Rapì una neonata, Rosa Vespa condannata a 5 anni e 4 mesi. I genitori della bimba: “Soddisfatti”
di Romina MarcecaLe immagini di Rosa Vespa che lascia la clinica Sacro Cuore di Cosenza con in braccio una bimba hanno fatto il giro d’Italia la sera del 21 gennaio del 2025. A poco più di un anno dal rapimento della piccola Sofia è arrivata la condanna, con rito abbreviato, per la donna che ingannò la sua famiglia simulando una gravidanza e poi sequestrò la neonata di appena un giorno fingendosi un’infermiera. Il tribunale di Cosenza l’ha condannata a cinque anni e quattro mesi. Rosa Vespa, 52 anni, cosentina, è stata arrestata la stessa sera del rapimento. I poliziotti della squadra mobile piombarono in casa sua due ore dopo la denuncia dei genitori della piccola. C’era in corso la festa per la nascita di quello che lei aveva dichiarato essere un bambino. Il nome che gli aveva dato era Ansel. In lacrime il marito e i parenti quando hanno appreso la verità.
Oggi, in aula c’erano anche i genitori della bimba. “Siamo soddisfatti”, hanno riferito ai loro avvocati Chiara Penna e Paolo Pisani. Secondo i c…
Le immagini di Rosa Vespa che lascia la clinica Sacro Cuore di Cosenza con in braccio una bimba hanno fatto il giro d’Italia la sera del 21 gennaio del 2025. A poco più di un anno dal rapimento della piccola Sofia è arrivata la condanna, con rito abbreviato, per la donna che ingannò la sua famiglia simulando una gravidanza e poi sequestrò la neonata di appena un giorno fingendosi un’infermiera. Il tribunale di Cosenza l’ha condannata a cinque anni e quattro mesi. Rosa Vespa, 52 anni, cosentina, è stata arrestata la stessa sera del rapimento. I poliziotti della squadra mobile piombarono in casa sua due ore dopo la denuncia dei genitori della piccola. C’era in corso la festa per la nascita di quello che lei aveva dichiarato essere un bambino. Il nome che gli aveva dato era Ansel. In lacrime il marito e i parenti quando hanno appreso la verità.
Oggi, in aula c’erano anche i genitori della bimba. “Siamo soddisfatti”, hanno riferito ai loro avvocati Chiara Penna e Paolo Pisani. Secondo i consulenti medico-legali, Rosa Vespa al momento del rapimento non "presentava una struttura psicotica" ed era "lucida", cioè capace di intendere e di volere.
La donna si trova agli arresti domiciliari, nel procedimento si erano costituiti parte civile i nonni materni e paterni della piccola rappresentati dagli avvocati Giorgio Loccisano e Natasha Gardi. Anche i magistrati avevano chiesto una perizia psichiatrica su Rosa Vespa (difesa dall'avvocata Teresa Gallucci), che per nove mesi ha finto una gravidanza e poi un parto. Adesso la perizia stabilisce che la "finta gravidanza non ha rappresentato un delirio strutturato o una simulazione, ma una soluzione di conversione-somatica a un vuoto narcisistico-depressivo". "Siamo pienamente soddisfatti perché è una sentenza giusta ed equilibrata. Per i genitori è la fine di un incubo, adesso aspettiamo il procedimento che ancora è in piedi per l'eventuale responsabilità della clinica", ha commentato Chiara Penna.
Il 21 gennaio di un anno fa Rosa Vespa e il marito Moses Chiediebere furono trovati in casa con la piccola Sofia vestita da maschietto, a Castrolibero, nell'hinterland di Cosenza. Inizialmente fu arrestato anche il marito Moses, poi scarcerato dal gip. Il 43enne nigeriano (difeso dall'avvocato Gianluca Garritano) si è sempre professato innocente dicendo che la moglie ha fatto tutto da sola. Infatti, la sua posizione è stata stralciata. Per gli inquirenti anche Moses sarebbe stato ingannato dalla moglie. Nella perizia psichiatrica, i consulenti evidenziano che Vespa al momento del rapimento non presentava "condizioni psichiche tali da determinare un'infermità di mente". Ma, al tempo stesso, per i periti non va sottovalutato lo stato depressivo della donna che va monitorato. All'uscita dal tribunale, la mamma della piccola ha solo detto: “È il momento di dimenticare".