«Riconoscere la dignità di ogni paziente, a prescindere dalla sua condizione e dalla sua età, è il faro che deve guidarci. E questo significa offrire a tutti cure appropriate, evitando ostinazioni irragionevoli. Inoltre, bisognerà ricucire la ferita di fiducia che questa storia inevitabilmente lascia». Così spiega, davanti al tramonto della speranza per il bimbo di due anni di Napoli, non più ope…