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Migranti, barcone alla deriva per sei giorni nel Mediterraneo: 22 morti

(ansa)

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I corpi gettati in mare dai trafficanti. I sopravvissuti sono stati soccorsi al largo dell'isola di Creta
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Erano partiti sei giorni fa in quarantotto da Tobruk, in Libia, ma quando una nave veloce di Frontex li ha individuati al largo di Creta, a bordo erano rimasti solo ventisei naufraghi. Ancora una strage nel Mediterraneo: ventidue persone sono morte di fame e di sete lungo la rotta fra la Libia e la Grecia.

Dopo quella del Mediterraneo centrale, si tratta di una delle tratte più battute per chi vuole lasciarsi alle spalle i lager che in Tripolitania, come in Cirenaica sono il cuore dell’industria della detenzione illegale. E per la mancanza quasi totale di assistenza e soccorsi, una delle più letali: solo nel 2025, secondo l’agenzia Onu Oim, almeno 107 persone sono morte lungo la rotta ellenica. Numeri probabilmente approssimati per difetto.

Soccorsi al largo di Creta, i sopravvissuti all’ennesima strage hanno raccontato che poco dopo la partenza da Tobruk la barca sarebbe andata fuori rotta. Cibo e acqua hanno iniziato subito a scarseggiare e i più fragili, uno dopo l’altro, hanno ce…

Erano partiti sei giorni fa in quarantotto da Tobruk, in Libia, ma quando una nave veloce di Frontex li ha individuati al largo di Creta, a bordo erano rimasti solo ventisei naufraghi. Ancora una strage nel Mediterraneo: ventidue persone sono morte di fame e di sete lungo la rotta fra la Libia e la Grecia.

Dopo quella del Mediterraneo centrale, si tratta di una delle tratte più battute per chi vuole lasciarsi alle spalle i lager che in Tripolitania, come in Cirenaica sono il cuore dell’industria della detenzione illegale. E per la mancanza quasi totale di assistenza e soccorsi, una delle più letali: solo nel 2025, secondo l’agenzia Onu Oim, almeno 107 persone sono morte lungo la rotta ellenica. Numeri probabilmente approssimati per difetto.

Soccorsi al largo di Creta, i sopravvissuti all’ennesima strage hanno raccontato che poco dopo la partenza da Tobruk la barca sarebbe andata fuori rotta. Cibo e acqua hanno iniziato subito a scarseggiare e i più fragili, uno dopo l’altro, hanno ceduto fin dai primi giorni. Per ordine di uno dei due capitani, i loro corpi sono stati affidati alle onde. Al momento, non è chiaro se fra loro ci fossero bambini. Solo uno che viaggiava con la mamma, si è miracolosamente salvato, ma all’arrivo è stato necessario l’immediato trasporto in ospedale.

Secondo le autorità greche, a condurre il barcone erano due ragazzi sudanesi di 19 e 22 anni, entrambi arrestati dalle autorità greche. Ai trafficanti in Libia, ogni passeggero aveva invece versato circa diecimila dollari per la traversata su un gommone fatiscente e instabile. Nonostante il giro di vite delle autorità greche, che l’anno scorso per tre mesi hanno sospeso la possibilità di richiedere asilo per i migranti in arrivo dalla rotta ellenica, l’anno scorso, oltre 16mila persone hanno raggiunto Creta per tentare di entrare in Europa, finendo per sbattere contro una porta chiusa. Ma si continua a partire e si continua a morire.

Il 9 febbraio scorso, lungo la stessa rotta 53 naufraghi, fra cui due neonati, sono morte tentando la traversata verso la Grecia. A raccontarlo – informa l’Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni – sono stati gli unici due sopravvissuti, recuperati dopo oltre un giorno dalla Guardia costiera libica.

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