Molti abbracci, qualche lacrima, una ressa di genitori, amici e compagni di classe. Erano da poco passate le venti, quando i duecento studenti rimasti bloccati a Dubai al termine di una vacanza studio dell’associazione World student connection sono usciti dal terminal dell’aeroporto di Malpensa e hanno trovato ad accoglierli una vera e propria folla. Quasi in contemporanea, un altro volo commerciale è arrivato a Roma Fiumicino, mentre nella notte, altri due voli commerciali speciali è previsto che partano da Muscat con a bordo 300 persone e domani notte dovrebbe partirne un altro.
Guerra in Medio Oriente, gli studenti bloccati a Dubai rientrano in Italia - la diretta
“Momenti difficili, alcuni di noi hanno avuto crisi di panico”
“Sono felice di essere tornata a casa, tutto qua”, hanno tagliato corto molti, scivolando via con la “fretta di tornare alla mia casa, alla mia camera”. Alcuni hanno provato a minimizzare, “mi sono sempre sentito al sicuro, gli Emirati sono un Paese sicuro”, ha detto un ragazzo, ma in molti hanno finito per ammettere di aver passato momenti difficili. “Tanti piangevano, alcuni hanno avuto momenti di panico”, ha raccontato una studentessa. “Soprattutto di notte, quando arrivavano gli allarmi e bisognava evacuare la situazione era difficile. Eravamo divisi in due hotel e soprattutto per chi stava vicino all’aeroporto, che è stato colpito più volte, è stata dura”.
In mattinata i ragazzi sono stati trasferiti in bus ad Abu Dhabi, dove hanno atteso di salire sul volo, inizialmente programmato per la tarda mattinata, poi spostato al pomeriggio. “Inizialmente era previsto che i ragazzi arrivassero nel primo pomeriggio – ha spiegato il padre di una studentessa – questa mattina ci hanno comunicato che c’è stato uno slittamento , ma non so il motivo. Per noi è un problema, anche perché mia figlia deve tornare in Calabria e a un certo orario i voli finiscono. In ogni caso, in qualche modo faremo. L’importante è che torni”.
Fiumicino, il rientro degli italiani dal Medio Oriente: "Ci siamo sentiti abbandonati dall'Italia"
La rabbia dei passeggeri arrivati a Fiumicino: “Noi abbandonati”
Mentre gli studenti a Malpensa abbracciavano genitori e amici, un altro volo è atterrato a Roma. Lì però l’umore dei passeggeri era di tutt’altro segno. “Io voglio ringraziare il governo emiratino, che ci ha fornito totale assistenza. Facevamo scalo ad Abu Dhabi quando è arrivato il primo allarme. Ci hanno fatto evacuare, accompagnati a un autobus che ci ha portato in hotel e lì siamo stati assistiti in tutto. Non si può certo dire la stessa cosa del governo italiano”, dice arrabbiatissima una signora. “Ai numeri d’emergenza non rispondeva nessuno, quello della task force era perennemente occupato e alla fine l’unica informazione che abbiamo avuto è stata un messaggino che ci informava di un volo disponibile da Muscat, ovviamente a carico nostro. Ma come si fa a consigliare a dei connazionali di spostarsi in Oman, con le frontiere chiuse e in un contesto di guerra?”. Lo stesso dice una ragazza rimasta bloccata ad Abu Dhabi: “Ci siamo sentiti un po’ abbandonati. Noi non abbiamo pagato nulla, Ethiad ha coperto tutti i costi, ma altri ragazzi si sono dovuti far carico di tutto”.
Meloni: “Il nostro impegno è massimo”
"Massimo impegno dell'esecutivo per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte”, ha assicurato oggi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che, si legge in una nota, "ha presieduto due riunioni di governo dedicate agli sviluppi della crisi in Medio Oriente", con il governo e con Eni e Snam. Al primo incontro hanno partecipato il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
Il pagamento in contanti del volo per tornare in Italia
La macchina della Farnesina si è avviata e già in giornata saranno disponibili diversi bus per Muscat, in Oman, da dove domani partirà un altro charter messo a disposizione dalla compagnia di bandiera omanita. Secondo i primi passeggeri arrivati ieri sera in Italia, i prezzi non sono proprio a buon mercato. Per un volo è necessario sborsare fino a 1.500 dollari in contanti. “O pagavi cash o non partivi”, hanno detto i primi italiani arrivati a Roma. Molti non sono stati in grado di mettere insieme i contanti necessari e hanno dovuto rinunciare al volo. Più fortunati sono stati i turisti organizzati con tour operator, nella maggior parte dei casi è stata la compagnia a farsi carico di extra costi e trasferimenti.
