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Vertice antiterrorismo al Viminale. Allarme per ferrovie e caserme

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La riunione del comitato convocato dal ministro Piantedosi. L’ipotesi su tre possibili obiettivi vicini al Parco degli Acquedotti
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Una riunione serrata e sulla quale vige un riserbo strettissimo. È durato un’ora il vertice al Viminale del comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) dopo i fatti di Parco degli Acquedotti, convocato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Di certo l’attenzione resta molto alta su obiettivi ritenuti sotto il tiro degli anarchici. Si tratta di luoghi simbolo sui quali adesso vengono puntati gli occhi del Viminale. L’ipotesi degli investigatori, discussa anche durante il summit al ministero degli Interni, è che la bomba esplosa giovedì notte fosse destinata a uno di questi tre obiettivi: il polo Tuscolano della polizia, a due chilometri di distanza dal casolare in cui sono morti Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, lo snodo ferroviario confinante con il parco e la stazione dei carabinieri Roma Quadraro, a poco più di un chilometro dall’esplosione.

Di fatto i livelli di attenzione sulla sicurezza sono già massimi nel nostro Paese per la crisi internazionale. Sulle fer…

Una riunione serrata e sulla quale vige un riserbo strettissimo. È durato un’ora il vertice al Viminale del comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) dopo i fatti di Parco degli Acquedotti, convocato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Di certo l’attenzione resta molto alta su obiettivi ritenuti sotto il tiro degli anarchici. Si tratta di luoghi simbolo sui quali adesso vengono puntati gli occhi del Viminale. L’ipotesi degli investigatori, discussa anche durante il summit al ministero degli Interni, è che la bomba esplosa giovedì notte fosse destinata a uno di questi tre obiettivi: il polo Tuscolano della polizia, a due chilometri di distanza dal casolare in cui sono morti Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, lo snodo ferroviario confinante con il parco e la stazione dei carabinieri Roma Quadraro, a poco più di un chilometro dall’esplosione.

Di fatto i livelli di attenzione sulla sicurezza sono già massimi nel nostro Paese per la crisi internazionale. Sulle ferrovie, poi, sono puntate da settimane telecamere e droni dopo i numerosi sabotaggi dello scorso febbraio.

L’intelligence e i capi di polizia, carabinieri, finanza e polizia penitenziaria hanno discusso anche sulla tipologia dell’ordigno esploso al Parco degli Acquedotti, tanto «instabile» e «pericoloso» che sarebbe stato destinato a un impiego in tempi brevi e per questo anche in un luogo vicino. Secondo chi ragiona sull’attentato mancato, quella bomba artigianale non poteva essere trasportata molto lontano.

È stato anche preso in considerazione che i due militanti anarchici rimasti vittime dell’esplosione abbiano scelto un casolare in un parco cittadino e non certo in mezzo alle montagne. Al Viminale c’è molta attenzione non solo sul significato del raid rimasto incompiuto ma anche sulle prossime possibili azioni da parte della galassia anarchica. Al polo Tuscolano, che racchiude diversi uffici investigativi della polizia, ci sono due direzioni centrali strategiche: quella della polizia di prevenzione che si occupa anche di antiterrorismo e quella anticrimine.

Mentre si cerca di dare una lettura a quanto accaduto giovedì sera, arriva l’affondo del presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. «Tempo fa quando il ministro dell’Interno Piantedosi, intervenendo in Parlamento, mise in evidenza la pericolosità del terrorismo anarchico, gli esponenti del Pd e delle sinistre varie lo aggredirono. Aveva ragione Piantedosi. Gli si chieda scusa», è la dichiarazione di Gasparri diffusa con una nota.

Il ministro aveva parlato in aula il 3 febbraio scorso: «Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti». Da lì a qualche giorno ci sarebbe stata un’escalation di sabotaggi sui binari dell’Alta velocità.

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