Techno e cappuccino: a Milano tutti pazzi per la disco di mattina
di Claudia de LilloSono le dieci di una domenica mattina e, da lontano, si scorge una lunga fila. Centinaia di persone aspettano. A Milano succede spesso: la gente si mette in coda, per pupazzi in edizione limitata, per un gelato al gusto improbabile, per un cornetto ripieno di crema, per una birra artigianale. Questa coda tuttavia è di una pasta insolita, priva di frustrazione o impazienza, di nevrosi o voracità. Questa attesa lieve e divertita è già parte del viaggio.
Martina ha 33 anni e indossa un velo bianco da sposa. «Non so cosa mi aspetta» dichiara, circondata da amiche che hanno scelto per lei come celebrare un addio al nubilato. «Mi fido di loro», sorride, la sua festa è già cominciata.
Alberto, Sasha e Simone (41, 50 e 24 anni) si sentono dei privilegiati perché i biglietti per questa avventura, gratuiti ma limitatissimi, si sono esauriti in pochi minuti. Ma loro sono stati veloci e ce l’hanno fatta. Si chiama “m2o Morning Club”, un’iniziativa di soft clubbing dell’emittente radiofonica e d…
Sono le dieci di una domenica mattina e, da lontano, si scorge una lunga fila. Centinaia di persone aspettano. A Milano succede spesso: la gente si mette in coda, per pupazzi in edizione limitata, per un gelato al gusto improbabile, per un cornetto ripieno di crema, per una birra artigianale. Questa coda tuttavia è di una pasta insolita, priva di frustrazione o impazienza, di nevrosi o voracità. Questa attesa lieve e divertita è già parte del viaggio.
Martina ha 33 anni e indossa un velo bianco da sposa. «Non so cosa mi aspetta» dichiara, circondata da amiche che hanno scelto per lei come celebrare un addio al nubilato. «Mi fido di loro», sorride, la sua festa è già cominciata.
Alberto, Sasha e Simone (41, 50 e 24 anni) si sentono dei privilegiati perché i biglietti per questa avventura, gratuiti ma limitatissimi, si sono esauriti in pochi minuti. Ma loro sono stati veloci e ce l’hanno fatta. Si chiama “m2o Morning Club”, un’iniziativa di soft clubbing dell’emittente radiofonica e del suo direttore Albertino per chi vuole immergersi nella musica elettronica a orari poco ortodossi, quando i più si trascinano per casa in pigiama e pantofole.
«Essere padri e mariti è una condizione incompatibile con le serate passate a ballare fino a tardi», spiega Alberto. «È un evento esclusivo e ben gestito: è giusto mantenere un numero limitato di ingressi in una location intima e alternativa», aggiungono Simone e Sasha, appassionati dei tre artisti della line-up odierna — Riva Starr, L3UM4S (ovvero Samuel dei Subsonica) e Shorty — che si alternano alla consolle nel bar della Fabbrica del Vapore, spazio ex industriale e polo culturale del Comune, non lontano dalla Chinatown milanese.
«Occupiamo uno spazio vuoto per un certo tipo di persone, non classificabili anagraficamente, che cercano posti dove stare a proprio agio, atmosfere ormai introvabili nei luoghi tradizionalmente deputati al ballo», racconta Albertino, che si è ispirato a esperienze simili del Nord Europa, declinando una narrazione torbida e trasgressiva intorno a discoteche e dance music in «un’esperienza educativa e pulita per gli appassionati di musica».
Un piccolo timbro sul dorso della mano regala il privilegio dell’accesso. I controlli sono rigidi. «Posso entrare? Vi prego! Ci sono dentro i miei amici». La fila — composta, paziente, speranzosa — attende che qualcuno esca per far spazio ai tanti, ancora esclusi.
Bum bum bum. Musica house e cappuccino per un popolo analcolico che questa mattina ondeggia sincrono, alza le mani, muove la testa a ritmo ma, nel pomeriggio, potrebbe, senza soluzione di continuità, praticare yoga in una shala satura di incenso o rotolarsi al parco con un labrador o un bambino in età prescolare.
Bum bum bum. Vicini ma non troppo, scatenati o placidi, dai 20 ai 70 anni, tutti insieme, un’onda ipnotica, esattamente lì dove vogliono essere.
Nasceranno nuovi amici, nuovi amori in questa fauna eterogenea che galleggia nella bolla con un caffè in mano?
«Se è vero che l’80% degli incontri avviene attraverso i social, noi diamo una botta di vita e di umanità a queste persone. Speriamo ci sia anche qualche “inciucio”: a questo servivano le discoteche una volta» dice Albertino.
Ci sono Fabrizia (40) e Pierluigi (41) che hanno smesso di andare a ballare la sera perché «l’indomani mattina bisogna lavorare»; c’è Nina che ha cinque mesi e osserva il mondo dal marsupio di Daniele (37) che è il suo papà e balla all’esterno perché «dentro, per lei, c’è troppo rumore»; su un divano sono seduti Massimiliano (47), vestito di bianco, e Erika (45), «aperti a quello che succederà oggi».
Al piano di sopra, da cui si gode di uno spettacolo magnetico sulla consolle, i cornetti, e la folla semovente, Daniela, “la strega di Breda” fa i tarocchi mentre, poco più in là, Claudia, alla postazione del trucco, ravviva volti, ritocca occhi e cosparge zigomi di una polvere illuminante che risplende a ritmo di musica.
Bum bum bum. Le regine della pista sono Cinzia e Maria Rosa, rispettivamente 60 e 61 anni, ballerine indefesse con alle spalle una storia di notti brave e after hour nelle estati di Riccione. Indossano occhiali luminosi che brillano tra le mani alzate. Con loro dovevano esserci delle amiche «ma sono state troppo lente e non sono riuscite a prendere i biglietti in tempo».
Bum bum bum. Fuori c’è il sole ed è primavera. Dentro anche. «La mattina si scelgono sonorità house, disco, funky un po’ più morbide, in grado di coccolare l’inizio della giornata» spiega Ale Lippi, speaker di m2o ed esperto di musica dance elettronica. «Questa è una musica felice».
Già, una musica felice, per Martina con il suo velo da sposa («Le mie amiche hanno avuto un’idea fantastica»), per Nina che si è addormentata nel marsupio, per Albertino, salutato dalla folla, per Alberto, Sasha e Simone, per Cinzia e Maria Rosa che non si fermano mai, come le lucine dei loro occhiali, e per tutti gli altri abitanti di questo microcosmo di musica, cappuccini e meraviglia.