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Italiani bloccati a Dubai, Zaytsev: “Non sono state ore serene, ma continuiamo il torneo”

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Lo schiacciatore, insieme alla sua volley Cuneo, è impegnato nel torneo internazionale Nas Sport Tournament: “Da padre mi immedesimo nelle famiglie degli studenti bloccati qui, ma la situazione sembra sotto controllo”
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“Certamente non sono state ore serene, perché ritrovarsi in una zona di guerra e ricevere allarmi missilistici non è bello. E da padre, mi immedesimo nelle famiglie degli studenti bloccati in attesa di rimpatrio”. Uomo simbolo della nazionale di volley tra il 2008 e il 2018, “lo zar” Ivan Zaytsev quando sono iniziati i raid iraniani su Dubai, in risposta all’attacco di Usa e Israele, si trovava con la sua volley Cuneo nell’emirato per il NAS Sport Tournament, torneo internazionale che è proseguito anche nei giorni degli attacchi.

Come ci si sente a giocare in una situazione del genere?

“Anche ieri sera eravamo impegnati in una partita del torneo che stiamo affrontando qui a Dubai. Qui la vita sembra decisamente normale e senza particolari allarmismi”.

Non avete paura?

“Gli organizzatori del torneo sono in stretto contatto con il governo degli emirati e ci danno rassicurazioni costanti, di conseguenza ‘ci fidiamo’ delle notizie che ci vengono fornite”.

C’è stato un momento particolarme…

“Certamente non sono state ore serene, perché ritrovarsi in una zona di guerra e ricevere allarmi missilistici non è bello. E da padre, mi immedesimo nelle famiglie degli studenti bloccati in attesa di rimpatrio”. Uomo simbolo della nazionale di volley tra il 2008 e il 2018, “lo zar” Ivan Zaytsev quando sono iniziati i raid iraniani su Dubai, in risposta all’attacco di Usa e Israele, si trovava con la sua volley Cuneo nell’emirato per il NAS Sport Tournament, torneo internazionale che è proseguito anche nei giorni degli attacchi.

Come ci si sente a giocare in una situazione del genere?

“Anche ieri sera eravamo impegnati in una partita del torneo che stiamo affrontando qui a Dubai. Qui la vita sembra decisamente normale e senza particolari allarmismi”.

Non avete paura?

“Gli organizzatori del torneo sono in stretto contatto con il governo degli emirati e ci danno rassicurazioni costanti, di conseguenza ‘ci fidiamo’ delle notizie che ci vengono fornite”.

C’è stato un momento particolarmente difficile?

“A parte la serata di sabato quando è stato evacuato il Burj Khalifa ed è caduto un drone in zona Palm Jumeirah devo ammettere che non è successo nulla. Dalla serata di ieri la vita a Dubai sembra aver ripreso il solito ritmo”.

Adesso la prospettiva qual è?

“Spero che tutti noi potremo rientrare il prima possibile, ma ripeto, grazie ai contatti costanti con il consolato italiano e l'efficienza del governo degli Emirati, per ora, siamo abbastanza tranquilli”.

Le prime due partite sono andate bene. La speranza è anche di vincere il torneo?

“Il risultato sportivo in questa situazione conta poco, ma certamente, se il torneo andrà avanti come sembra cercheremo di ottenere il massimo”.

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