Quando in piena guerra fredda si ritrovò spiattellata su un settimanale di destra notoriamente legato ai servizi segreti una frase che aveva pronunciato al telefono, Giovanni XXIII si rivolse a Guido Gusso, che si era portato dietro da Venezia, e quello si arrampicò su una scala e tastando lungo il cavo telefonico trovò effettivamente una cimice. Il maggiordomo di un Papa è così, o almeno così dovrebbe essere: sconosciuto al grande pubblico, praticamente invisibile, e fidatissimo.
Un ruolo delicatissimo
È in questo ruolo delicatissimo che ora, a dieci mesi dal Conclave, Leone XIV ha chiamato Anton Kappler, 46 anni, ex tenente delle Guardie Svizzere. Il nuovo “assistente di camera” del Pontefice — questo il titolo ufficiale — affianca Piergiorgio Zanetti, ex gendarme, che Prevost ha ereditato da Francesco e, per ora, resta al suo posto. Nella squadra che assiste quotidianamente il Pontefice dalla gestione degli ospiti al trasporto della documentazione d’ufficio, nel palazzo apostolico …
Quando in piena guerra fredda si ritrovò spiattellata su un settimanale di destra notoriamente legato ai servizi segreti una frase che aveva pronunciato al telefono, Giovanni XXIII si rivolse a Guido Gusso, che si era portato dietro da Venezia, e quello si arrampicò su una scala e tastando lungo il cavo telefonico trovò effettivamente una cimice. Il maggiordomo di un Papa è così, o almeno così dovrebbe essere: sconosciuto al grande pubblico, praticamente invisibile, e fidatissimo.
Un ruolo delicatissimo
È in questo ruolo delicatissimo che ora, a dieci mesi dal Conclave, Leone XIV ha chiamato Anton Kappler, 46 anni, ex tenente delle Guardie Svizzere. Il nuovo “assistente di camera” del Pontefice — questo il titolo ufficiale — affianca Piergiorgio Zanetti, ex gendarme, che Prevost ha ereditato da Francesco e, per ora, resta al suo posto. Nella squadra che assiste quotidianamente il Pontefice dalla gestione degli ospiti al trasporto della documentazione d’ufficio, nel palazzo apostolico e durante i viaggi, sarebbe entrato anche un terzo aiutante, che lavorava come usciere al dicastero dei Vescovi di cui Leone era prefetto prima di diventare Papa.
Salgono le Guardie Svizzere
Scegliendo un uomo delle Guardie svizzere il Papa mostra un occhio di riguardo per il piccolo esercito pontificio, che col trasloco di Francesco a Casa Santa Marta condivideva con la Gendarmeria la supervisione della casa papale. Per il resto, di Kappler si sa pochissimo — viene dal Cantone San Gallo, è un tipo sportivo e metodico, è poliglotta — a riprova di una discrezione adatta al ruolo che ha appena assunto. Come quella mostrata da Angelo Gugel, scomparso di recente a 90 anni, invisibile per mezzo secolo accanto a tre Papi se non fosse per il fotogramma che il 13 maggio 1981 lo immortala mentre soccorre Giovanni Paolo II appena colpito da Ali Agca e per le voci — che lui contestò — secondo le quali era sua figlia il vero obiettivo di chi poi rapì Emanuela Orlandi.
Riservatezza o no
Riservatezza che mancò a Paolo Gabriele, principale protagonista della clamorosa diffusione di documenti riservati di Benedetto XVI, i vatileaks. Gli succedette Sandrone Mariotti, che Francesco mantenne fino al 2024, quando, senza spiegazioni, fu spostato ad altro incarico. Ora ad incarnare le orecchie e gli occhi del Papa, ma non la bocca, arriva uno svizzero discreto.