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Rigopiano, oggi la sentenza per l’appello bis. L’ex sindaco di Farindola rinuncia alla prescrizione

(ansa)
Il 18 gennaio 2017 una valanga travolse l’albergo in cui morirono 29 persone
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PERUGIA – Prima di conoscere la sentenza del processo d’appello bis per Rigopiano, attesa oggi, c’è già un primo colpo di scena. L’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, ha deciso di rinunciare alla prescrizione già intervenuta per l’accusa di omicidio colposo. La sua decisione è stata formalizzata nei giorni scorsi. “Non commentiamo – spiega l’avvocato Massimo Manieri, uno dei due legali dell’allora primo cittadino di Farindola – e aspettiamo la decisione della Corte”. Ma è prevedibile che l’ex amministratore punti a un’assoluzione piena.

Era il 18 gennaio 2017 quando una valanga travolse l’albergo di Farindola, in cui morirono 29 delle 41 persone dentro l’hotel. "Siamo fiduciosi, dobbiamo esserlo per forza - sono state le parole del comitato vittime di Rigopiano - Noi abbiamo sempre sostenuto che la Regione avesse delle responsabilità. Ora la parola passa al giudice".

È proprio sulle presunte responsabilità dei sei funzionari regionali che punta il processo. Erano stati assolti…

PERUGIA – Prima di conoscere la sentenza del processo d’appello bis per Rigopiano, attesa oggi, c’è già un primo colpo di scena. L’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, ha deciso di rinunciare alla prescrizione già intervenuta per l’accusa di omicidio colposo. La sua decisione è stata formalizzata nei giorni scorsi. “Non commentiamo – spiega l’avvocato Massimo Manieri, uno dei due legali dell’allora primo cittadino di Farindola – e aspettiamo la decisione della Corte”. Ma è prevedibile che l’ex amministratore punti a un’assoluzione piena.

Era il 18 gennaio 2017 quando una valanga travolse l’albergo di Farindola, in cui morirono 29 delle 41 persone dentro l’hotel. "Siamo fiduciosi, dobbiamo esserlo per forza - sono state le parole del comitato vittime di Rigopiano - Noi abbiamo sempre sostenuto che la Regione avesse delle responsabilità. Ora la parola passa al giudice".

È proprio sulle presunte responsabilità dei sei funzionari regionali che punta il processo. Erano stati assolti in primo e secondo grado. La procura generale di Perugia, nell’ultima udienza, ha chiesto per loro una condanna a tre anni e dieci mesi per Carlo Giovani, Carlo Visca, Sabatino Belmaggio, Vincenzo Antenucci, Emidio Primavera e Pierluigi Caputi. Sono accusati di disastro colposo, omicidio e lesioni colpose.

Nel processo di primo grado, erano state decise cinque condanne e 25 assoluzioni, mentre nell’appello a L’Aquila le condanne erano salite a otto. A fine 2024 però la Cassazione le aveva annullate.

Il procuratore generale di Perugia, Paolo Barlucchi, ha chiesto, oltre alla condanne per i regionali, la conferma delle condanne di due dirigenti della Provincia di Pescara, dell'allora sindaco di Farindola e di un tecnico comunale. In tutto sono dieci le posizioni sulle quali si dovrà esprimere oggi la Corte.

"Oggi - scrive il comitato dei familiari - ascolteremo l'ultima sentenza. Forse porterà un pò di pace, forse un pò di serenità. Non abbiamo saltato neanche un'udienza, non ci siamo mai fermati, sempre in cerca della verità per arrivare alla giustizia". "E comunque vada, torneremo al totem di Rigopiano, dai nostri ragazzi, a testa alta. Per dire loro che non solo abbiamo cercato giustizia, ma abbiamo lottato fino alla fine. Con la certezza di aver scosso le coscienze collettive".

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