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Famiglia nel bosco, Nathan dice sì al doposcuola. Il dolore di Cate: “I miei figli malati e soli”

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Prosegue la discussione sulle videochiamate tra la madre e i bambini e sulla possibilità di un loro incontro. Da settembre un misto di educazione pubblica e parentale
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ROMA – Catherine Birmingham dice a chi la frequenta che non riesce ad alzarsi dal letto, avvolta, come è, da una stanchezza che potrebbe essere segno dell’inizio di una depressione clinica. Racconta il professor Tonino Cantelmi, consulente della difesa: "Ho deciso di rendere pubblico, attraverso i frammenti meno drammatici di una lunga e disperata conversazione notturna avuta con la sua avvocata, il dolore immenso di Catherine. Durante la notte appena trascorsa riferisce di sapere che i suoi figli hanno la febbre. Questa notizia e il non poterli accudire non le consente di dormire, è preoccupata, inquieta e addolorata".

Nella conversazione, in inglese, la donna immagina "tutti e tre i bambini che hanno la febbre e non hanno accesso alle cure e all'amore della loro madre, da cui non sono mai stati separati in tutta la loro vita. ‘Sto davvero lottando sapendo che i miei figli sono malati e che non mi è stato nemmeno permesso di visitarli, controllare come stanno e confortarli. Tutto qu…

ROMA – Catherine Birmingham dice a chi la frequenta che non riesce ad alzarsi dal letto, avvolta, come è, da una stanchezza che potrebbe essere segno dell’inizio di una depressione clinica. Racconta il professor Tonino Cantelmi, consulente della difesa: "Ho deciso di rendere pubblico, attraverso i frammenti meno drammatici di una lunga e disperata conversazione notturna avuta con la sua avvocata, il dolore immenso di Catherine. Durante la notte appena trascorsa riferisce di sapere che i suoi figli hanno la febbre. Questa notizia e il non poterli accudire non le consente di dormire, è preoccupata, inquieta e addolorata".

Nella conversazione, in inglese, la donna immagina "tutti e tre i bambini che hanno la febbre e non hanno accesso alle cure e all'amore della loro madre, da cui non sono mai stati separati in tutta la loro vita. ‘Sto davvero lottando sapendo che i miei figli sono malati e che non mi è stato nemmeno permesso di visitarli, controllare come stanno e confortarli. Tutto questo è così sbagliato sotto molti aspetti. Quali accuse ho contro di me che giustificano una separazione forzata dai miei figli? In che modo’, si chiede la madre, ‘avrei abusato, fatto del male o trascurato i miei figli? Non riesco a dormire per la preoccupazione per tutti e tre. Sono spaventati, depressi e ora separati dalla madre, dal padre, dagli animali, dalla casa e dalla vita che conoscono e amano’".

Catherine non ha i figli vicino, e questo si sa. E’ stata allontanata il 6 marzo scorso dalla casa protetta di Vasto, dove i due gemelli e la sorella maggiore sono ancora ospiti, e negli ultimi venti giorni le sono state concesse cinque videochiamate con loro.Quest’ultimo è il nuovo ostacolo, e sta prendendo la forma di un nuovo conflitto dopo quattro mesi di battaglie legali e personali nella querelle della famiglia nel bosco. Le educatrici segnalano che dopo ogni call con la madre, i bambini sono visibilmente agitati, in particolare i due più piccoli, e si fatica a riprendere una collaborazione con loro, che, si dice all’interno della struttura, è tornata possibile, virtuosa, dopo l’allontanamento della madre. Succede che Catherine spesso abbia un atteggiamento iperprottetivo e diffidente, anche da lontano: “Vi danno da mangiare quello che vi do io?”, chiede, per esempio. Secondo chi guida la casa accoglienza, queste domande apprensive creerebbero nuove difficoltà per la vita quotidiana dei piccoli.

La garante regionale contro nuovi limiti

Dopo aver proposto la sospensione delle videochiamate insieme alla psicoterapeuta della casa di Vasto, Lucia Fiorillo, l’assistente sociale Veruska D’Angelo ha chiesto se potesse essere una soluzione farle videoregistrate, senza un’interazione in diretta. Dall’altra parte, la Garante per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, si è opposta a ogni nuovo limite e ha ipotizzato che, anzi, possano essere riattivati gli incontri nella casa protetta tra la madre Catherine e i tre piccoli.

L’ultima ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila non vieta gli incontri, ma indica che avvengano sempre alla presenza di un funzionario delegato, un’educatrice. L’assistente sociale, per ora, non ha consentito che siano riattivati e nelle riunioni di servizio, alle quali manca sempre qualche soggetto, non si sono fatti passi avanti su questo punto. Di fronte all’impasse, i legali dei genitori stanno valutando una nuova istanza ai giudici che riapra ogni tipo di comunicazione tra Catherine Birmingham e i figli.

Resta attivo e dinamico Nathan Trevallion, punto di riferimento, in questo momento, per i bambini. L’inglese prosegue i colloqui con l’assistente di Monteodorisio e dopo la nuova casa del Comune, la pediatra e le vaccinazioni regolari per i figli, ha detto “sì” anche alla loro presenza nel doposcuola. Due, tre volta a settimana, questo per favorire la socializzazione tra pari, all’interno di un percorso di educazione parentale (da casa, quindi) il cui progetto è in fase avanzata. Da settembre, i tre bimbi potrebbero raggiungere l’Istituto Castiglione Messer Marino, a cinquanta metri dalla nuova casa, in frazione Fonte La Casa. Questa possibilità era stata proposta poco prima di Natale e la maestra Rossella D’Alessandro, giovane insegnante abituata al lavoro con ragazzi in difficoltà, aveva dato la propria disponibilità. Poi non si riuscì a finalizzare l’intervento – allora le indisponibilità dei genitori Trevallion-Birmingham erano più forti di oggi – e si scelse il tutoraggio in struttura con la maestra in pensione Lidia Camilla Vallarolo.

I progressi scolastici dei bimbi

L’insegnante ha sottolineato i progressi dei tre scolari, che alternano giornate svogliate ad altre di lezioni intense e mostrano, come è naturale, una curiosità per i prodotti tecnologici, altro elemento di frizione con la madre Cate, sostenitrice di un’educazione senza smartphone. “Sì, i due piccoli sono pronti a un’iscrizione alla prima elementare”, assicura la maestra Lidia.

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