Faro dell’Agcom su Corona e Garlasco: “Tutelare i minori e la dignità umana”
di Aldo FontanarosaROMA – Le recenti trasmissioni dell’influencer Fabrizio Corona sul suo canale “Falsissimo”, con al centro il caso Signorini. Ma anche «le modalità di copertura in tv» sia del caso Garlasco e sia dei «femminicidi degli ultimi mesi», a partire da Anguillara Sabazia. L’arbitro delle questioni televisive e di Internet, il Garante Agcom, accende un faro sui programmi che sollevano scandali o presunti scandali; e che danno notizie — a gettito continuo — sui fatti di sangue.
Numeri alla mano, Fabrizio Corona rientra nella categoria di «influencer rilevante» che proprio il Garante ha definito. Ha più di 500.000 seguaci su «almeno» un social o — criterio alternativo — visualizzazioni medie mensili pari a un milione (su almeno uno dei social).
Sugli influencer strutturati, e in particolare sui «rilevanti», ricadono precisi doveri. I loro contenuti, ad esempio, devono rispettare la «dignità umana» e i minori, che certo hanno facile accesso a un canale YouTube.
ROMA – Le recenti trasmissioni dell’influencer Fabrizio Corona sul suo canale “Falsissimo”, con al centro il caso Signorini. Ma anche «le modalità di copertura in tv» sia del caso Garlasco e sia dei «femminicidi degli ultimi mesi», a partire da Anguillara Sabazia. L’arbitro delle questioni televisive e di Internet, il Garante Agcom, accende un faro sui programmi che sollevano scandali o presunti scandali; e che danno notizie — a gettito continuo — sui fatti di sangue.
Numeri alla mano, Fabrizio Corona rientra nella categoria di «influencer rilevante» che proprio il Garante ha definito. Ha più di 500.000 seguaci su «almeno» un social o — criterio alternativo — visualizzazioni medie mensili pari a un milione (su almeno uno dei social).
Sugli influencer strutturati, e in particolare sui «rilevanti», ricadono precisi doveri. I loro contenuti, ad esempio, devono rispettare la «dignità umana» e i minori, che certo hanno facile accesso a un canale YouTube.
Ordine ed Fnsi
Se una trasmissione contiene «elementi nocivi» per i minorenni un’etichetta o un contrassegno dovrebbero preavvisare chi si prepara a guardarla. Il Garante Agcom non cita esposti contro Corona. Spiega di muoversi anche alla luce delle prese di posizione dell’Ordine dei giornalisti e del sindacato di categoria, la Fnsi. Il 27 gennaio, Ordine ed Fnsi hanno spiegato che «influencer e personaggi di spicco del web devono rispettare la legge».
Anche su Garlasco, si è fatto sentire l’Ordine dei giornalisti, e a più riprese in questi anni. A settembre del 2025, l’Ordine della Lombardia ha ricordato che un «processo mediatico non è giornalismo, non è cronaca giudiziaria ma ne costituisce una distorsione e un abuso».
In queste ore il Garante Agcom ricorda che le regole ci sarebbero e risalgono addirittura al 2008. Diciotto anni fa gli organi di informazione si erano impegnati a evitare «un’esposizione mediatica sproporzionata, eccessiva e artificiosamente suggestiva delle vicende di giustizia». Scrive adesso il Garante che quelle norme lontane, e forse dimenticate, dovranno trovare «piena applicazione».