Scomparso da sette giorni, il mistero di Diego: segnalazioni a Milano
di Federica AngeliDa sei giorni il nome di Diego B.rimbalza tra segnalazioni, controlli e speranze sospese. Del quattordicenne di San Giovanni Lupatoto (Verona) non si hanno più notizie certe da lunedì mattina, quando è uscito di casa per andare a scuola senza più farvi ritorno. Da allora, solo indizi frammentati: avvistamenti da verificare, tracce digitali intermittenti e il silenzio di un telefono che sembra essersi volutamente sottratto a ogni localizzazione.
La pista di Milano
Le prime piste portano a Milano. Ai carabinieri del capoluogo lombardo sono giunte alcune segnalazioni che indicano una possibile presenza del ragazzo in città, una delle quali sarebbe arrivata anche da un giornalista, informato a sua volta da un lettore. A rafforzare questa ipotesi contribuiscono due agganci del cellulare di Diego a un’antenna situata nel centro cittadino, oltre alla pubblicazione di un paio di video sul suo profilo TikTok avvenuta due giorni dopo la scomparsa. Elementi che, tuttavia, non bastano a dissipare…
Da sei giorni il nome di Diego B.rimbalza tra segnalazioni, controlli e speranze sospese. Del quattordicenne di San Giovanni Lupatoto (Verona) non si hanno più notizie certe da lunedì mattina, quando è uscito di casa per andare a scuola senza più farvi ritorno. Da allora, solo indizi frammentati: avvistamenti da verificare, tracce digitali intermittenti e il silenzio di un telefono che sembra essersi volutamente sottratto a ogni localizzazione.
La pista di Milano
Le prime piste portano a Milano. Ai carabinieri del capoluogo lombardo sono giunte alcune segnalazioni che indicano una possibile presenza del ragazzo in città, una delle quali sarebbe arrivata anche da un giornalista, informato a sua volta da un lettore. A rafforzare questa ipotesi contribuiscono due agganci del cellulare di Diego a un’antenna situata nel centro cittadino, oltre alla pubblicazione di un paio di video sul suo profilo TikTok avvenuta due giorni dopo la scomparsa. Elementi che, tuttavia, non bastano a dissipare il mistero che avvolge la vicenda.
Le indagini
Le ricerche sono affidate a un lavoro congiunto tra il nucleo operativo dei carabinieri di Verona, la stazione di San Giovanni Lupatoto e i colleghi di Milano. L’ultimo contatto certo risale alla mattina di lunedì 12 gennaio, prima dell’inizio delle lezioni all’istituto tecnico Giorgi, non lontano dal centro di Verona. Le ultime persone ad averlo visto sono state due ex compagne delle scuole medie, incontrate alla stazione di Verona Porta Nuova: alle ragazze Diego avrebbe confidato l’intenzione di salire su un treno diretto a Milano.
Il cellulare spento
Il quadro investigativo resta complesso. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il telefono del ragazzo non risulta più acceso da quel giorno. L’ipotesi è che venga tenuto in modalità aereo, consentendone l’uso senza permettere la tracciabilità. Non si esclude che Diego possa collegarsi occasionalmente a reti wifi pubbliche per restare attivo sui social network. In questo scenario prende corpo l’idea di un allontanamento volontario, al momento considerata la pista più probabile.
Social sotto osservazione
Proprio l’attività online rappresenta uno degli elementi più attentamente monitorati dagli investigatori, che stanno verificando contatti, amicizie e interazioni, soprattutto nel Veronese. La madre, Sara Agnolin, ha riferito che la famiglia non è a conoscenza di legami o conoscenze del figlio a Milano. Un dettaglio che rende le ricerche più difficili: l’assenza di punti di riferimento certi nel capoluogo lombardo priva gli investigatori di appigli concreti su cui concentrare gli sforzi.
Il fascicolo in procura
Nel frattempo, la procura di Verona ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento senza ipotesi di reato. Sono stati ascoltati anche parenti e familiari per ricostruire i giorni precedenti alla scomparsa e cercare di comprendere le ragioni di un gesto che i genitori descrivono come improvviso e del tutto inatteso. L’apprensione cresce con il passare del tempo. Diego è alto circa un metro e ottanta, ha capelli castani corti e, al momento dell’allontanamento, indossava un berretto di lana scuro, un giubbotto blu con cappuccio, pantaloni da tuta scuri e scarpe da ginnastica nere.
L’appello su Fb
L’appello lanciato dalla madre sui social, in particolare su Facebook, è stato condiviso migliaia di volte, ricevendo un’eco che ha superato i confini locali e coinvolto anche figure istituzionali. La comunità si stringe alla famiglia. «L’auspicio – ha dichiarato il sindaco Attilio Gastaldello alla stampa locale – è che Diego possa tornare a casa prima di allora e che questo incontro si trasformi in un ringraziamento. In caso contrario, oltre alla preghiera, vogliamo mantenere alta l’attenzione sulla sua scomparsa e far sentire alla famiglia tutta la vicinanza della nostra comunità».