando capacità ricettive, vie di fuga e attrezzature per il contrasto delle fiamme”. Introvabili anche le domande di licenza a “servizio bar e ristorazione” dei Moretti. Nel 2024 Jacques risulta essersi dimesso da co-amministratore della srl che possiede Le Constellation: poco prima che il Vallese imponesse agli imprenditori di presentare l’estratto del casellario giudiziario.

Mimetizzarsi tra i soci, cedendo la rappresentanza alla moglie, gli ha consentito di tacere i precedenti guai per truffa, sfruttamento della prostituzione e sequestro di persona. La procura vuole accertare se a livello cantonale qualcuno abbia favorito la sua “invisibilità”, chi abbia infilato la testa nella sabbia in municipio.

La domanda a cui a Sion si è decisi a rispondere è se i coniugi Moretti fingessero di essere “gli intoccabili re delle feste” per conto di altri, o se lo fossero realmente e in prima persona. Una vera “costellazione” di bar, ristoranti, ville e chalet, se controllata in modo diretto, potrebbe costituire un nocciolo di patrimonio utile per i primi risarcimenti alle vittime.

I risarcimenti

L’alternativa autorizza fondate preoccupazioni. La compagnia Axa, che assicura sia il municipio che Le Constellation, conferma di aver venduto “prodotti standard con massimali limitati, insufficienti a coprire le perdite di vittime, famigliari e sopravvissuti in caso di responsabilità da parte di Comune e proprietari”.

Il municipio potrebbe addirittura uscire dalla partita-ristori. Dal primo gennaio, secondo la nuova normativa edilizia del Vallese, “l’autorità competente non è responsabile per danni, se i proprietari degli edifici e i loro rappresentanti violano le disposizioni”. La beffa potrebbe essere superata da mancata vigilanza e “comprovate omissioni che hanno permesso una strage, con colpa grave o dolo”. Una montagna di regole costruita per auto-annullarsi. Per questo l’inchiesta si alza al livello politico: il Comune, forse solo una prima tappa.

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