ROMA – Mezz’ora esatta, dentro l’ufficio del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Portati qui, al Palazzo Giustiniani, sede di rappresentanza, con un’auto di Stato, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, accompagnati dall’avvocata Danila Solinas e l’interprete, hanno voluto spiegare le loro ragioni alla seconda carica dello Stato, che li ha ricevuti a referendum chiuso e perduto dopo aver pensato di incontrarli una settimana prima, con la bagarre politica in corso.
Catherine, vestito lungo bianco, una giacchetta rosa figlia di altri tempi, e Nathan, con giacca rigata grigia e i jeans dello stesso colore, senza cravatta, sono scesi al portone del Palazzo alle 13,10 e hanno affidato a lei, da sempre leader della famiglia, il compito di spiegarsi. Attraverso una lettera in inglese, subito tradotta.
“Dopo mesi di completo silenzio, Nathan e io vogliamo esprimere la nostra gratitudine per chi ci ha supportato in questi giorni duri e difficili, pieni di dolore e tristezza per noi e i nostri bambini", ha detto Catherine, recuperata la voce dopo un avvio a singhiozzi. La madre dei tre bambini ospiti in una struttura protetta ha proseguito leggendo: "Abbiamo scelto l'Italia perché aveva gli stessi valori con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l'amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un'esistenza piena di amore e pace dove le persone si aiutano uno con l’altro".
"Vogliamo essere ascoltati”
Con Nathan a fianco, sempre in silenzio, pronto ad accarezzarla nei momenti di tensione, la madre ha detto ancora: "Siamo qui per essere ascoltati e per tornare a essere una famiglia. Abbiamo vissuto in pace e armonia, nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni e non abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro Comune e alla terra in cui viviamo". Sono Palmoli e l’Abruzzo. Ancora: “Siamo sempre stati rispettosi delle leggi e delle regole e non abbiamo mai giudicato, litigato né mai instillato nei nostri bambini odio e sfiducia nei leader e nelle autorità giudiziarie e istituzionali attorno a noi”.
Sulle scelte fatte nel passato, che si riversano sull’oggi, Catherine ha voluto dire: “Abbiamo deciso come condurre la nostra vita in maniera cosciente, forti dei nostri viaggi, della nostra educazione e delle nostre esperienze. Come una madre e un padre che adorano i propri bambini, che hanno sempre messo i loro bisogni al primo posto, che hanno sempre agito nella consapevolezza e nella conoscenza di ciò che era giusto per loro, pur nella consapevolezza di sapere di non essere perfetti né di possedere verità assolute, essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi, va oltre la nostra capacità di accettazione e comprensione”.
"Questa è la nostra verità”
La donna ha voluto spiegare le ragioni per cui ha accettato l’invito del presidente La Russa: "Ciò che Nathan e io siamo venuti qui a offrire era la nostra verità e il nostro continuo impegno a essere quei genitori responsabili, rispettosi e amorevoli, quali siamo. E con questa verità, nel dolore più insopportabile, siamo venuti a tendere un mano e a chiedere di essere ascoltati e di essere di nuovo una famiglia, la nostra famiglia".
Catherine Birmingham ha chiuso, ora davvero tra le lacrime: "Grazie di cuore" e grazie al presidente del Senato con un "sincero e sentito ringraziamento" per "averci ricevuto e supportato". Quindi, i genitori del bosco si sono allontanati in direzione Chieti, dove ha sede lo studio dei legali, con l’Audi grigia di Stato.
"I figli con il padre e la madre”
Più tardi il presidente del Senato, La Russa, ha diffuso un video in cui ha detto: "Era mia intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato intorno a questa vicenda. Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell'autorità giudiziaria né tanto meno voglio giudicare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Quello che spero possa essere utile è invitare tutti - è la mia moral suasion - affinché vengano eliminate le rigidità di tutti e tutte le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita con i figli che, come è naturale, possano stare con il padre e la madre".