Famiglia nel bosco, i periti di parte: “Bimbi a rischio, è urgente riunire figli e genitori”
Servono interventi immediati per evitare ulteriori danni alla salute mentale dei bambini. Dice questo, in sostanza, la relazione depositata il 3 aprile scorso al Tribunale dei minorenni dell'Aquila dai periti di parte dei Trevallion, la famiglia nel bosco. "L'acclarata assenza di condotte pregiudizievoli in capo alla madre (abusi o maltrattamenti) – scrivono – la documentata persistenza degli effetti traumatici derivanti dalla separazione dei minori dalle figure genitoriali, nonché le constatate difficoltà degli incontri da remoto ed in presenza, rendono urgente ed improcrastinabile il tempestivo ripristino del nucleo familiare, quale misura necessaria e prioritaria ai fini della tutela della loro salute psicologica".
A firmare la perizia dopo l'ul…
Servono interventi immediati per evitare ulteriori danni alla salute mentale dei bambini. Dice questo, in sostanza, la relazione depositata il 3 aprile scorso al Tribunale dei minorenni dell'Aquila dai periti di parte dei Trevallion, la famiglia nel bosco. "L'acclarata assenza di condotte pregiudizievoli in capo alla madre (abusi o maltrattamenti) – scrivono – la documentata persistenza degli effetti traumatici derivanti dalla separazione dei minori dalle figure genitoriali, nonché le constatate difficoltà degli incontri da remoto ed in presenza, rendono urgente ed improcrastinabile il tempestivo ripristino del nucleo familiare, quale misura necessaria e prioritaria ai fini della tutela della loro salute psicologica".
A firmare la perizia dopo l'ultimo incontro dei bambini con la madre sono lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, nella quale evidenziano che "il protrarsi dell'attuale assetto relazionale e operativo, privo delle necessarie misure di accompagnamento e di tutela, mantiene la risposta traumatica nei minori e configura un fattore di rischio clinicamente rilevante per l'insorgenza di ulteriori e documentabili danni alla salute mentale dei bimbi".
E ancora: “Le modalità adottate non hanno garantito le condizioni minime di tutela necessarie affinché l'incontro potesse assolvere alla sua funzione di sostegno e di riorganizzazione della relazione genitoriale. La grave carenza relativa alla preparazione dei minori, il mancato riconoscimento del ruolo e dell'ascolto della madre e l'assenza di un setting idoneo e neutro hanno prodotto effetti disfunzionali - affermano i consulenti - esponendo i minori a un carico emotivo non sostenibile e incidendo negativamente sull'evoluzione dell'incontro madre-figli".