✕

Il cardinale Czerny: “Il suicidio assistito non è compassione, ma testimoniamo la fede con i fatti”

Ascolta l'audio

Presentato in Vaticano il messaggio del Papa per la giornata del malato che quest’anno sarà celebrata a Chiclayo. Leone ricorda l’impegno “samaritano” accanto ai più poveri della società
2 minuti di lettura

Il suicidio assistito per la Chiesa cattolica non è una forma di “compassione”: lo ribadisce il cardinale Michael Czerny, precisando che la fede va testimoniata “con le azioni più che con le argomentazioni” ed indicando al proposito i tanti esempi di cattolici impegnati concretamente nella cura dei malati e dei più fragili della società.

Messaggio “samaritano” del Papa

Il porporato canadese ha presentato in Vaticano il messaggio scritto da papa Leone XIV in occasione della Giornata mondiale del malato, che la Santa Sede celebra dal 1993 l’11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes. Nel testo, intitolato “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, il Pontefice auspica “che nel nostro stile di vita cristiana non manchi mai questa dimensione fraterna, ‘samaritana’, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice più intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Gesù Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per i…

Il suicidio assistito per la Chiesa cattolica non è una forma di “compassione”: lo ribadisce il cardinale Michael Czerny, precisando che la fede va testimoniata “con le azioni più che con le argomentazioni” ed indicando al proposito i tanti esempi di cattolici impegnati concretamente nella cura dei malati e dei più fragili della società.

Messaggio “samaritano” del Papa

Il porporato canadese ha presentato in Vaticano il messaggio scritto da papa Leone XIV in occasione della Giornata mondiale del malato, che la Santa Sede celebra dal 1993 l’11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes. Nel testo, intitolato “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, il Pontefice auspica “che nel nostro stile di vita cristiana non manchi mai questa dimensione fraterna, ‘samaritana’, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice più intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Gesù Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per il bene di tutti i sofferenti, specialmente dei nostri fratelli malati, anziani e afflitti”.

Legislazione e fede

Interpellato in conferenza stampa sul tema – assente nel messaggio papale – delle legislazioni sul suicidio assistito introdotte in particolare negli Stati Uniti e presentate come una forma di “compassione” per la sofferenza del malato, Czerny, prefetto del dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, ha risposto ricordando che alla luce della fede e dell’insegnamento della Chiesa si tratta di “una compassione fuori luogo, una compassione a breve termine o addirittura un cortocircuito di compassione. Non penso”, ha però proseguito, “che faremo molti progressi nella realtà discutendone, penso che dobbiamo rinnovare la nostra fede nella testimonianza della nostra risposta e lasciare che le nostre azioni parlino più forte delle argomentazioni. Credo che tutti e tre gli oratori qui abbiano dato prova di questo grande mistero, che la vita deve essere vissuta appieno dall'inizio alla fine, e che gestire questa questione in proprio sia un errore”.

Esempi concreti

Il porporato è intervenuto nella sala stampa della Santa Sede insieme a padre Michel Daubanes, rettore del santuario francese di Lourdes dove ogni anno si recano in pellegrinaggio molti malati, Marina Melone, rappresentante di Casa Gelsomino, una struttura che accoglie le famiglie dei bambini ricoverati all’ospedale Bambino Gesù, e Giulia Civitelli, medico e missionaria laica, responsabile del poliambulatorio Caritas alla stazione Termini di Roma fondata da don Luigi di Liegro. “La compassione secondo me è nell’accompagnare fino all’ultimo respiro”, ha detto da pare sua padre Daubanes, “non parlare ma esserci: l’abbandono non è compassione”.

La celebrazione a Chiclayo

La Giornata del malato quest’anno verrà celebrata solennemente a Chiclayo, in Perù, dove Leone XIV è stato vescovo per dieci anni. “Io stesso”, scrive il Papa nel messaggio che verrà simbolicamente portato nel paese andino dal cardinale Cerny il prossimo 11 febbraio, “ho constatato, nella mia esperienza di missionario e vescovo in Perù, come molte persone condividono la misericordia e la compassione alla maniera del samaritano e dell’albergatore. I familiari, i vicini, gli operatori sanitari, le persone impegnate nella pastorale sanitaria e tanti altri che si fermano, si avvicinano, curano, portano, accompagnano e offrono ciò che hanno, danno alla compassione una dimensione sociale”.

Leggi i commenti