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Da Breivik a Turetta, il pantheon del neonazi: “Elimino esseri minori”

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I deliri in chat con altri adepti, la libreria di testi su sabotaggi e golpe, i progetti di morte. Le prove raccolte dai pm
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L’AQUILA – Non era uno che si limitava a scaricare materiali dalla rete e che curiosava nelle chat di suprematisti. Per questo lo abbiamo arrestato». Insomma, il timore di chi indaga è che Andrea, dopo quasi tre anni di adesione a più d’una di queste formazioni, fosse pronto per passare all’azione. Chissà magari proprio nell’anniversario di quella strage alla Columbine high school in Colorado del 20 aprile 1999 che dominava i suoi pensieri.

«Magari un giorno faccio una sparatoria e poi mi ammazzo. Però devo ancora decidere il posto dove farla prima di andarmene», scrive ad aprile 2024 in una chat whatsapp a cui partecipano una trentina di persone. Ha appena 15 anni Andrea ma Eric Harris e Dylan Klebold, gli autori del massacro alla Columbine avvenuto quando lui non era neanche nato, fanno parte del suo empireo. «Santi», li definisce, come Anders Behring Breivik, autore della strage al campus estivo di Utoya, e Brenton Harris Tarrant, il killer che uccise 51 persone in una moschea dell…

L’AQUILA – Non era uno che si limitava a scaricare materiali dalla rete e che curiosava nelle chat di suprematisti. Per questo lo abbiamo arrestato». Insomma, il timore di chi indaga è che Andrea, dopo quasi tre anni di adesione a più d’una di queste formazioni, fosse pronto per passare all’azione. Chissà magari proprio nell’anniversario di quella strage alla Columbine high school in Colorado del 20 aprile 1999 che dominava i suoi pensieri.

«Magari un giorno faccio una sparatoria e poi mi ammazzo. Però devo ancora decidere il posto dove farla prima di andarmene», scrive ad aprile 2024 in una chat whatsapp a cui partecipano una trentina di persone. Ha appena 15 anni Andrea ma Eric Harris e Dylan Klebold, gli autori del massacro alla Columbine avvenuto quando lui non era neanche nato, fanno parte del suo empireo. «Santi», li definisce, come Anders Behring Breivik, autore della strage al campus estivo di Utoya, e Brenton Harris Tarrant, il killer che uccise 51 persone in una moschea della Nuova Zelanda.

Immagina per sé un percorso lungo due anni, «io quando sarò in quinta replicherò la Columbine», scrive ancora quell’estate subito prima di individuare il suo obiettivo e comunicarlo sempre via chat ad una trentina di adepti: «Sono libero di comprare la maglietta con Natural selection e andare a fare una sparatoria al liceo artistico Misticoni di Pescara». Non è la scuola che Andrea frequenta ma è lì che vuole emulare i suoi Santi. Due anni di autoaddestramento, con tanto di simulazione di percorso, ingresso nella scuola, fuoco, morti lasciati per terra: tutti piani custoditi nel suo pc. Come se fosse un videogioco. Solo che era tutto spaventosamente reale, possibile, potenzialmente vicinissimo. Così il monitoraggio sul web, lungo quasi tre anni, degli investigatori che si erano imbattuti nel suo nome addirittura nel 2023, durante una indagine della Dda di Brescia, sale di livello e rivela una pericolosità e un rischio concreto. C’è un fucile semiautomatico Fcg-9 progettato in modo da utilizzare al minimo le parti in metallo e rendere difficile la rilevazione al metal detector: Andrea è pronto a fabbricarselo in casa con una stampante 3D. E c’è il Tatp, la “Madre di Satana”, l’esplosivo usato nelle stragi di Bruxelles e Parigi. Andrea ne conosce la formula chimica e dispensa istruzioni agli aderenti del canale Telegram “Libreria” da lui creato e di cui è unico amministratore.

Suprematista, neonazista, cultore della razza ariana, negazionista della Shoah, «accelerazionista del collasso della società moderna», satanista. Andrea, in chat, dice di essere tutto questo e anche altro: è un incel (involuntarily celibate), predica il maschilismo e la misoginia e nell’empireo dei suoi Santi aggiunge anche i nomi di Elliott Rodger, Angelo Izzo, Filippo Turetta, esalta stupri e femminicidi. Fa carriera in quel mondo lì Andrea: da giovane adepto della formazione neonazista “Werwolf Division”, poi diventata “Divisione Nuova Alba”, quando nel dicembre 2024 il suo leader Daniele Trevisani viene arrestato a Bologna, Andrea prende coscienza del rischio: «La Digos ha il potenziale per creare un caso mediatico della madonna — scrive ad alcuni suoi contatti — domani la Digos irrompe in classe, ripuliamo Telegram, a parte i meme ho levato le cose compromettenti». Ma dura poco: anzi adesso è lui ad aprire gruppi Telegram in cui fare adepti. Quello principale si chiama “Libreria” ed è lì che il ragazzo condivide la sua propaganda, che istiga a commettere «sacrifici di esseri minori», che dispensa tecniche di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, istruzioni per la realizzazione di armi da fuoco ma anche batteriologiche e chimiche.

Un indottrinamento e un autoaddestramento che si nutre di testi cult per tutti gli adepti:da The Anarchist Cookbook, il manuale del perfetto anarchico, a Cia Explosives for sabotage, guida agli esplosivi, alle tecniche di sabotaggio e alle cariche di imboscata. E ancora, Strategia del colpo di Stato, compendio su tecniche e tattiche del golpismo e Black Book Companion, manuale per la costruzione di armi ed esplosivi improvvisati per scopi di guerriglia.

«Ben di più che una fascinazione per la violenza e l’estremismo», scrivono gli inquirenti. Andrea navigava in un «sottobosco di delirio e violenza estremamente pericoloso» e aspirava a diventare un “Santo”. Bianco, seguace degli ideali del white power, gli mancava ancora un requisito: portare a termine un attacco con vittime.

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