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Frane, valanghe e fiumi esondati crolla un ponte: c’è un disperso il maltempo devasta il centro-sud

Domenico Racanati: l’uomo disperso
 

 

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Un’auto scomparsa dopo il cedimento sul fiume Trigno. Allagamenti e evacuazioni in Puglia. Danni per diverse centinaia di milioni, Abruzzo e Molise chiedono lo stato di calamità
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Il ponte sul Trigno spezzato e affogato a metà, dove si teme sia sparito un uomo, è la ferita più profonda dell’ondata di maltempo che per tre giorni ha sferzato l’Abruzzo, il Molise e più giù la Puglia, la Basilicata, e ancora le Marche, la Calabria, la Sicilia. Regioni sotto scacco di un clima stravolto che a aprile ha mostrato il volto di un inverno estremo: neve, vento gelido, alluvioni, esondazioni, frane, valanghe che hanno spezzato in due l’Italia adriatica, isolato Comuni, sommerso paesi, bloccato per ore migliaia di viaggiatori sui treni tra Foggia e Caserta e lungo la linea adriatica paralizzati un giorno intero con ritardi a cascata fino a undici ore.

In Abruzzo undici fiumi hanno superato la soglia d’allarme — dal Tronto al Sangro — due t…

Il ponte sul Trigno spezzato e affogato a metà, dove si teme sia sparito un uomo, è la ferita più profonda dell’ondata di maltempo che per tre giorni ha sferzato l’Abruzzo, il Molise e più giù la Puglia, la Basilicata, e ancora le Marche, la Calabria, la Sicilia. Regioni sotto scacco di un clima stravolto che a aprile ha mostrato il volto di un inverno estremo: neve, vento gelido, alluvioni, esondazioni, frane, valanghe che hanno spezzato in due l’Italia adriatica, isolato Comuni, sommerso paesi, bloccato per ore migliaia di viaggiatori sui treni tra Foggia e Caserta e lungo la linea adriatica paralizzati un giorno intero con ritardi a cascata fino a undici ore.

In Abruzzo undici fiumi hanno superato la soglia d’allarme — dal Tronto al Sangro — due tracimati, a Pescara l’esondazione in pieno centro. Nell’aquilano decine di strade sono rimaste chiuse per neve. Una valanga è rotolata giù sui monti della Maiella, si è temuta un’altra Rigopiano invece un gruppo intrappolato in un hotel è salvo. Cinquecento persone sono state evacuate in tutto per le piene, senza casa per precauzione mentre lì l’allerta non molla la presa: sarà rossa anche oggi.

Uomini dell'Esercito a lavoro per ripristinare la viabilità nel versante pescarese di Passolanciano, dove 13 persone erano bloccate in un hotel a causa della coltre di neve

 

Sono le 9 di mattina quando il collegamento col vicino Molise cede: il ponte sul fiume Trigno cade travolto dalla potenza di un’onda color fango. Di Domenico Racanati, 53 anni, pugliese, che passava di lì con la sua auto, la famiglia non ha pù notizie. Si trema, ora, anche per la tenuta della diga del Liscione. La piana di Termoli è sott’acqua, ci sono sfollati, dalla piena del Sinarca viene salvato un uomo aggrappato a un albero. Il sindaco, Nicola Balice, dice: «È peggio del 2003», l’alluvione che devastò il basso Molise. Da Portocannone a Campomarino ci sono decine di abitazioni dove esce nulla o quasi dal rubinetto. Capracotta è un paese inghiottito dalla neve, piani terra invisibili, cunicoli per muoversi da un punto all’altro. E bianca è pure la piana di Castelluccio in Umbria.

Passolanciano, l'albergo sepolto dalla neve

 

In provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, ancora frane e un centinaio di persone intrappolate per ore prima dello sgombero della strada. Intere famiglie evacuate pure nel potentino e nel palermitano, danni nel cosentino e nel crotonese, dissesti e es:ondazioni fino in Campania. A Molfetta, in Puglia, si è allagato il duomo: tra i banchi c’erano i secchi. A Foggia, peggio: persone salvate sui gommoni dai vigili del fuoco, centinaia di lavoratori agricoli nel fango, isolati nelle campagne di San Severo. La provincia ha chiesto lo stato di calamità, come l’Abruzzo e il Molise dove domani andrà il capo della protezione civile, Fabio Ciciliano. Ieri mattina ha sentito la premier Giorgia Meloni che sui disastri del maltempo ha poi incontrato il sottosegretario Alfredo Mantovano. «Nel prossimo decreto ci sarà la nomina di un commissario straordinario incaricato della ricostruzione rapida e urgente del ponte sul Trigno, infrastruttura strategica», fa sapere il governatore molisano Francesco Roberti.

Intanto, in questo pezzo d’Italia che si sbriciola, ci sono collegamenti tranciati, coltivazioni danneggiate, terreni allagati, aziende in difficoltà. «Il governo non lasci soli i sindaci, le comunità e le attività produttive», dice la segretaria del Pd, Elly Schlein. Negli ultimi dieci anni, racconta Greenpeace, l’Italia conta 19 miliardi di danni per frane e alluvioni. I risarcimenti arrivati alle Regioni sono appena meno di un quinto.

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