Può un saggio di due filosofe famose e stimate, Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo, spaccare così tanto il femminismo da impedire addirittura la presentazione del saggio stesso, per timore di contestazioni? Sembra incredibile ma è quello che sta accadendo a Bologna, dove si è ormai consolidata una frattura sempre più profonda tra l’ala “transfemminista” e l’area del movimento che si riconosce invece nel pensiero della differenza.
Perché sarebbe stato proprio il timore di “contestazioni troppo passionali” – così le ha definite con una perifrasi Laica Montanari, presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna – a far saltare la presentazione del libro di Cavarero e Guaraldo, Donna si nasce. E qualche volta lo si diventa (Mondadori) che si sarebbe dovuta svolgere domani a Bologna, al Centro di documentazione delle donne di via del Piombo.
All'ultimo momento, a causa "di un clima di non serenità" – così ha spiegato Montanari, responsabile dell'organizzazione dell'evento con il patrocinio del Comune di Bologna – “derivato da diverse contestazioni, anche "passionali”, che abbiamo ricevuto, abbiamo deciso di rinviare l’incontro”. A data da destinarsi.
Incredula e amareggiata la reazione a caldo di Olivia Guaraldo, ordinaria di Filosofia Politica all’università di Verona: “Non avevo ancora esperito, prima di oggi, un’esplicita censura. Significa che il nostro libro Donna si nasce ha colpito nel segno. Mi pareva strano infatti che riuscissimo a solcare le mura della blindatissima Bologna. Ma l’invito era stato fatto alcuni mesi fa e io ero pronta ad andare”.
Il saggio di Adriana Cavarero, filosofa e teorica del pensiero della differenza e di Olivia Guaraldo, è un lungo lavoro scientifico sul tema dell’identità femminile. E sugli aspetti oggi più dibattuti con il transfemminismo e parte del mondo Lgbtq+. Ossia sulla connessione tra l’identità femminile e il sesso biologico, ma anche sulla costruzione di questa che ne ha fatto il patriarcato. Sulla differenza dei sessi come ricchezza. Per rispondere però alla domanda: la liberazione femminile può avvenire soltanto attraverso la cancellazione della differenza sessuale?
Temi spinosissimi che nel tempo hanno portato a drammatiche rotture e allontanamenti. Aggiunge Laica Montanari: “Abbiamo mandato una mail a Guaraldo spiegando che abbiamo dovuto spostare l'incontro a data da destinarsi. L'evento, programmato già da dicembre, si è infatti accavallato con altri impegni inaspettati. Ma non nascondo che, a portarci a questa decisione, sono state le parecchie contestazioni che abbiamo ricevuto dal collettivo Non una di meno”.
Le attiviste, sottolinea Montanari, accusano Cavarero e Guaraldo di "non essere trans-inclusive". "E a noi i confronti vanno più che bene, ma se non diventano contestazioni troppo passionali: è un momento - argomenta - in cui vogliamo costruire ponti, quindi penseremo anche insieme a Guaraldo quando spostare la presentazione, più avanti".
Già, ma intanto il dibattito proprio per paura di quelle contestazioni è stato cancellato. Eppure il femminismo è da sempre terreno anche di asprissime divisioni, fertile concime per arrivare – poi - a sintesi condivise. Non questa volta, come sottolinea Olivia Guaraldo: “Ad impedire la presentazione del nostro libro sono posizioni di transfemminismo in disaccordo con il nostro pensiero, che si riconosce nel femminismo della differenza. Noi però – aggiunge – abbiamo scritto questo saggio in modo dialogante e lo abbiamo presentato in tutta Italia, confrontandoci con posizioni diverse: mai avevamo avuto questa censura. Non è certo nostra intenzione essere transescludenti. Ma certamente non crediamo che una donna debba essere definita “persona con utero” anziché donna. Da parte mia – conclude – penso che questo evento non si farà più".