I rinforzi diplomatici inviati a Muscat
Dall’alba, a Muscat sono arrivati i rinforzi per la struttura consolare: otto persone fra carabinieri, finanzieri e personale diplomatico e della Protezione civile sono state inviate per affrontare l’emergenza. Un modo anche per vigilare – ha detto il ministro Antonio Tajani questa mattina a Rainews24 – su potenziali “truffe o bagarini che tentino di spacciare biglietti a prezzo maggiorato”.
Sistema di trasferimenti verso l’Oman
Nelle ultime ore è stato messo a punto un meccanismo di trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti all'Oman: i primi spostamenti sono già in corso. Le istruzioni per i trasferimenti sono inviate a chi si trova negli Emirati ed è registrato sulla app "Viaggiare Sicuri" o sul sito www.dovesiamonelmondo.it. Un analogo sistema è in corso di predisposizione da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l'Arabia Saudita.
Primi voli commerciali da Dubai, ma posti limitati
Altri italiani potrebbero invece riuscire a partire sui pochi voli commerciali che le compagnie aeree a lungo raggio Etihad Airways ed Emirates, con sede ad Abu Dhabi e Dubai, e la low cost FlyDubai, hanno sbloccato. Emirates ha fatto sapere che i clienti con prenotazioni precedenti avranno la priorità, mentre FlyDubai ha dichiarato che opererà quattro voli in partenza e cinque in arrivo.
Stando a Dubai Airports, l'autorità che gestisce i due aeroporti della città, oggi i voli dovrebbero aumentare, ma per i passeggeri l’invito è di recarsi in aeroporto solo se informati dalla compagnia perché operazioni e posti sono limitati. Anche i principali siti di ricerca voli – fino a ieri desolatamente vuoti – adesso propongono diverse soluzioni, più o meno rocambolesche, con fino a tre scali e a prezzi decisamente maggiorati. Da domani dovrebbero essere previsti anche voli diretti per l’Italia. Programmi che vengono aggiornati di ora in ora, in base all’andamento del conflitto, ma almeno sulla carta i voli ci sono.Qatar, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita, nelle ultime ore hanno subito chiusure parziali o temporanee che potrebbero essere estese, mentre aumenta il numero di aeroporti verso cui le compagnie sospendono o cancellano i voli. Dall’inizio del conflitto, sono oltre 12.300.
Più di 500 italiani bloccati su nave da crociera
Iniziano a valutare se provare a organizzarsi autonomamente anche alcuni dei turisti italiani bloccati a bordo della nave da crociera Msc Euribia. In tutto sono 563, avrebbero dovuto proseguire fino a Doha e da lì fare rientro, ma per questioni di sicurezza la nave ha attraccato a Dubai, dove è ferma da tre giorni. E non è previsto che si sposti – ha informato la compagnia – “fino a nuovo avviso, seguendo le indicazioni delle autorità di sicurezza nazionali e internazionali presenti nell'area”. Con la riapertura parziale degli aeroporti emiratini, si lavora per tentare di individuare soluzioni alternative per permettere ai passeggeri di rientrare in Italia e la compagnia – si legge in una nota – “è in contatto costante con ambasciate e ministeri degli Affari Esteri, affinché dispongano di tutte le informazioni necessarie relative ai propri cittadini presenti a bordo e possano valutare eventuali piani di rimpatrio”. A tutti è stato chiesto di registrarsi sul portale viaggiaresicuri.it del Ministero. Fra i turisti serpeggia l’inquietudine. Dopo ventiquattro ore di relativa calma, nel tardo pomeriggio di oggi la contraerea è nuovamente entrata in azione. "In nave manteniamo i nervi saldi, però si aspetta sempre di sentire qualche comunicazione ufficiale con indicazioni certe perché le persone - spiega Giovanni Melis, uno dei passeggeri a bordo - vogliono rientrare a casa".