L’acqua ha iniziato a ribollire e una macchia di sangue ha chiazzato il mare. I biologi del Progetto Ceti che dal 2005 seguono i capodogli al largo dell’isola di Dominica, ai Caraibi, hanno pensato all’aggressione di un predatore. Quando però una piccola coda è emersa dal ventre di Rounder, una delle femmine del gruppo, la gioia ha preso il posto dell’ansia.
L’incontro casuale
I ricercatori di Ceti, organizzazione non profit che cerca di decifrare il linguaggio delle balene, si sono trovati sul luogo del lieto evento per caso. Questo gli ha permesso di filmare per la prima volta l’intero parto di un capodoglio. Le abitudini della specie di Moby Dick, abituata a vivere nei recessi degli oceani, era stata descritta finora soprattutto dalle spedizioni baleniere.
Il fatto che i cuccioli di capodoglio nelle prime ore di vita siano incapaci di galleggiare e respirare sott’acqua rende la nascita un evento ad alto rischio. Tutti i membri del gruppo lo sanno. Per questo dieci femmine, la metà estranea alla famiglia, si sono unite attorno a Rounder e per quattro ore hanno aiutato il cucciolo a restare a galla e respirare. Poi, completata la loro missione, hanno sollevato la coda in aria e si sono reimmerse per sfamarsi negli abissi.
Le dieci balene ostetriche hanno un po’ spinto e un po’ strizzato il neonato, se lo sono rimpallato e lo hanno preso a musate. Un po’ goffamente, ma in modo efficace, gli hanno permesso così di restare a galla e superare la prima e più critica fase della sua vita. I capodogli, dotati del cervello più grande del mondo animale (otto chili), hanno saputo dimostrare che l’unione fa la forza anche quando chi ha bisogno di aiuto non fa parte della famiglia.
Tre generazioni in aiuto del cucciolo
I biologi di Ceti, seguendo il gruppo di Rounder da oltre vent’anni, conoscono uno per uno tutti i suoi membri. L’eccezionale osservazione del parto, fatta con due droni, macchine fotografiche subacquee e idrofoni per registrare le voci delle balene, risale all’8 luglio del 2023 ed è stata pubblicata in due parti su Science e Scientific Reports, con video allegato. Ad assistere la partoriente c’erano sia la madre che la figlia di Rounder. Tre generazioni hanno collaborato per far sopravvivere il nuovo arrivato mentre Allan, un maschio adolescente fratellastro della neo madre, è stato lasciato sempre in disparte.
In una specie dove le nascite sono poco frequenti e gli individui longevi (i capodogli vivono fino a 60 anni), la salute di un cucciolo è cruciale per la sopravvivenza del gruppo. I banchi di capodogli sono sempre formati da femmine, che collaborano per far crescere i cuccioli e si prestano volentieri a fare da baby sitter quando le madri si immergono per mangiare. Una volta diventati maturi, i maschi si staccano dal banco e seguono la loro rotta.
La collaborazione di altre femmine per mantenere a galla il neonato incapace di galleggiare era stata osservata anche in altri cetacei, tutti legati dal punto di vista evolutivo. Secondo i ricercatori risale ad almeno 34 milioni di anni fa. “I capodogli – scriveva nel 1839 il chirurgo inglese Thomas Beale – sono veramente notevoli per l’attaccamento nei confronti dei loro cuccioli. Spesso li assistono in caso di pericolo con il massimo della premura e dell’affetto”.
La difesa dai delfini importuni
Durante il parto di Rounder i capodogli sono stati avvicinati da due diversi gruppi di delfini. Un individuo, arrivato a meno di un metro dalla neo madre, è stato minacciato e scacciato da una delle dieci ostetriche. A turno, nei 34 minuti tra lo spuntare della coda del piccolo e la sua fuoriuscita completa, tutte si sono tuffate sotto la pancia di Rounder per seguire i progressi del parto. Nessuna si è tirata indietro quando si è trattato, a turno, di aiutare il cucciolo a respirare. Nei momenti critici (incluso l’avvicinamento dei delfini) le balene hanno modificato anche il loro linguaggio, fatto di clic che diventavano all’improvviso più lenti e prolungati.
Lunghe circa dieci metri, le femmine di capodoglio partoriscono neonati di quattro metri. A più riprese dopo il parto i ricercatori di Ceti sono tornati in quel tratto di mare per ritrovare il gruppo di Rounder. Hanno dovuto aspettare il luglio del 2024 per veder rispuntare il muso del cucciolo, più o meno in coincidenza del suo primo compleanno.
Ormai perfettamente a suo agio fra le onde, il giovane capodoglio ha superato il periodo più rischioso della sua vita. Si è nutrito del latte della mamma fino a due anni, poi ha iniziato lo svezzamento. Se maschio, partirà per la sua strada appena diventato maturo. Se femmina, resterà con la sua famiglia totalmente matriarcale. Quando ci sarà da aiutare un’altra madre a partorire, non avrà certo bisogno di farsi spiegare quanto il suo contributo sarà vitale.