Cronaca

È morto il fisico Antonino Zichichi, il padre dei Laboratori del Gran Sasso: aveva 96 anni

È morto il fisico Antonino Zichichi, il padre dei Laboratori del Gran Sasso: aveva 96 anni

La sua esperienza nella politica siciliana si era conclusa con uno scambio di insulti con il presidente Crocetta. Era noto anche per il sostegno al nucleare, ma solo per scopi civili

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È morto a 96 anni Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico specializzato nel campo della fisica delle particelle. Era nato a Trapani nel 1929 ed era stato l’ideatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, uno dei più importanti centri di ricerca del mondo, costruito a partire dal 1982.

Contro l’evoluzionismo e il riscaldamento climatico

I suoi capelli candidi lo rendevano perfetto nel physique du rôle dello scienziato, così come il suo eloquio sciolto (era in grado di tenere conferenze che duravano ore). La sua competenza scientifica era fuori discussione, le sue posizioni scettiche nei confronti del cambiamento climatico e della teoria dell’evoluzione di Darwin lo avevano però contrapposto a molti colleghi.

Zichichi riteneva che l’evoluzionismo da un lato e la responsabilità umana nel riscaldamento del pianeta dall’altro non fossero provate dalla matematica né dagli esperimenti. Per questo manteneva una posizione scettica e negava che la crisi del clima fosse causata solo dal nostro inquinamento.

Era molto credente e amico di Giovanni Paolo II. Spesso raccontava di aver contribuito, con le sue spiegazioni, a spingere il pontefice a riabilitare Galileo Galilei. Gli aveva anche proposto di santificarlo, ma senza successo. Da molti anni aveva intrapreso una battaglia contro l'astrologia e contro le superstizioni, definite dallo scienziato una “Hiroshima culturale”.

La sfortunata esperienza politica

La sua fama di scienziato lo aveva portato anche in politica. Tra il novembre del 2012 e il marzo del 2013 era stato nominato assessore ai beni culturali dal presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta (nella giunta c’era anche Franco Battiato).

I toni del divorzio, dopo solo quattro mesi di incarico, erano stati aspri. In una delle sue più famose dichiarazioni aveva detto: “Sogno una Sicilia piena di centrali nucleari”. Crocetta, contrario alle centrali, lo aveva anche accusato d’assenteismo per il suo impegno al Cern di Ginevra.

“Bisognava lavorare e invece lui parlava solo di raggi cosmici, forse sarebbe stato meglio utilizzarlo come esperto” aveva dichiarato Crocetta. “Ringrazio vivamente Crocetta per la revoca dell’impegno” aveva replicato Zichichi dopo il licenziamento. “In tre mesi di lavoro ho fatto dodici progetti ma sono emerse profonde divergenze culturali. Di queste divergenze culturali posso dirmi orgoglioso”.

La carriera scientifica

Nella sua carriera ha lavorato presso il Fermilab di Chicago, laboratorio americano di fisica che deve il nome ad Enrico Fermi, e presso il Cern di Ginevra. Ha anche guidato il gruppo dell'Università di Bologna, dove era professore emerito, durante i primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati. Dal 1977 al 1982 è stato presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e nel 1978 è stato anche eletto presidente della Società Europea di Fisica.

Nel 1963 aveva fondato il Centro di cultura scientifica Ettore Majorana a Erice, in Sicilia, dove si svolgevano convegni e seminari frequentati anche da premi Nobel e dove Zichichi poteva esibirsi in discorsi su temi scientifici che duravano buona parte della giornata.

Dai colleghi “Nino” era molto stimato. Luciano Maiani, fisico teorico, membro dell’Accademia dei Lincei, ex presidente del Cern, dell’Infn e del Cnr ricorda che "I Laboratori Nazionali del Gran Sasso da lui fondati sono oggi uno dei più importanti centri di ricerca del mondo e resteranno come grande contributo da lui dato al paese. Ma non dobbiamo dimenticare anche l'enorme impulso all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, di cui è stato presidente dal 1977 al 1983, e la Scuola di fisica Ettore Majorana ad Erice, che ha attirato alcuni dei nomi più importanti della fisica nazionale e internazionale, da Amaldi a Cabibbo a Feynman".

Antonio Zoccoli, attuale presidente dell’Infn, sottolinea come Zichichi sia stato anche “il primo manager della scienza, perché aveva capito l’importanza di realizzare le infrastrutture per la ricerca sul nostro territorio. Alla Scuola di Erice più di 50 anni fa fu lanciato il manifesto per la pace, contro le armi nucleari e a favore del disarmo. Questa è un’eredità che riceviamo da lui e dobbiamo impegnarci a portare avanti”.

Le condoglianze arrivate soprattutto da destra

I primi a piangere la scomparsa del fisico sono oggi i politici di destra. La posizione favorevole al nucleare, lo scetticismo climatico e la fede cristiana sono infatti dei ponti con l’attuale maggioranza, anche se Zichichi era uscito dall’impegno politico nel 2013. In un’intervista a RNext nel 2015 aveva espresso la sua ammirazione per Berlusconi, “perché ci ha salvato dal comunismo”.

"Era un amico, un amante della libertà, un cristiano, un uomo di fede, capace di sostenere con coraggio la correlazione tra scienza e religione” lo saluta il ministro degli Esteri Antonio Tajani di Forza Italia.

"Zichichi ha saputo abbinare il suo nome alla Sicilia e al Centro Majorana di Erice, rendendoli un punto di riferimento internazionale per la fisica e per il dialogo tra scienza e cultura" ha detto il presidente della Sicilia Renato Schifani, sempre di Forza Italia. Per il ministro dell’Università Anna Maria Bernini “è stato una voce che ha saputo accendere la scienza nel cuore delle persone".

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto di Fratelli d’Italia “Il suo impegno nella ricerca e nella divulgazione rappresenta un patrimonio prezioso per la Nazione. A Dio, Professore".

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ricordato soprattutto il suo scetticismo in materia di clima: “L’Italia perde uno dei suoi figli migliori. Ha combattuto con forza l’inquinamento culturale e l'arbitrarietà di molti modelli matematici catastrofisti”.

"Addio ad Antonino Zichichi, maestro di scienza e di fede. Riunì il rigore scientifico alla fede in un ordine trascendente e perciò fu emarginato dai sacerdoti del tempio laicista che spiega come gira il mondo senza saperlo". ha detto Gianfranco Rotondi, presidente Dc e deputato di Fratelli d’Italia.

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