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L’irritazione del cardinal Reina e l’incontro che ha chiuso il caso

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Il vicario del Papa per la diocesi di Roma è intervenuto con il parroco di San Lorenzo in Lucina e coordinandosi con gli altri organismi responsabili del patrimonio artistico
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Ora che la vicenda si è chiusa, e in una manciata di giorni, si può tirare un sospiro di sollievo. Ma con un retrogusto amaro. «Nella sciocchezza della cosa non c’è niente da ridere», mormora un prete romano. Perché l’angelo con il volto di Giorgia Meloni non è solo l’eccesso di un sagrestano in vena di bravate, l’occhiolino alla destra di Governo. Quell’affresco spuntato in una delle più rinomate basiliche del centro di Roma, e il clamore che ha suscitato, gettava inevitabilmente un’ombra sull’intera Chiesa della città eterna. Per questo il cardinale Baldo Reina ha deciso di intervenire con tempestività e risolutezza.

Il ruolo del parroco

Sono in pochi a credere sinceramente che il parroco di San Lorenzo in Lucina fosse all’oscuro del restauro incriminato. Il soggetto, del resto, è noto. Tra i sacerdoti della capitale c’è chi ricorda le manifestazioni monarchiche ospitate al Pantheon, di cui monsignor Daniele Micheletti è arciprete, chi evoca un organo misteriosamente partito dalla s…

Ora che la vicenda si è chiusa, e in una manciata di giorni, si può tirare un sospiro di sollievo. Ma con un retrogusto amaro. «Nella sciocchezza della cosa non c’è niente da ridere», mormora un prete romano. Perché l’angelo con il volto di Giorgia Meloni non è solo l’eccesso di un sagrestano in vena di bravate, l’occhiolino alla destra di Governo. Quell’affresco spuntato in una delle più rinomate basiliche del centro di Roma, e il clamore che ha suscitato, gettava inevitabilmente un’ombra sull’intera Chiesa della città eterna. Per questo il cardinale Baldo Reina ha deciso di intervenire con tempestività e risolutezza.

Il ruolo del parroco

Sono in pochi a credere sinceramente che il parroco di San Lorenzo in Lucina fosse all’oscuro del restauro incriminato. Il soggetto, del resto, è noto. Tra i sacerdoti della capitale c’è chi ricorda le manifestazioni monarchiche ospitate al Pantheon, di cui monsignor Daniele Micheletti è arciprete, chi evoca un organo misteriosamente partito dalla sua parrocchia precedente, San Vitale a via Nazionale, per la Romania. Il tipo non è nuovo a intemperanze, e gestisce la sua chiesa con disinvoltura e piglio decisionista. Poteva sfuggirgli il volto della premier sul restauro concluso da oltre un mese?

Un intervento dopo l’altro

Il Vaticano ha lasciato che a gestire la cosa fosse la diocesi di Roma, che è sì la diocesi del Papa - il 19 febbraio Leone incontra il suo clero - ma è governata dal cardinale suo vicario. E Baldo Reina ha fatto pubblicare una prima nota, già sabato mattina, poche ore dopo che Repubblica svelasse la storia del restauro, nella quale preannunciava che avrebbe «approfondito» la cosa con il parroco. Dopo le prime esternazioni di monsignor Micheletti («E’ la premier? Che male c’è?»), è intervenuto una seconda volta, lo stesso giorno, per «prendere le distanze» dalle sue dichiarazioni ed esprimere tutta la sua «amarezza». Ci sarebbe stata una prima telefonata tra il cardinale e il parroco, non risolutiva, poi una convocazioni in Laterano, avvenuta martedì mattina. Evitando lo scontro pubblico ma chiarendo le cose senza esitazioni.

Accelerazione decisiva

Reina doveva peraltro districarsi in un reticolo di grovigli burocratici e sensibilità politiche. Perché in realtà San Lorenzo in Lucina, come molte altre delle quasi mille chiese di Roma, non è di proprietà del Vicariato ma del Fondo edifici di culto (Fec) del ministero dell’Interno, e su di essa (ma non sul famigerato restauro di un affresco dipinto solo pochi anni fa) vigila la Soprintendenza, che dipende dal ministero della Cultura. Il cardinale vicario non poteva e non voleva prendere da solo la decisione, né entrare in rotta di collisione col Governo, ma ha discretamente impresso un’accelerazione decisiva. Coordinandosi con gli altri protagonisti della vicenda, evitando di stigmatizzare monsignor Micheletti (una nota diramata ieri sera sottolinea la «piena sintonia»), e assicurando, anche per il futuro, la «leale e costante collaborazione con le istituzioni dello Stato». Un prete commenta amareggiato: «E’ triste che si parli della Chiesa di Roma solo per una vicenda del genere». Ma almeno questo incidente è alle spalle.

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