Cronaca

Dall’osteria al Festival, le mille vite di Gian Luca Pelloni Bulzoni adottato da Raffaella Carrà

Dall’osteria al Festival, le mille vite di Gian Luca Pelloni Bulzoni adottato da Raffaella Carrà

L’incontro nel 2001 quando l’artista conduceva Sanremo: da allora è diventato la sua ombra discreta

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Raffaella Carrà lo ripeteva come un mantra: «Sono molto gelosa della mia vita privata». Ecco perché di Gian Luca Pelloni Bulzoni, quest’uomo che pare uscito dalla nebbia pur essendo stato per vent’anni a fianco della Raffa nazionale, non si sapeva nulla fino a due giorni fa. Solo un nome accanto a una qualifica che cambiava di volta in volta: bodyguard, anzi no segretario, forse manager, meglio assistente. Ora figlio adottivo e erede universale, scelto per totale cieca fiducia. Rare le foto insieme, nonostante l’uno fosse l’ombra dell’altra. Sparuti i video, lei in scena, lui nel retro.

A riavvolgere il nastro, nella ritrosia che accompagna i racconti, si trovano fotogrammi più che una sceneggiatura. La prima traccia porta a Ferrara dove Gian Luca Pelloni Bulzoni, per gli amici Gianluca tutto attaccato, gestiva il ristorante di famiglia: “Al Sgnadur”, che in dialetto vuol dire mattarello. Allora aveva un solo cognome e in città lo chiamavano “Bulzo”.

Il flash successivo lo colloca già nello showbiz: Bulzoni fa il bodyguard — le cronache lo vogliono guardia del corpo di Megan Gale e Eva Herzigova — e per questo si ritrova a Miss Italia e a Sanremo. È nella città dei fiori che il suo destino si cuce con quello di Raffaella Carrà. L’agenzia per cui lavora ottiene un appalto Rai e a Bulzoni viene affidata la sicurezza della regina del “Tuca Tuca”. È il 2001: Carrà conduce il festival mentre scopre al telefono che l’adorato fratello Enzo Pelloni ha un tumore. Morirà di lì a poco, lasciando due figli, Matteo e Federica, i nipoti amatissimi dell’artista: «Gli faccio da papà», dirà lei, spartendo anche con loro una fetta del patrimonio.

«Raffaella si trovò benissimo con Gian Luca, si sentiva protetta e decise di portarlo a lavorare con sé a Roma», ricorda Angelo Perrone, per una vita press agent di Carrà. Quel bodyguard diventa la sua ombra: autista, factotum, assistente personale: «La seguiva giorno e notte, anche negli spostamenti privati», sempre Perrone. Gentile, simpatico, raccontano tutti: «Raffaella gli ha insegnato anche la riservatezza nel mondo urlato dello spettacolo». E così, nel cerchio magico dell’artista, si ritrovano in tre: Sergio Japino, ultimo grande amore, il manager Alessandro Lo Cascio e Bulzoni.

C’è lui anche all’Argentario, il buen retiro di Carrà. Nell’aprile 2016 i due vengono immortalati dal fotografo Alberto Zadro in un bar di Porto Santo Stefano. Ed è sempre lì che nel 2023, scavando tra amicizie e contatti, la giornalista Rai Adriana Pannitteri scopre il segreto di Bulzoni, adottato dall’artista poco prima della morte: «Ho parlato con la salumiera, con chi frequentava la palestra, con le amiche con cui giocava a carte...», spiega senza dire.

Quando Carrà muore, nell’estate del 2021, le ceneri viaggiano tra San Giovanni Rotondo e l’Argentario: abbracciato a Japino c’è l’erede universale, ritratto come segretario personale. E ancora: nel novembre 2024, per i 60 anni dell’ospedale di Grosseto, di cui Carrà era benefattrice, seduto in platea c’è pure Bulzoni, già Pelloni. Le cronache locali, però, lo presentano curiosamente come discendente di Japino.

«Adesso del figlio sapevano tutti...», sbotta Perrone. La verità è che lo sapevano pochissimi. Tra gli amici c’è chi è rimasto stupito. Ma nessuno vuole commentare «perché», spiega Barbara Boncompagni, «Raffa mia avrebbe detestato questo momento, lei così discreta. Posso solo dire che la sua è stata una decisione saggissima: Gianluca sta eseguendo quello che lei avrebbe voluto». Nemmeno lui per ora parla. Né i nipoti. Il momento per raccontare questa storia sarà alla presentazione della Fondazione Raffaella Carrà, nata per proseguire le iniziative di solidarietà a cui la primadonna della tv era legatissima. Chi è al fianco di Pelloni Bulzoni spiega che «sta cercando di accorciare i tempi». Ora che una causa legale ha rivelato il segreto, pure sulla proverbiale riservatezza di casa Carrà si alzerà il sipario.

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