Ci sono tavole di Pasqua che nascono dalla tradizione. E altre che accolgono nuove varianti e sapori originali con curiosità e un pizzico di immaginazione. Ricette per creare un’atmosfera conviviale, capaci di restituire gusti e profumi di primavera. Dopo il successo dei “Menù delle feste” di Natale, in edicola - in omaggio con Repubblica - arrivano i nuovi “Menù di Pasqua”: tre volumi, a cura di Eleonora Cozzella, pensati per soddisfare ogni tipo di palato. «I pranzi pasquali hanno un ritmo speciale, con i piatti che arrivano uno dopo l’altro. Il verde dei primi pisellini, la morbidezza di una lasagna cucinata senza fretta, il profumo invitante di una torta salata che racchiude la nuova stagione. Una dimensione familiare e generosa in cui le ricette non sono esercizi di stile, ma strumenti per stare insieme».
Tre volumi, tre menu, tante ricette
Primo appuntamento, martedì 31 marzo, con le Ricette della tradizione di Luisa Orizio, autrice del blog @Allacciateilgrembiule. Una cucina che nasce dalla dispensa di casa, da ingredienti semplici e dalla giusta dose di elasticità per adattare e sostituire ogni elemento senza perdere gusto: risotti agli asparagi, le fave che diventano una mousse ad accompagnare salame e pecorino sardo e il tiramisù, questa volta servito dentro l’uovo di cioccolato. «Casa mia è sempre piuttosto movimentata, soprattutto quando si parla di cibo - rivela Orizio - Pasqua per me è dove la tavola è ricca, ognuno porta qualcosa da condividere mentre c’è sempre chi, nel frattempo, dice: “Assaggio solo per vedere se è venuto bene”». Spazio, mercoledì 1° aprile, alle Ricette vegetali di Ilaria Busato (@ladispensavegana), in cui la natura diventa protagonista e i modelli si rinnovano con leggerezza.
Un modo diverso di interpretare i piatti regionali tipici, lasciando che siano gli ingredienti vegetali a guidare il gusto. Spinaci, agretti, taccole, carciofi, un trionfo di colori nel pieno della stagione primaverile. Ingredienti che, come dice Cozzella, «parlano di terra che si risveglia e di una cucina capace di seguire il ritmo naturale degli orti». Nessuna rinuncia, ma una proposta – rinnovata – del repertorio culinario tipico delle nostre feste. «Cucinare non è solo preparare un piatto, ma un gesto che ha a che fare con la cura e con il tempo che scegliamo di dedicare alle persone che amiamo», racconta Busato. «Una ricetta che per me non può mancare è la torta pasqualina in versione vegetale: un guscio croccante che racchiude un ripieno morbido di verdure primaverili». Tre giorni, tre stili, tre voci, ma un unico filo conduttore: la voglia di raccontare la Pasqua attraverso gesti, sapori e idee che parlano tanto della nostra memoria quanto della sua evoluzione più contemporanea.
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A tavola con gusto
È il caso delle Ricette classiche e innovative pensate da Stefano Cavada, in edicola giovedì 2 aprile. La raccolta si presenta come una piccola geografia gastronomica. Dall’Alto Adige, suo luogo d’origine, a un’esplosione di sapori che mescolano altre culture e stili. La frittata dolce dell’imperatore (il Kaiserschmarren dell’Impero austro-ungarico) e il tradizionale pane all’anice altoatesino - spesso servito con un antipasto a base di prosciutto arrosto, asparagi e cren – lasciano il posto agli Yorkshire puddings inglesi e alla torta Victoria. «La Pasqua a casa mia a Caldaro è sempre stata una festa importante» confida Cavada. «I preparativi iniziavano già nei giorni precedenti. Ricordo le mani indaffarate a pulire gli asparagi, gli impasti dei panificati tipici che prendevano forma in cucina, i profumi che riempivano la casa annunciando l’arrivo della festa». Memoria o innovazione, cucina delle radici o di confine, quel che rimane sono i gesti. Impastare, apparecchiare, far lievitare. Perché in fondo la Pasqua è questo: una tavola anche improvvisata, l’aroma di qualcosa che cuoce lentamente e una ricetta, pensata per noi.