Leone sceglie il nuovo “ministro dell’Interno” della Santa Sede: è l’arcivescovo bergamasco Rudelli
di Iacopo ScaramuzziE’ la persona che può entrare nella biblioteca del Papa senza preavviso, l’uomo-macchina del Palazzo apostolico, numero due della Segreteria di Stato ma, operativamente, il collaboratore al quale il Pontefice si rivolge quotidianamente per risolvere i più disparati problemi di gestione interna alla Santa Sede. Il Sostituto agli affari generali è una figura relativamente poco nota al grande pubblico ma cruciale negli equilibri interni vaticani e papa Leone XIV ha chiamato oggi, a quasi dieci mesi dall’inizio del pontificato, l’arcivescovo bergamasco Paolo Rudelli.
56 anni il prossimo luglio, Rudelli era attualmente nunzio apostolico in Colombia. Originario di Gandino, ha frequentato medie e superiori nel seminario di Bergamo, dove ha conseguito la maturità classica ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dopo aver compiuto gli studi teologici alla Pontificia Università Gregoriana a Roma, dove ha ottenuto il dottorato in teologia morale e la licenza in diritto canonico, prestando n…
E’ la persona che può entrare nella biblioteca del Papa senza preavviso, l’uomo-macchina del Palazzo apostolico, numero due della Segreteria di Stato ma, operativamente, il collaboratore al quale il Pontefice si rivolge quotidianamente per risolvere i più disparati problemi di gestione interna alla Santa Sede. Il Sostituto agli affari generali è una figura relativamente poco nota al grande pubblico ma cruciale negli equilibri interni vaticani e papa Leone XIV ha chiamato oggi, a quasi dieci mesi dall’inizio del pontificato, l’arcivescovo bergamasco Paolo Rudelli.
56 anni il prossimo luglio, Rudelli era attualmente nunzio apostolico in Colombia. Originario di Gandino, ha frequentato medie e superiori nel seminario di Bergamo, dove ha conseguito la maturità classica ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dopo aver compiuto gli studi teologici alla Pontificia Università Gregoriana a Roma, dove ha ottenuto il dottorato in teologia morale e la licenza in diritto canonico, prestando nel frattempo servizio anche nel carcere di Rebibbia, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il primo luglio 2001. Ha lavorato nelle rappresentanze pontificie di Quito (Ecuador) fino al 2003 e Varsavia (Polonia) sino al 2006. Dal 2006 al 2014 mons. Rudelli ha operato come Segretario e Consigliere di Nunziatura alla prima sezione della Segreteria di Stato, prima di essere nominato Prelato d’Onore di Sua Santità e ricevere l’incarico di Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo. E’ stato papa Francesco a inviarlo come suo rappresentante prima in Zimbabwe, nel 2020, e poi in Colombia dal 2023. Parla spagnolo, inglese, francese e polacco.
La Terza Loggia
Mentre Segretario di Stato rimane il cardinale Pietro Parolin, quella di Rudelli è la terza nomina di Leone in Terza Loggia dopo quella di monsignor Anthony Ekpo, nigeriano, come Assessore (immediatamente sotto il Sostituto), e di monsignor Mihaita Blaj, romeno, come Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, alle dirette dipendenze del “ministro degli Esteri”, dal 2014 l’arcivescovo britannico Paul Richard Gallagher.
La nunziatura in Italia
Monsignor Rudelli succede all’arcivescovo venezuelano Edgar Pena Parra, che papa Francesco aveva chiamato nell’agosto 2018 come Sostituto agli affari generali, dopo l’allora monsignor Angelo Becciu, e ora va a ricoprire il delicato incarico di nunzio apostolico in Italia, nella rappresentanza pontificia a via Po, ossia la figura che gestirà per il Pontefice sia i rapporti con le istituzioni italiane che con la Conferenza episcopale italiana, in particolare per quanto riguarda la preselezione delle nomine episcopali. Nato nel 1960, diplomatico di lungo corso, ha prestato servizio nelle nunziature in Kenya, Jugoslavia, Honduras e Messico ed è poi stato rappresentante pontificio in Pakistan e Mozambico.
Nel nome di Roncalli
"La chiamata del Santo Padre Leone a collaborare da vicino all’esercizio della sua suprema missione come sostituto della Segreteria di Stato è un gesto di immeritata fiducia, che mi onora profondamente", ha commentato in una nota lo stesso Rudelli. "Animato dalla fede", assicura di "assumere questo servizio nello spirito indicato dalla costituzione apostolica Praedicate Evangelium", e nella consapevolezza di "poter contare sulla guida del cardinale segretario di Stato e sulla collaborazione di monsignor assessore e di tutto il personale della Sezione per gli Affari Generali". In particolare, il nuovo sostituto si affida alla "intercessione" di un illustre suo conterraneo, San Giovanni XXIII.
Il saluto di Pena Parra
“Sono stati anni talvolta durissimi”, ha ricordato oggi in un saluto ai suoi collaboratori monsignor Pena Parra. “Abbiamo attraversato la prova globale della pandemia di Covid19, che ha segnato il mondo e toccato anche le nostre mura leonine; abbiamo vissuto il dolore per la morte del Papa emerito Benedetto XVI e accompagnato con raccoglimento le sue esequie; abbiamo condiviso l'angoscia per la malattia del Santo Padre Francesco, fino a vivere il tempo della sua morte e dei suoi funerali, che hanno commosso il mondo intero; abbiamo sostenuto con senso di responsabilità e spirito ecclesiale le delicate fasi che hanno condotto al Conclave, culminate nella gioia per l'elezione di Papa Leone XIV, accolta come dono dello Spirito alla Chiesa. Non a sono mancati momenti di sofferenza istituzionale, come il processo legato alla vicenda del Palazzo di Londra, che ha esposto la Santa Sede e in particolare la nostra Segreteria di Stato un'attenzione mediatica e giudiziaria senza precedenti, chiedendoci rigore, trasparenza e senso di responsabilità. In ciascuna di queste circostanze, la Sezione Affari Generali è stata chiamata a custodire, coordinare, sostenere un servizio silenzioso, spesso invisibile, ma essenziale alla vita della Chiesa universale”. Il cardinale Matteo Zuppi ha inviato al nuovo nunzio in Italia una lettera di benvenuto.
Gli appuntamenti del Papa
Ultima casella dell’odierno giro di nomine, l’attuale nunzio in Italia, incarico che ricopriva dal 2024, l’arcivescovo bosniaco Petar Rajic, diventa ora prefetto della Casa Pontificia. La casella era rimasta vacante dal 2023 quando l’arcivescovo Georg Gaenswein, che papa Francesco aveva ereditato da Benedetto XVI e poi giubilato dopo la morte di Joseph Ratzinger, era dapprima tornato in Germania e poi, sempre per volontà di Francesco, assunto l’incarico di nunzio apostolico nei paesi del Baltico. L’arcivescovo amministrerà dunque il lavoro della Prefettura, organo di Curia responsabile dell'ordine interno e della gestione quotidiana della vita del Pontefice – tra cui l’organizzazione delle udienze di tabella – finora gestito dal reggente padre Leonardo Sapienza, in servizio dal 2012 sotto il pontificato di Benedetto XVI. Al monsignore, religioso rogazionista, papa Leone ha affiancato dal novembre 2025 in qualità di vice-reggente l’agostiniano nigeriano padre Edward Daniang Daleng.